Ora di Ottawa

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giovedì 28 maggio 2026

Duetorrihotels ottiene la certificazione GSTC per tutti i suoi 5 stelle

 




Dal Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna al Due Torri Hotel di Verona, dall’Hotel Bernini Palace di Firenze all’Hotel Bristol Palace di Genova: tutte le strutture 5 stelle del Gruppo Duetorrihotels hanno ottenuto la certificazione del Global Sustainable Tourism Council (GSTC), tra i principali standard internazionali per il turismo sostenibile. 


“Siamo impegnati da anni – sottolinea Franco Vanetti DG del Gruppo - verso un modello di ospitalità sostenibile, autentica e responsabile. Una grande soddisfazione aver raggiunto questo traguardo trasversalemente, su tutte le nostre strutture del segmento lusso”.


In Italia sono attualmente 215 le strutture ricettive certificate GSTC.


Il Gruppo Duetorrihotels annuncia con orgoglio che tutti e quattro i suoi hotel 5 stelle hanno ottenuto la certificazione GSTC – Global Sustainable Tourism Council, il più autorevole standard internazionale dedicato al turismo sostenibile, rilasciata da Vireo, organismo indipendente accreditato.


Un riconoscimento che conferma una visione dell’ospitalità fondata sulla gestione responsabile delle risorse, sul rispetto dell’ambiente e dei territori e sulla volontà di offrire esperienze che uniscono eleganza, autenticità e consapevolezza.


Il percorso che ha portato alla certificazione ha coinvolto il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, il Due Torri Hotel di Verona, l’Hotel Bernini Palace di Firenze e l’Hotel Bristol Palace di Genova: quattro dimore iconiche dell’ospitalità italiana, custodite all’interno di altrettanti palazzi storici e profondamente legate all’identità culturale delle città che le ospitano.


“Operiamo all’interno di luoghi straordinari, custodi di storia, cultura e identità italiane: per questo crediamo che l’ospitalità di lusso oggi debba necessariamente evolvere verso modelli sempre più consapevoli e sostenibili” spiega il Direttore generale del Gruppo Franco Vanetti. “L’ottenimento della certificazione GSTC per tutti i nostri hotel luxury rappresenta per Duetorrihotels un risultato di grande valore e, allo stesso tempo, una responsabilità verso il futuro.


Questo riconoscimento internazionale conferma il lavoro svolto quotidianamente dalle nostre squadre nel coniugare eccellenza dell’accoglienza, rispetto dell’ambiente, attenzione alle persone e valorizzazione dei territori”.


Negli ultimi anni il Gruppo ha infatti avviato un articolato percorso di miglioramento continuo introducendo pratiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale delle sue attività e alla valorizzazione delle comunità locali. 


Tra le iniziative sviluppate figurano la progressiva eliminazione della plastica monouso, l’utilizzo di materiali naturali e riciclabili, il monitoraggio dei consumi energetici e idrici, la riduzione delle emissioni, una gestione oculata della raccolta differenziata e la promozione di una mobilità più sostenibile. 


Grande attenzione viene inoltre dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e gastronomico dei territori, attraverso collaborazioni con fornitori locali, progetti culturali ed esperienze autentiche pensate per gli ospiti. La sostenibilità viene così interpretata non soltanto come tutela ambientale, ma come un modello di sviluppo capace di generare valore condiviso per collaboratori, comunità e destinazioni. 


L’ottenimento della certificazione GSTC rappresenta dunque una tappa fondamentale di un percorso destinato a evolversi nel tempo, con obiettivi sempre più ambiziosi in termini di efficientamento energetico, utilizzo di energie rinnovabili, formazione e riduzione degli impatti ambientali. 


“La sostenibilità, per noi – prosegue Vanetti - non è un traguardo raggiunto ma un percorso continuo di miglioramento, innovazione e crescita condivisa. Vogliamo continuare a offrire ai nostri ospiti un servizio esclusivo, contribuendo allo stesso tempo alla tutela del patrimonio culturale e ambientale delle città che ci ospitano”.


In un mercato dove il lusso evolve verso esperienze sempre più consapevoli, Duetorrihotels sceglie di trasformare la sostenibilità in parte integrante della propria idea di eccellenza.

Nicoletta Curradi 

mercoledì 27 maggio 2026

I 70 anni dell'Accademia Cappiello in mostra a Firenze

Dal 28 maggio al 30 giugno 2026, l’Accademia Cappiello celebra il proprio anniversario trasformando i suoi spazi in un museo vivo: opere rare, documenti e manifesti di Leonetto Cappiello dialogano con oltre cento lavori dell’Accademia, tra progetti degli studenti, materiali d’archivio e video.



L'Accademia Cappiello di Firenze, parte del polo formativo Hdemy Group, celebra i suoi settant’anni con “Essere Cappiello. Immagine, memoria e formazione del visivo”, una mostra dedicata alla storia dell’Accademia, all’eredità di Leonetto Cappiello (1875–1942), e alla continuità della formazione visiva tra passato e presente.

Aperta al pubblico dal 28 maggio al 30 giugno 2026, la mostra è promossa da Hdemy Group e realizzata con la partecipazione di LCICA – Leonetto Cappiello International Centre for Arts e di Galleria d’Arte Athena, e con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Livorno e ADI Toscana.

Curata da Eleonora Sassoli e Simone Nannipieri, in collaborazione con l’Associazione Leonetto Cappiello e la Galleria d’Arte Athena di Livorno. “Essere Cappiello” supera la dimensione puramente celebrativa per configurarsi come un percorso culturale e un’occasione di confronto sui linguaggi della comunicazione visiva contemporanea.

«Con “Essere Cappiello” non celebriamo soltanto una storia di valore artistico e culturale, ma ne riaffermiamo l’attualità attraverso un percorso che continua a parlare al presente. Il progetto rappresenta inoltre un’importante occasione per consolidare la presenza culturale dell’Accademia a Firenze, città in cui la tradizione artistica continua a confrontarsi e dialogare con i linguaggi del contemporaneo», dichiara Nicola Pighi, Fondatore e Presidente di Hdemy Group.

Al centro della mostra una selezione di oltre cento lavori dell’Accademia a cura di Stefano Mingaia, e video-sequenze curate da di Rossana Loperfido. Progetti innovativi, documenti d’Archivio e video che dialogano con alcune opere e manifesti d’epoca di Leonetto Cappiello, da cui l’istituzione fiorentina prende il nome. Un artista che ha saputo anticipare molti dei temi ancora centrali nella comunicazione visiva contemporanea: l’immediatezza del segno, la riconoscibilità dell’immagine, il rapporto tra arte, pubblicità e costruzione simbolica del brand. 

Fondata nel 1956 da Gastone Canessa, pittore, pubblicista e fondatore, l’Accademia nasce a Firenze con l’obiettivo di formare professionisti della comunicazione visiva attraverso un approccio concreto, laboratoriale e orientato al progetto. In settant’anni di attività, la scuola ha attraversato trasformazioni culturali, tecnologiche e professionali, mantenendo un’identità profondamente legata all’immagine, alla sperimentazione e al fare creativo.

La mostra non si presenta come una semplice retrospettiva. Gli spazi dell’Accademia diventano un museo vivo, in cui opere rare, documenti inediti, manifesti d’epoca e memorabilia di Leonetto Cappiello dialogano con i lavori storici e recenti degli studenti. Il progetto mette in relazione la nascita dell’immagine moderna con la ricerca contemporanea dei nuovi progettisti, raccontando l’Accademia come un luogo in cui la memoria non viene soltanto conservata, ma continuamente rimessa in movimento.


Il percorso espositivo

Al piano terreno, pannelli dedicati alla storia della scuola raccontano la nascita dell’Accademia, l’evoluzione dei corsi e il ruolo di figure, artisti e professionisti che hanno contribuito alla sua identità. In un’aula oscurata, proiezioni continue restituiscono l’atmosfera delle lezioni e delle presentazioni didattiche degli anni Ottanta e Novanta, attraverso immagini di progetti elaborati dagli allievi di grafica e comunicazione e oggi conservati negli archivi storici dell’Accademia.

Al primo piano, il percorso entra nel vivo del dialogo con Leonetto Cappiello e si articola in quattro sezioni: La genesi e il segno creativo, dedicata alla fase formativa e satirica dell’artista; Il mito e la forza dell’icona, in cui emerge la potenza dell’immagine-idea; Il Branding e l’identità di marca, dedicata alla costruzione dell’identità commerciale moderna; La memoria e la fortuna critica, che restituisce la consacrazione di Cappiello nella storia dell’arte, della grafica e della comunicazione visiva.


Tra i materiali esposti figurano opere e documenti provenienti dalla Collezione Nannipieri Bernardeschi, tra cui il biglietto da visita autografo di Leonetto Cappiello, l’autoritratto, le litografie per L’Assiette au Beurre, la litografia Le Corset Le Furet, la scatola originale del Thermogène, manifesti, riviste, cataloghi storici e testimonianze della fortuna critica dell’artista.

Accanto alle opere del Maestro, la mostra valorizza il lavoro dell’Accademia attraverso oltre cento contenuti tra progetti degli studenti, documenti d’archivio e video, restituendo la continuità tra la ricerca visiva di Cappiello e la formazione delle nuove generazioni creative. In questa prospettiva, i lavori degli allievi di Exhibition Design sul tema del Mito di Dante, realizzati in occasione del settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri e presentati durante la Milano Design Week 2021, dialogano con la sezione dedicata al mito e all’icona. I progetti contemporanei di Graphic Design e Communication trovano spazio nell’aula dedicata al branding, mentre la videosequenza Segno e Disegno raccoglie esperienze recenti sviluppate nell’ambito del corso di Interior Design.

«Essere Cappiello celebra i settant’anni dell’Accademia e racconta la scuola come luogo vivo di dialogo tra memoria storica e creatività contemporanea. L’eredità di Leonetto Cappiello continua ancora oggi a ispirare nuove generazioni di progettisti e comunicatori: per questo abbiamo voluto costruire un percorso in cui opere originali, materiali d’archivio e lavori degli studenti convivono dentro le aule in cui ogni giorno si forma il futuro della comunicazione visiva», dichiara Stefano Mingaia, Direttore Didattico dell’Accademia Cappiello.

La mostra si inserisce anche nel percorso avviato con l’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024. Il gruppo, fondato e presieduto da Nicola Pighi, riunisce realtà formative dedicate al design, alla comunicazione e alle professioni creative, tra cui NAD – Nuova Accademia del Design, presente tra Verona e Milano, e Accademia Cappiello, storicamente radicata a Firenze.

In questa visione, il valore delle singole accademie nasce anche dal rapporto con i territori in cui operano: Firenze, con la sua tradizione artistica, visiva e artigianale; Verona, città legata alla cultura del progetto e dell’impresa; Milano, centro nazionale e internazionale del design, della moda e della comunicazione. Hdemy Group lavora così alla costruzione di un polo formativo capace di tenere insieme identità locali, qualità didattica e dialogo con le professioni creative.

«L’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024 nasce dalla volontà di valorizzare una scuola storica, tra le prime realtà private italiane dedicate alla formazione nell’ambito delle arti visive, della comunicazione e del design. Cappiello appartiene profondamente a Firenze e alla sua cultura dell’immagine, così come NAD – Nuova Accademia del Design sviluppa il proprio percorso tra Verona e Milano, territori centrali per il design, l’impresa e la progettazione contemporanea. Il nostro obiettivo è costruire un polo formativo capace di unire radicamento territoriale, qualità didattica e apertura alle professioni creative del futuro”, spiega Nicola Pighi.

Info' www.accademia-cappiello.it

Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

Doria Terrae SS27 a Pitti Uomo 110




                    


Lo spirito Doria nasce dal legame viscerale con il Salento più autentico, sospeso tra Mare e Terra. È l’espressione di un profondo senso di appartenenza a un territorio da7 0

i colori vibranti, dagli aromi mediterranei, dagli elementi architettonici senza tempo e da quel mood rilassato che pervade lo stile di vita lento. 


Doria incarna lo spirito della sua Terra attraverso quattro elementi: Terra, Luce, Natura, Acqua.


TERRA: Doria sviluppa la propria ricerca cromatica ispirandosi ai colori che esprimono l’essenza del territorio e delle sue radici: i toni slavati e vissuti delle pitture murali a calce, dei capi da lavoro consumati dal tempo, delle lande e delle terre arse dal sole. È proprio dall'interpretazione della palette della Terra del Salento che nasce la grande novità di stagione: un trattamento inedito, frutto di ricerca e sperimentazione sui materiali, capace di donare ai cappelli le nuance autentiche di questi luoghi intrisi di memoria antica.  

Un intreccio di Panama bicolore, sfumato ad hoc, ricrea effetti di denim washed nei toni Summer Denim e Deep Kaki.  I lavaggi “garment washed” applicati ai baseball cap e legionari in tessuto conferiscono un aspetto street ma allo stesso tempo sartoriale, grazie al twill di cotone sabbiato nei colori Negroamaro Fizz, Caramel glaze, Avocado tonic, Indigo dream.

LUCE: attraverso questo elemento prende forma un’altra importante novità: accanto all’anima vintage della collezione, una micro-capsule lussuosa reinterpreta gli iconici modelli Doria in una veste total white, dedicata al mondo della cerimonia. 

Panama raffinati color tufo, cinte in nuance e dettagli oro chiaro danno vita a creazioni essenziali e preziose, dedicate a momenti unici e raffinati.


NATURA: Le paglie grezze intrecciate o lavorate a crochet, declinate nelle loro nuance naturali originali, si accendono tramite a cinte dall’aspetto vissuto. 

Panama leggeri e sofisticati, in colori polverosi o bianchi lucenti, contrastano con le cinte dai toni intensi e decisi.

In tutti i sensi è un viaggio che consiste nel ritorno alle origini, ed è proprio tramite i sensi che deve essere vissuto: nella tattilità degli intrecci e delle trame, nella celebrazione di quel gusto «vacanze d’antan» che da sempre illumina lo spirito della Maison.

I colori ricchi e freschi celebrano le tonalità della Terra: Terracotta, Torba, Orzo, Caffè Leccese, Limoncello, Sale, Cioccolato, Caramello, Adriatico, Ionio e Aqua si intrecciano in tessuti leggeri, naturali e materici. 


AQUA: l’acqua è l’elemento che ispira la collezione “Raindrops”. Leggeri, destrutturati e completamente tascabili, questi cappelli quasi impalpabili, realizzati in tessuto waterproof e riciclato, si accendono questa stagione di nuovi colori: Cioccolato e Smokey Pink. Il primo rappresenta un iconico colore Doria, il secondo celebra la linea dell’orizzonte di Finisterre al tramonto. Accanto, l’ormai timeless linea Safari in cotone impermeabile color Tufo, omaggio alla pietra leccese, pensata per esploratori d’antan.


Uno spirito che celebra l’anima bohemien di Doria insieme ai suoi valori più profondi: artigianalità, alta sartoria e savoir-faire tramandato negli anni, di cui la terra d’origine del brand è intrisa.

Tutte le forme iconiche di Doria , Drop, Fedora, Gauchos e Western, si intrecciano in una collezione che strizza l’occhio agli anni d’oro del cinema italiano, in un viaggio retrò ispirato agli anni ’50 e ’60.

Una collezione raccontata nella meravigliosa cornice della Masseria Partemio, luogo capace di racchiudere raffinatezza e autenticità, tradizione ed innovazione, in perfetta sintonia con il concept del Brand.

Un viaggio raccontato attraverso le immagini profonde e glamour di Mauro Lorenzo.



Nicoletta Curradi 

martedì 26 maggio 2026

The Place Firenze presenta la proposta sleepwear in collaborazione con Flora Lastraioli

 






In occasione di Pitti Uomo 110, THE PLACE Firenze e la Fondazione The Place of Wonders, presentano un progetto che intreccia ospitalità, manifattura artigianale e cultura del vivere contemporaneo attraverso una proposta di sleepwear uomo e donna, realizzata insieme allo storico laboratorio fiorentino di lingerie Flora Lastraioli.

Più che una collezione moda, il progetto rappresenta un’estensione dell’esperienza di ospitalità firmata THE PLACE: un linguaggio che supera lo spazio dell’hotel per trasformarsi in rituale quotidiano, in una forma di lusso autentico da vivere nella propria dimensione più intima e personale.

 

La collaborazione prende vita grazie alla Fondazione The Place of Wonders, realtà dedicata alla promozione e alla salvaguardia delle eccellenze artigianali e culturali del territorio attraverso iniziative che favoriscono l’incontro tra tradizione, creatività contemporanea e valorizzazione del know-how locale. La scelta di affiancarsi a Flora Lastraioli, uno dei “Wonders” sostenuti dalla Fondazione, nasce dal desiderio di instaurare un dialogo con una manifattura che custodisce il patrimonio fiorentino attraverso tecniche che uniscono memoria storica, sensibilità estetica e cura sartoriale. Un savoir-faire che emerge in ogni dettaglio del progetto, concepito come un racconto senza tempo, raffinato ed essenziale.

 

Flora Lastraioli x THE PLACE Firenze si compone di un pigiama uomo, un pigiama donna e bermuda coordinati, sviluppati per riflettere l’eleganza discreta e l’identità sofisticata dell’hotel. I capi sono realizzati in popeline di cotone organico e nascono da un pattern grafico ispirato direttamente alla brand identity della struttura, sviluppato a partire dallo studio dei disegni e delle proporzioni rinascimentali di Leon Battista Alberti, con particolare riferimento ai principi di solidità, funzionalità e bellezza espressi nel suo De Re Aedificatoria e applicati anche alla facciata di Santa Maria Novella. L’indagine sul suo linguaggio architettonico e tipografico, condotta a pochi passi da THE PLACE Firenze, ha tradotto elementi strutturali e ornamentali in una trama contemporanea essenziale e modulare, capace di coniugare rigore formale e sensibilità decorativa. Questo processo creativo dà vita a un dialogo armonico tra design tessile e interior aesthetic, trasformando il prodotto in un’estensione naturale dell’esperienza The Place. La palette cromatica, declinata nei toni del verde chiaro e del verde profondo, è stata studiata per evocare equilibrio, raffinatezza e continuità con l’atmosfera elegante dell’hotel.

 

Per il modello uomo è stato sviluppato un pigiama dal taglio sartoriale classico, rifinito con rever realizzati nel tessuto stampato personalizzato, dettaglio che conferisce carattere e riconoscibilità al capo mantenendo un’eleganza senza tempo. Lo stesso approccio stilistico è stato reinterpretato nella proposta femminile, con una silhouette raffinata e contemporanea che reinterpreta la tradizione del nightwear attraverso linee essenziali e dettagli coordinati nel medesimo pattern esclusivo. I capi uniscono comfort, eleganza rilassata e attenzione ai dettagli, traducendo l’atmosfera intima dell’hotel in una proposta pensata per accompagnare il momento più privato del quotidiano.

 

 

Ogni creazione viene interamente sviluppata e confezionata a Firenze attraverso lavorazioni artigianali che valorizzano il tempo della manifattura, la precisione del gesto e la qualità dell’abilità locale.

 

Lo sleepwear diventa così simbolo di una nuova idea di slow luxury, dove comfort, estetica e artigianalità convivono in modo naturale, dando forma a un’esperienza che celebra il piacere della dimensione privata e il fascino dell’ospitalità italiana.

 

Attraverso questa collaborazione, The Place of Wonders e THE PLACE Firenze confermano il proprio impegno nella tutela e nella valorizzazione dei saperi artigianali, sostenendo la produzione locale e la trasmissione di competenze che appartengono al patrimonio culturale del territorio. Una visione condivisa da tutte le realtà del gruppo The Hospitality Experience, gruppo italiano di proprietà e gestione diretta della famiglia Babini, che promuove un modello di ospitalità fondato sulla relazione tra eccellenza, identità locale e cultura del territorio.

 

La proposta sleepwear sarà presentata a chiusura della prima giornata di Pitti Uomo 110, il 16 giugno, con un cocktail party ospitato presso THE PLACE Firenze a partire dalle ore 17.30.



Nicoletta Curradi


giovedì 21 maggio 2026

La dolcezza che fa la storia: benvenuti al Caffè Gilli

 





Il Caffè Gilli è il più antico caffè di Firenze, un'istituzione cittadina fondata nel 1733.
Dopo una chiusura temporanea per un restauro completo, lo storico locale di Piazza della Repubblica ha riaperto i battenti il 25 marzo 2026, restituendo ai fiorentini e ai visitatori un ambiente tirato a lucido ma rispettoso della sua storica identità.

La sala e l'area bar sono state unificate grazie alla posa di un nuovo, unico pavimento in mosaico di marmo, che dona maggiore armonia agli spazi.

Sono stati completamente ristrutturati i servizi igienici e introdotta una nuova scala interna per collegare in modo più efficiente il piano terra con i sotterranei.

Gli elementi d'epoca, come le vetrate e le boiserie, sono stati attentamente preservati per mantenere intatta l'atmosfera Liberty che contraddistingue il locale.

L'intervento è stato curato dall'architetto Alessandro Consigli per la parte strutturale e dal consulente d'interni Paolo Becagli, su iniziativa della proprietà storica guidata da Marco Valenza.

Qui è possibile gustare un'ampia selezione di pasticceria artigianale che unisce la grande tradizione fiorentina all'alta pasticceria internazionale.

Il menu include:
I grandi classici: l'iconica Torta Gilli ricca di cioccolato e nocciole l'intramontabile Tiramisù.

Monoporzioni e dolci moderni: mignon coloratissimi, profiteroles, cheesecake e creazioni alla frutta.

Specialità tradizionali: la celebre Schiacciata alla fiorentina, anche in versione ripiena di crema chantilly, vero vanto della ppasticceria locale.

Cioccolateria: praline, dragées e cioccolata in tazza preparata secondo la tradizione.

Grandi lievitati: dolci delle festività come panettoni e colombe artigianali.

Ricordate Caffè Gilli, un invito alla domcezza.


Nicoletta Curradi

mercoledì 13 maggio 2026

A Cosmofarma i laboratori di ricerca milanesi di Moldes lanciano la nuova Linea Senior +55, dedicata alla longevità

 


 Mattia Molinari di Moldes allo stand del Cosmofarma con i prodotti della nuova Linea Senior +55



Non si ferma la proposta di nuovi prodotti ideati e realizzati da Moldes, l’azienda milanese che fin dal 1984 ricerca, sviluppa e produce al 100% in Italia integratori naturali pensati per gli atleti, ma idonei per tutti. 


 


In occasione della tradizionale partecipazione al Cosmofarma, la fiera bolognese in programma dall’8 al 10 maggio, Moldes ha proposto infatti in anteprima una nuova linea di prodotti espressamente dedicati alla longevità.


 


Si tratta della Linea Senior 55+, una gamma selezionata di prodotti formulati e sviluppati dai laboratori Moldes che rientra all’interno della marca Net Integratori Farmacia, per accompagnare il benessere nel tempo, promuovere la longevità e sostenere un efficace approccio antiaging.


Una gamma pensata per persone attive, dinamiche e attente alla propria salute, anche sul piano professionale, che desiderano affrontare l’avanzare dell’età in modo consapevole, mantenendo energia, autonomia, lucidità e qualità della vita. La linea si rivolge a chi conduce uno stile di vita sano e attivo, ha a cuore la prevenzione e desidera invecchiare bene, preservando performance, benessere e indipendenza.


La Linea Senior 55+ si articola in quattro aree fondamentali: 


-       Apparato muscolo-scheletrico, per sostenere forza, mobilità e stabilità;


-       Pelle, articolazioni e cartilagini, per contribuire a elasticità, comfort e benessere strutturale;


-       Antiossidanti e metabolismo cellulare, per contrastare lo stress ossidativo e supportare l’efficienza cellulare;


-       Focus mentale e concentrazione, per favorire attenzione, chiarezza mentale e prontezza cognitiva. 



Un percorso completo dedicato a chi vede nella longevità non solo il desiderio di vivere più a lungo, ma soprattutto di vivere meglio. 


 

“Longevità oggi non significa semplicemente vivere più a lungo, ma vivere meglio, più attivi e in equilibrio – sottolinea Mattia Molinari, responsabile comunicazione di Moldes -. Per questo l’attenzione verso antiaging e benessere evoluto è diventata centrale: prevenzione, stile di vita, nutrizione e integrazione mirata rappresentano i pilastri di un approccio moderno alla salute. Prendersi cura del proprio organismo ogni giorno vuol dire sostenere energia, performance fisica e mentale, recupero e qualità della vita nel tempo. L’antiaging di Moldes va oltre la promessa estetica mettendo al centro una visione più ampia di vitalità,protezione cellulare e mantenimento delle funzioni fisiologiche. Investire nella longevità significa adottare scelte consapevoli, supportate dalla ricerca e orientate al benessere duraturo. In questo contesto, ogni soluzione deve essere pensata per accompagnare la persona in un percorso concreto, efficace e sostenibile, capace di valorizzare il presente e preservare il futuro”. 


 

Moldes ricerca, sviluppa e produce al 100% integratori naturali grazie a un qualificato staff di una quarantina di persone, composto da biologi nutrizionisti, tecnologi alimentari, consulenti scientifici e preparatori atletici. Produce miscele esclusive, proteiche ed aminoacidiche, formulate attraverso meticolose metodiche di lavorazione e macchinari di avanzata tecnologia produttiva. 


 


Fondata da Felice Molinari nel 1984 e tuttora gestita a livello familiare, l’azienda produce oggi circa 400 mila pezzi all’anno, con l’obiettivo di raggiungere i 500 mila nel 2027.


 


La Proposta di Valore di Moldes recita: "l'unica azienda Italiana che ricerca sviluppa e produce integratori alimentari di origine naturale pensati per gli atleti ma idonei per tutti". 


 Nicoletta Curradi


venerdì 17 aprile 2026

Firenze capitale dell'olivicoltura regionale

 




 Con la Selezione degli Oli Extravergine di Oliva DOP e IGP della Toscana 2026, Firenze si conferma capitale dell’olivicoltura regionale. 


L’evento - promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana - ha trasformato il Cinema della Compagnia e Palazzo Medici Riccardi in una vetrina per produttori, giornalisti e visitatori, affiancando al confronto strategico la celebrazione della qualità, fino all'apertura delle degustazioni guidate al pubblico, novità assoluta dell’edizione 2026.


I numeri che accompagnano questa edizione raccontano la vitalità di un sistema produttivo complesso e radicato: l’olivicoltura toscana si estende oggi su 87 mila ettari, di cui 27 mila a conduzione biologica, con un patrimonio di oltre 15 milioni di piante, 37 mila aziende che lavorano in questo settore e oltre 400 frantoi attivi*. Questi dati, uniti al valore delle cinque Indicazioni Geografiche — le DOP Chianti Classico, Terre di Siena, Lucca, Seggiano e l’IGP Toscano — permettono alla Toscana di riaffermare il proprio ruolo di guida per la qualità olearia nazionale. La regione vanta, inoltre, un patrimonio di biodiversità fuori dal comune, con ben 80 varietà autoctone, tra le quali spiccano per diffusione Frantoio, Moraiolo, Leccino, Maurino e Pendolino. E proprio a questi oli la Selezione regionale è dedicata, perché la certificazione DOP e IGP non solo garantisce i consumatori sulla qualità degli oli, ma ne garantisce la reale provenienza da quei territori di cui prendono il nome.


I lavori si sono aperti presso il Cinema La Compagnia con i saluti istituzionali della presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi e, a margine, del presidente della Regione Enrico Giani. A seguire, dopo i saluti di benvenuto del vicesindaco Metropolitano Alessio Mantellassi, i contributi del presidente di PromoFirenze Aldo Cursano e del segretario generale della Camera di Commercio di Firenze, Giuseppe Salvini. Al centro del dibattito, il binomio inscindibile tra eccellenza produttiva e dinamismo economico, approfondito dall'intervento di Leonardo Marras, assessore regionale all'Economia, al Turismo e all’Agricoltura. Marras - intervenuto in video - ha sottolineato la leadership della Toscana, prima regione in Italia per numero di denominazioni e catalizzatore di flussi turistici, grazie alla nuova frontiera dell’oleoturismo. Un primato, quest’ultimo, certificato dai dati del “Secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio 2025” (curato da Roberta Garibaldi e promosso da Città dell’Olio, Coldiretti e Unaprol): che vede la Toscana al primo posto con il 29% delle preferenze, precedendo Puglia (28%), Sicilia (20%), Umbria (18%) e Liguria (15%). Questo posizionamento consolida la Toscana come destinazione d'eccellenza per esperienze autentiche, garantite anche dalla capillarità delle oltre 6.000 imprese agrituristiche del territorio.

La giornata ha offerto uno sguardo al futuro grazie agli interventi tecnici di Gennaro Giliberti, dirigente del settore produzioni agricole e promozione della Regione Toscana, che ha illustrato le strategie del Piano Olivicolo Nazionale fino al 2030, e del professor Giovanni Caruso del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa sull’olivicoltura di precisione per una miglior gestione dei sistemi di irrigazione. Infine, Laura Mazzanti, responsabile del laboratorio Analytical S.r.l., ha spiegato il percorso di valutazione chimico-sensoriale che ha portato a individuare le peculiarità degli oli premiati.


GLI OLI PREMIATI (vedi scheda allegata) - Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla proclamazione dei vincitori, frutto di una rigorosa selezione che ha visto in gara 55 campioni valutati da commissioni regionali composte da 17 assaggiatori professionisti. Per le singole denominazioni, il premio come Migliore IGP Toscano è stato assegnato al Frantoio Franci S.r.l. con l’olio "Frantoio Franci Bio IGP Toscano" della provincia di Grosseto, mentre per la DOP Chianti Classico il riconoscimento è andato a Dievole Srl per il "Dievole DOP Chianti Classico" della provincia di Siena. L’eccellenza della DOP Lucca è stata rappresentata dall'Azienda Agricola Stefanini Tronchetti di Stefanini Simone con "L'Olio di Jacopo", mentre per la DOP Terre di Siena ha trionfato l'Azienda Agricola Buoni o Del Buono Maria Pia con il "Podere Ricavo".


La Selezione 2026 ha messo in luce anche le categorie speciali, sottolineando l'importanza della sostenibilità e dell'identità produttiva. Il premio per il Miglior Olio Biologico è stato assegnato ex aequo al Frantoio Franci S.R.L. per il “Frantoio Franci Bio IGP Toscano” (GR) e alla Fattoria Ormanni di Brini Batacchi Paola (SI) con il “Palazzaccio”. A seguire, il Miglior Olio Monocultivar è stato assegnato ex aequo a Kali Srl Società Agricola con "Kali Monovarietale Leccino" (GR), a Losi di Pietro e Paolo Losi S.s. Agricola per il "Querciavalle Monovarietale Correggiolo" (SI) e a Olio Bardi Società Semplice Agricola per "L'Oliandolo Bardi IGP Toscano Bio Leccio del Corno" (SI). Per quanto riguarda il Miglior Packaging, la giuria ha premiato l’estetica e l’innovazione comunicativa delle aziende Az. Agr. Vierucci Francesca con "Poggio ai Santi" (LI), Fattoria del Buon Profumo S.S.A. con "Il Mezzolitro" (GR) e Scovaventi Società Agricola Srl con lo "Scovaventi IGP Toscano Biologico" (GR). Sul palco, moderati dalla giornalista Simona Bellocci, si sono alternati i presidenti dei Consorzi di Tutela - Fabrizio Filippi per il Toscano IGP, Gionni Pruneti per il Chianti Classico, Renzo Baldaccini per Lucca, Luigi Fanciulli per Terre di Siena e Luciano Gigliotti per Seggiano - che hanno premiato i produttori insieme alla presidente Stefania Saccardi e a volti noti della promozione territoriale come l'attore Luca Calvani e lo chef influencer Federico Fusca.


Nel pomeriggio, la manifestazione si è aperta per la prima volta al grande pubblico nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi, dove operatori, cittadini e turisti hanno potuto degustare le 55 etichette selezionate nel Catalogo 2026. La provincia di Siena si è confermata capofila con 17 oli selezionati, seguita da Grosseto con 10, Firenze con 9 e Livorno con 7. Completano il quadro delle eccellenze la provincia di Lucca con 4 oli, Arezzo e Pistoia con 3 ciascuna e Pisa con 2 etichette in catalogo.

Come da tradizione, l'evento ha mantenuto il suo impegno solidale donando l'olio della Selezione a Villa Lorenzi per il supporto ai giovani in difficoltà. Un ringraziamento speciale per la cura dell'allestimento, che ha reso ancora più suggestiva la cornice dell'evento, va all’Associazione Vivai di Pescia, all’Associazione Vivaisti Italiani e al Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, a partire dal suo presidente Vannino Vannucci.


Il Catalogo della Selezione degli oli EVO DOP e IGP della Toscana 2026 in italiano e in inglese è scaricabile a questo link:

https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/selezioneoli_catalogo2026-pdf

 


Nicoletta Curradi 

mercoledì 15 aprile 2026

Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute Migliori Ambasciatori del Territorio 2026



Premiata a Verona la visione aziendale che unisce impresa, territorio e cultura





 Giovanni e Ambrogio Folonari Tenute è Vinitaly Territory Ambassador. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato oggi al Presidente Giovanni Folonari da Federico Bricolo, Presidente di Verona Fiere, alla presenza di Filippo Folonari e del Direttore Generale di Verona Fiere Gianni Bruno.


Il Premio Vinitaly Territory Ambassador celebra l’impegno imprenditoriale dell’azienda, la sua visione profonda del rapporto tra impresa, territorio e cultura e la sua opera di autentica valorizzazione del Made in Italy. “Con la realizzazione dei relais di charme Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo e del ristorante La Pietra a Greve in Chianti – recita la motivazione del Premio – Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute ha saputo trasformare un sogno in realtà, rispettando il territorio e valorizzandone ogni sfumatura. Attraverso l’impiego di maestranze locali e materiali a km 0, ha dato vita a un progetto che non è solo ospitalità, ma espressione concreta di identità, tradizione e sostenibilità”.


“L’innovazione non implica una rottura con il passato, aiuta anzi a riscoprire le proprie radici, reinterpretandole con sensibilità contemporanea – ha dichiarato il Presidente Giovanni Folonari – Con il grande progetto di ospitalità delle Tenute del Cabreo, abbiamo scelto di radicarci nel territorio ed esaltarne le peculiarità e le tradizioni, contribuendo in questo modo alla sua valorizzazione”.


Le Tenute del Cabreo, dove da più di 40 anni nascono gli storici Supertuscan dell’azienda, sono il cuore dell’ospitalità firmata Folonari. Qui, immersi nelle vigne, sorgono i due eleganti relais Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo, realizzati grazie al recupero di antichi insediamenti rurali. Qui il ristorante La Pietra offre ogni giorno i piatti della tradizione chiantigiana rivisitati in chiave moderna.


A partire dal mese di maggio, completerà questo microcosmo la nuova Cantina del Cabreo, con il suo perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione: una tappa irrinunciabile nei percorsi enoturistici del Chianti Classico, grazie all’evoluzione tecnologica che ottimizza il processo di vinificazione e a scelte stilistiche armoniche, che rispettano l’identità del territorio. 


Nella foto, da sx a dx: Federico Bricolo (Presidente Verona Fiere), Filippo Folonari, Giovanni Folonari, Gianni Bruno (Direttore Generale Verona Fiere)


Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 1 aprile 2026

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti a Palazzo Medici Riccardi






 Negli anni Venti del XX secolo Firenze fu uno dei centri più vivaci della cultura artistica italiana, laboratorio di arti decorative, moda, grafica e design capace di dialogare con le grandi capitali del gusto internazionale. A questo clima di straordinaria creatività è dedicata la mostra “Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti”, in programma dal 2 aprile al 25 agosto 2026 a Palazzo Medici Riccardi.


Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, in collaborazione con New York University Florence, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini, affiancata da un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e costituito da Francesca Baldry, Giovanna Lambroni, Vanessa Gavioli, Lucia Mannini, Oliva Rucellai e Valentina Zucchi – racconta un decennio di straordinario fermento creativo, che vide Firenze protagonista. Ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti, manifesti pubblicitari e non solo ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale. Dal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle ceramiche di Galileo Chini, dalle creazioni di Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale, dagli albori della produzione fiorentina di Salvatore Ferragamo e di Gucci, dalle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio fino agli accattivanti manifesti pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città.


 



“Firenze era anche cento anni fa uno dei centri più vivaci e brillanti dell’avanguardia nelle arti – ha detto la sindaca della Città Metropolitana di Firenze Sara Funaro -. Grazie alla sensibilità di artisti, istituzioni e manifatture cittadine, pronte a coglierne le novità e a farsene innovativi interpreti, Firenze fu un importante centro creativo, sull’onda della partecipazione all’esposizione universale di Parigi. Nuovi valori estetici furono declinati dal mondo della moda, della pubblicità e delle produzioni artigianali fiorentine, tra sartorie e manifatture tessili, pelletteria e ceramiche, contribuendo a fondare il linguaggio della modernità. Grazie a questa mostra ripercorriamo una tendenza artistica importante che ha fatto storia e i profili degli artisti e dei creativi, diremmo oggi, che impegnati in quel periodo a Firenze offrirono contributi originali e importanti, da Umberto Brunelleschi a Balsamo Guido Stella, da Gio Ponti a Thayaht".



"Visitando la mostra ci sembra di tornare indietro di un secolo; d'un colpo siamo circondati di opere, gusti e stili che permearono gli anni Venti del Novecento e che tuttora sentiamo come particolarmente affini, eleganti e suadenti”, dichiara Valentina Zucchi, responsabile scientifico di Palazzo Medici Riccardi. “Negli anni Venti del Novecento Firenze fu infatti in grado di accogliere le novità delle arti decorative europee e di interpretarle in chiave originale e potente, in sapiente equilibrio fra tradizione e modernità. L'esposizione ci avvolge e ci incanta, portando - grazie all’accurato lavoro di Lucia Mannini e del comitato scientifico - il grande pubblico alla conoscenza di un periodo felice per le arti tutte. La collaborazione con tante prestigiose istituzioni del territorio ne è la prova, valorizzando il tessuto culturale e sociale cui la città diede vita in quel periodo e mostrando come le esposizioni possano essere preziose occasioni di ricerca e di studio da una parte, di condivisione e di piacere dall'altra."


 


“È stato un vero divertimento lavorare a questo progetto – ha detto la curatrice Lucia Mannini - andare a scovare tra collezioni pubbliche e private le opere e gli oggetti d’arte che meglio potessero testimoniare la vitalità di Firenze in un decennio cruciale per la creatività italiana come è stato quello degli anni Venti. Il panorama che si presenta in mostra è estremamente ricco e variegato, comprendendo opere pienamente ascrivibili al modo di progettare e al sistema di segni del Déco, ma anche altre che dimostrano sensibilità di più sfuggente definizione, ma sempre pienamente “alla moda”: tutte concorrono a evocare le affascinanti atmosfere tipiche degli anni Venti. Sono infatti sculture, dipinti e grafiche, ma anche arredi, abiti, fotografie, video e ceramiche a ricostruire il dinamico clima di quel momento e raccontare storie avvincenti del nostro recente passato”.


 


Il percorso si colloca nel contesto internazionale che trova uno dei suoi momenti centrali nella Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925, evento che sancì il successo di un nuovo gusto moderno fondato sull’eleganza, sul lusso e sulla collaborazione tra arti decorative e manifatture. Anche artisti italiani, tra cui numerosi fiorentini, presero parte alla manifestazione parigina, confermando il ruolo attivo della città nella produzione artistica del periodo. Gli anni Venti furono per l’Italia un periodo di grande fermento culturale. Dopo la fine della Prima guerra mondiale si affermò un rinnovato interesse per le arti applicate, considerate non solo espressione di nuovi valori estetici ma anche risorsa economica e produttiva. In questo clima Firenze si propose come un importante centro creativo, grazie alla presenza di artisti e manifatture che seppero mettere a frutto le competenze tecniche confrontandosi con i linguaggi della modernità.


 


La prima sezione è dedicata ai rapporti tra Firenze e Parigi e al tema delle maschere della Commedia dell’Arte, soggetto ricorrente nella cultura visiva del Déco. Artisti come Umberto Brunelleschi, Alfredo Müller e Gino Carlo Sensani svilupparono un linguaggio ispirato al Settecento galante e ai personaggi della tradizione teatrale italiana, temi che divennero particolarmente diffusi nella grafica, nell’illustrazione e nelle arti decorative degli anni Venti.


Un ampio nucleo della mostra è dedicato alla produzione ceramica, con particolare attenzione alla manifattura Richard-Ginori, che negli anni Venti ottenne importanti riconoscimenti internazionali. Il rinnovamento della produzione fu legato all’attività di Gio Ponti, che introdusse nuove forme e decorazioni ispirate tanto alla cultura artistica italiana quanto ai linguaggi moderni del periodo.


Accanto alla Richard-Ginori sono presentate anche le esperienze di altre manifatture attive nel territorio fiorentino, quali Cantagalli e le Fornaci San Lorenzo guidate da Galileo Chini, che seppero coniugare tradizione e rinnovamento stilistico.


Una sezione è dedicata alla partecipazione degli artisti e delle manifatture fiorentine alle Biennali di arti decorative di Monza, rassegne fondamentali per la definizione di un linguaggio moderno delle arti applicate italiane. Le esposizioni di Monza rappresentarono infatti un importante momento di confronto tra artisti, artigiani e industrie, contribuendo a definire nuovi orientamenti estetici e produttivi.


Il percorso prosegue con una sezione dedicata alla pubblicità, ambito nel quale l’influenza del Futurismo contribuì allo sviluppo di nuove forme di comunicazione visiva.


Tra i protagonisti figurano cartellonisti come Lucio Venna e Nerino, autori di manifesti e progetti grafici che testimoniano l’importanza crescente della pubblicità nella cultura visiva italiana degli anni Venti.


L’ultima parte della mostra riguarda il mondo della moda e delle produzioni artigianali fiorentine, tra sartorie, manifatture tessili e accessori, come un elegante set da viaggio di Gucci. In questo contesto emerge la figura di Salvatore Ferragamo, che negli anni Venti scelse Firenze come sede della propria attività, contribuendo allo sviluppo di una produzione calzaturiera destinata a una clientela internazionale. Tra gli episodi più significativi del periodo si colloca anche la celebre Tuta ideata da Thayaht nel 1920, un indumento concepito come abito universale e funzionale, promosso attraverso una rivoluzionaria campagna di diffusione che ne illustrava le modalità di realizzazione e utilizzo.


 


Sono previste visite guidate alla mostra tutti i sabati e tutte le domeniche alle h15, mentre la domenica mattina è previsto il laboratorio per famiglie con bambini dai 4 ai 9 anni Creazioni d'artista, in stile déco, prenotazioni info@palazzomediciriccardi.it 055-2760552.


Grazie alla collaborazione con Art e Dossier e Giunti Odeon, inoltre, sarà possibile visitare un luogo squisitamente déco, ovvero il teatro cinema Savoia, inaugurato nel 1922 e oggi appunto noto come Giunti Odeon: le visite, a partecipazione gratuita, sono previste nei giorni 18 aprile, 16 maggio, 13 giugno, 11 luglio e 22 agosto alle 10, alle 11 e alle 12 (la prenotazione è attiva a partire dal lunedì precedente). A cura di Giunti è anche il ricco catalogo della mostra, contenente una serie di contributi di esperti e specialisti del settore, strumento prezioso per ripercorrere le dinamiche e le relazioni artistiche di quegli anni, oltre ad approfondire la conoscenza dei principali protagonisti e delle opere esposte.

Si ingrazia la Fondazione Ambron Castiglioni.


Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 11 marzo 2026

Al. via BuyWine Toscana 2026

 


Al via l’11 e 12 marzo la sedicesima edizione con oltre 3.500 incontri d'affari programmati per far crescere l'export delle eccellenze regionali. Metà delle aziende presenti è certificata bio.

 



 Firenze diventa per due giorni vetrina internazionale del vino made in Tuscany. Con 190 produttori toscani coinvolti, 175 buyer provenienti da 47 diversi Paesi e oltre 3.500 incontri in programma per quasi 1300 etichette presenti, si apre alla Stazione Leopolda la sedicesima edizione di BuyWine Toscana. La manifestazione, nata con l’obiettivo strategico di potenziare l’export delle eccellenze vitivinicole regionali attraverso un consolidato format di incontri BtoB, è promossa da Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, l’organizzazione di PromoFirenze e il coordinamento della comunicazione, l’ufficio stampa e i social curati da Fondazione Sistema Toscana.


Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’assessore regionale all’Economia e agricoltura Leonardo Marras, il presidente e il segretario generale della Camera di Commercio di Firenze , rispettivamente Massimo Manetti e Giuseppe Salvini , il presidente di PromoFirenze Aldo Cursano e il direttore di Fondazione Sistema Toscana Francesco Palumbo.


Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani ha dichiarato “Qui si celebrano qualità ed export. Questa manifestazione conferma la capacità della Toscana di immettere eccellenza nel sistema internazionale del vino, anche grazie alla capacità di innovare delle nostre aziende, che riescono oggi a intercettare nuove fasce di interesse. A questa cultura, d’impresa e d’identità, si lega la capacità del territorio di creare condizioni che favoriscano incontri di conoscenza e di scambio tra cantine e operatori. Un aspetto centrale di interesse nelle politiche della Regione”.


L’assessore regionale all’Economia e agricoltura Leonardo Marras ha dichiarato : “L’importanza di Bywine si legge nei numeri della manifestazione che conferma la capacità di selezionare e promuovere l’eccellenza locale nel quadro internazionale. E’ ben nota a tutti la capacità del turismo enologico di produrre ricchezza e richiamo, unendo la scoperta di gusti a quella di aziende e territori, di vigneti, cultura e tradizioni locali. Un riconoscimento che merita centralità nelle politiche regionali sempre attente a salute e ambiente, anche grazie a quelle aziende che assicurano certificazione biologica e di sostenibilità”.

 

I MERCATI INTERNAZIONALI. Le delegazioni più numerose per l’edizione 2026 provengono da USA e Canada, che si confermano tra i Paesi di maggiore interesse nonostante una fase di prudenza del mercato interno, pur mantenendo alto il gradimento verso i vini toscani. Rilevante la presenza di operatori dai Paesi del Mercosur e dall’America Latina. L’Asia è rappresentata sia da mercati consolidati come Cina, Singapore, Giappone e Corea del Sud, sia da Paesi emergenti quali Thailandia, Vietnam e Malesia. Si conferma inoltre la tendenza europea con un crescente interesse nei Paesi dell’Europa centro-orientale in particolare Polonia e Repubblica Ceca, e nell’Area Scandinava (Danimarca, Svezia e Norvegia).

Questa edizione si colloca in un contesto internazionale in cui gli accordi di libero scambio stanno contribuendo a ridurre in maniera significativa le barriere tariffarie per i prodotti agroalimentari europei. L’accordo UE-Mercosur prevede la riduzione dei dazi favorendo l’accesso ai mercati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre i negoziati con l’India aprono prospettive in un mercato ad alto potenziale.

 

DENOMINAZIONI E SOSTENIBILITÀ. 1271 etichette presenti e 46 le denominazioni tra cui la più rappresentata è il Toscana IGT, seguita da Chianti Classico DOCG e Chianti DOCG. Il profilo delle imprese partecipanti testimonia l'impegno verso modelli produttivi responsabili: circa la metà è certificata biologica, mentre sono ben 40 le aziende che vantano certificazioni di sostenibilità.

 

IL FORMAT. Nell’edizione 2025 furono più di 20.000 i wine tasting degli incontri BtoB che registrarono un livello di soddisfazione di buyer e seller del 90%. Il successo ormai consolidato del format della manifestazione si fonda sull’opportunità data dalla Regione Toscana alle cantine che producono vini di qualità, esclusivamente in Toscana, di incontrare i buyer provenienti da numerosi Paesi esteri selezionati accuratamente da PromoFirenze. Gli incontri BtoB sono programmati sulla base delle preferenze espresse in precedenza da cantine e operatori per garantire appuntamenti mirati alla creazione di reali rapporti commerciali.

 

TREND DI CONSUMO E INNOVAZIONE. L’innovazione è la parola chiave in un contesto mutevole per cambiamento nei consumi, fattori geopolitici e dazi. Gli operatori cercano prodotti nuovi per avvicinarsi ai gusti della domanda, con attenzione a packaging e regole nazionali. Chi sceglie di partecipare a BuyWine Toscana lo fa per la profonda fiducia nel prodotto toscano, considerato ancora capace di esercitare un forte appeal sulla clientela internazionale. Tuttavia, gli operatori chiedono oggi alle aziende un supporto più strutturato per affrontare le nuove sfide globali, sollecitando investimenti strategici anche nei settori del marketing e della comunicazione.

 

 

WINE TOUR E CONOSCENZA DEL TERRITORIO. Al termine delle degustazioni, l’esperienza prosegue con 6 Wine Tour scelti dai buyer per visitare i territori di origine, un aspetto che registra un interesse crescente negli anni.

Tre tour sono organizzati con il supporto della Camera di Commercio di Firenze e i Consorzi Chianti Classico, Chianti Colli Fiorentini e Vino Toscana. Due tour, con visite e masterclass, sono realizzati con Promovito (associazione di undici consorzi regionali) e uno grazie alla Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest.

 

IL PRESTIGIO DEL CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES. Per le aziende partecipanti a BuyWine Toscana torna la possibilità di far partecipare i propri vini al prestigioso Concours Mondial de Bruxelles, uno dei più autorevoli premi enologici al mondo. A conferma dell'altissimo profilo qualitativo dei vini regionali, i dati del Concorso mostrano un trend in costante crescita per le etichette partecipanti e la relativa assegnazione delle medaglie. Nel 2025, su 65 vini presentati, sono state assegnate ben 24 le medaglie (1 Gran Gold Medal, 12 Gold Medal e 11 Silver Medal), con una percentuale di medagliati del 36,92%, percentuale in continua crescita negli ultimi 3 anni, così come il numero di vini partecipanti. Si tratta di un riconoscimento che garantisce credibilità internazionale e un immediato impatto commerciale, in grado di attirare buyer e consumatori grazie alla garanzia data dal rigoroso sistema di degustazione alla cieca effettuato da professionisti provenienti da 56 Paesi.


Nicoletta Curradi

martedì 10 marzo 2026

La collana d'arte Menarini festeggia 70 anni con Michelangelo

 

Una monografia di Cristina Acidini racconta la straordinaria versatilità dell'artista




E' Michelangelo al centro del nuovo volume d'arte del gruppo farmaceutico Menarini che quest'anno festeggia i 70 anni dalla nascita della collana.

    L'opera, edita da Pacini editore, è firmata dalla storica dell'arte Cristina Acidini, già soprintendente del Polo museale di Firenze, oggi presidente dell'Accademia delle Arti del disegno, di Casa Buonarroti e della Fondazione Longhi.

    La monografia, presentata all'Istituto degli Innocenti di Firenze, è incentrata sulla straordinaria versatilità di Michelangelo, capace di eccellere come scultore, pittore, architetto e poeta, tanto che alla sua morte venne simbolicamente detto che non era morto un solo uomo, ma quattro.

  Il volume ripercorre le tappe della vita e della produzione artistica, dagli anni giovanili a Firenze - con opere come il Crocifisso di Santo Spirito, la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri - ai primi successi romani, come la Pietà del Vaticano. Grande spazio è poi dedicato al David, al Tondo Doni, alla decorazione della volta della Cappella Sistina e il Giudizio Universale.Sempre a Roma, Michelangelo lavorò alla Cupola di San Pietro e ad altre opere monumentali, tra cui la Pietà Bandini, che oggi si trova al Museo dell'Opera del Duomo di Firenze.

  "L'aspetto più interessante - spiega Acidini - è quello di raccontare una volta ancora questa straordinaria vita costellata di capolavori attraverso anche le novità che emergono dai restauri, dai nuovi studi e dai nuovi libri che sono stati scritti". "E' stato anche un uomo molto generoso - sottolinea ancora Acidini -. Aveva fama di avaro, ma in realtà è stato generoso specialmente con le persone meno dotate di lui".

    "Pensiamo che l'attenzione di un'azienda farmaceutica, che è sempre finalizzata a mettere la persona al centro e cercare terapie, si sposi veramente bene con chi la persona la guarda da un altro punto di vista cioè quella della bellezza. Questa capacità artistica di Michelangelo, oggi, celebra degnamente i nostri 140 anni", il commento di Lucia Aleotti, azionista e membro del board di Menarini. Alla presentazione ha partecipato anche Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani.


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 9 marzo 2026

"Firenze Archeofilm", il festival internazionale di Archeologia Viva al Cinema La Compagnia (11-15 marzo 2026)


Il festival è stato presentato in anteprima al Teatro della Compagnia il 9 marzo




Da mercoledì 11 a domenica 15 marzo 2026 al Cinema La Compagnia arriva l'ottava edizione di "Firenze Archeofilm", il grande Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente a cadenza annuale, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) nell’ambito delle manifestazioni promosse da “tourismA”, il salone dell'archeologia e del turismo culturale al Palazzo dei Congressi di Firenze. 


Per ogni edizione vengono selezionati documentari prodotti a livello mondiale. Sono in programma tanti film in concorso, con proiezioni mattino pomeriggio e sera, film stranieri doppiati in italiano, film "Original sound", incontri con i registi e l'assegnazione del "Premio Firenze Archeofilm" assegnato al documentario più votato dal pubblico durante le giornate, premio "Studenti UniFi" per il miglior cortometraggio con la giuria di studenti dell’Università di Firenze, premio "Università di Firenze" con giuria di docenti dell’Università di Firenze, premio "Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria" al miglior film di archeologia preistorica. 


"L’immagine simbolo di questa ottava edizione sono due uomini, distanti diverse migliaia di anni: si osservano, sembrano quasi toccarsi, trovare un contatto. È proprio a quel “contatto” cui tende Firenze Archeofilm: lo specchio che li divide e riconcilia è il cinema. In questa foto silenziosa, immaginata per noi da un’AI sempre più vicina e umana (sì, forse anche un po’ inquietante, ma non la demonizzerei troppo, in un periodo storico in cui la nostra Intelligenza Naturale non sta certamente dando il meglio di sé…), si avverte il brusio di voci, pensieri, domande e paure che hanno attraversato i millenni. Si percepisce la potenza di un’umanità che andrà avanti, nonostante tutto, nonostante noi, sopravvivendo (forse) a scelte che abbiamo deciso di rimandare ma che saremmo chiamati a fare oggi. L’Uomo è un animale tanto intelligente quanto egoista, lo sappiamo, con una già lunga storia alle spalle segnata da un alternarsi di fasi di estrema grandezza ed estrema “piccolezza”… Alla gioventù di oggi chiediamo grandezza e gentilezza, solo così potremo in qualche modo riparare i cocci, riscattarci, lasciare un’orma fossile positiva in questo secolo. La differenza tra etica e coscienza non esiste, esiste però l’essenza contagiosa dell’una o dell’altra. Ed è ciò in cui dobbiamo confidare." Giuditta Pruneti, direttore “Firenze Archeofilm” 



Da segnalare il progetto presentato da ETT S.p.A. (Gruppo Dedagroup), che partecipa al Firenze Archeofilm 2026 con un cortometraggio in realtà virtuale (VR) realizzato per il Comune di Altopascio. Il soggetto è la sceneggiatura sono di Francesca Romana Conti. Il video dal titolo Nel segno del Tau. Cavalieri e Pellegrini nell'Altopascio medievale, ricostruisce accuratamente la storia di una famiglia di pellegrini nel Medioevo. 

Sarà possibile visionare  il cortometraggio con appositi visori VR nella saletta piccola del cinema nelle giornate del 12 e del 13 marzo. 

Per maggiori informazioni e programma: www.firenzearcheofilm.it 

Ingresso libero e gratuito

Nicoletta Curradi

venerdì 27 febbraio 2026

Testo 2026 torna alla Stazione Leopolda

 





Dal 27 febbraio alla Stazione Leopolda torna la rassegna legata all'editoria con un palinsesto di quasi 200 eventi, tema di quest’anno è l’Estro


Nato nel 2022 con l’obiettivo di raccontare il percorso che compiono i libri, dalle mani degli autori agli occhi dei lettori, TESTO è arrivato alla sua quinta edizione, diventando il punto di riferimento dell’editoria contemporanea e dei suoi protagonisti.


 Tra il 27 febbraio e il 1° marzo prossimi l’appuntamento con TESTO 2026 è alla Stazione Leopolda di Firenze, che si trasforma in una grande libreria pronta ad accogliere lettori, professionisti del settore, appassionati che vogliono scoprire quanto di nuovo c’è, e ci sarà, nel campo dell’editoria. Ad accoglierli, ispirati dal tema di quest’anno che è l’Estro, un palinsesto di quasi 200 eventi tra anteprime, presentazioni, seminari, laboratori, panel, produzioni originali e collaborazioni, ad oggi 165 case editrici e oltre 180 scrittrici, scrittori e ospiti da tutto il mondo. Appuntamento alla Stazione Leopolda, rinnovata con estro anche nel suo allestimento, per scoprire come si diventa un libro stazione dopo stazione, dal manoscritto alla libreria.


Il 27 febbraio, il Gabinetto Vieusseux parteciperà con più eventi a Testo [come si diventa libro], Ci sarà l’apertura straordinaria dell’Archivio Contemporaneo con tre visite guidate (9:30, 11:00 e 12:30) alle biblioteche d’autore (Arbasino, Pasolini, Pratolini e Dallapiccola) e alla mostra in corso dedicata a Mario Luzi alla presenza del curatore Riccardo Sturaro; si terrà un incontro alla Stazione Leopolda (Sala Ortese, ore 14:00) in cui verrà ripercorsa la storia dell’Archivio Contemporaneo Bonsanti e la figura di Mario Luzi; si terranno eventi in Sala Ferri per tutto il pomeriggio di venerdì 27: ore 15:00 Natalia Ginzburg editor in Einaudi. Nel laboratorio della scrittrice con Giulia Bassi e Niccolò Scaffai; ore 16.00 Le parole esatte di Pontiggia Giuseppe Pontiggia lettore, insegnante di scrittura e scrittore con Giancarlo Maggiulli e Daniela Marcheschi; ore 17.00 Primavera fiorentina Il Rinascimento nostalgico di Rainer Maria Rilke, lectio del prof. Marco Meli.


L’ESTRO DI TESTO

Il tema della quinta edizione di TESTO è ESTRO. Cinque lettere come cinque sono le edizioni della manifestazione, uno scambio di consonanti, un gioco, un richiamo ad aguzzare la vista, uno scherzo leggero ma non casuale. Perché l’estro è sinonimo di creatività, di vivacità intellettuale, di irrequietezza interiore, di ispirazione improvvisa, di spinta a trasformarsi ai limiti dell’anarchia. Un binario ideale per collegare le sette stazioni di TESTO e gli eventi che proporranno. Estro viene dal greco oîstros, parola con cui si indicava il “tafano”, anche col valore figurativo di “ciò che pungola”, che ci spinge a pensare. E proprio un tafano è il tema grafico di TESTO 2026. Al tema di quest’anno Stefano Bartezzaghi dedica la sua lectio dal titolo Sogno o son d’estro.


L’ESTRO DELLA STAZIONE LEOPOLDA

L’allestimento delle due navate della Stazione Leopolda è a cura di Alessandro Moradei, che ha studiato nuove proporzioni per i banchi di esposizione. I tavoli hanno altezze ideali per osservare e sfogliare i libri e una dimensione maggiore che si sviluppa in lunghezza, così da facilitare tanto chi vuole fermarsi a dialogare con gli editori, quanto chi transita per i corridoi. Lungo il percorso sono disseminate piccole piazze, aree di sosta attrezzate per prendersi tempo, per dialogare o leggere in attesa del prossimo evento. Il tutto, come sempre, all’insegna della piacevolezza e della cura di questo straordinario spazio che si trasforma una volta l’anno in una grande libreria.


LE SETTE STAZIONI E I LORO CAPISTAZIONE

TESTO ricrea all’interno della Stazione Leopolda il ciclo di vita del libro attraverso un percorso in sette stazioni: Il manoscritto, Il risvolto, La traduzione, Il segno, Il racconto, La libreria, Il lettore. Il programma è messo a punto dal team dei Capistazione composto da Luca Briasco, editor di narrativa straniera, agente letterario, traduttore e editore di minimum fax; Andrea Gessner, editore di nottetempo; Beatrice Masini traduttrice, scrittrice e direttrice di divisione di Bompiani; Chiara Carpenter e Giovanna Silva, rispettivamente editor e fotografa, anime di Humboldt Books; Leonardo G. Luccone, scrittore e direttore di Oblique Studio; Maddalena Fossombroni e Pietro Torrigiani, fondatori della libreria Todo Modo; Riccardo Ventrella, responsabile delle relazioni internazionali della Fondazione Teatro della Toscana.


TESTO, LE LIBRERIE E I LETTORI

Per raggiungere con maggiore forza le comunità dei lettori, TESTO ha coinvolto in questa quinta edizione circa quaranta librerie partner di tutta Italia: luoghi dove sarà possibile informarsi sull’evento, acquistare il biglietto per la partecipazione. Le librerie contribuiranno ad alimentare la passione per la lettura attraverso una serie di Percorsi guidati da librai e libraie nei tre giorni del salone. Altra novità è il coinvolgimento ancora più forte dei bookclub, quasi trenta e da tutta Italia, che in Leopolda potranno incontrare, e dialogare, con i loro autori preferiti.


SALA OFFICINA BAZLEN

Sala Bazlen si sdoppia e oltre a ospitare le presentazioni in programma diventa anche Officina Bazlen, il luogo in cui in ognuna delle tre giornate di TESTO si terrà un focus specifico: venerdì 27 ospiterà il programma dedicato alle riviste internazionali, selezionate da Frab’s Magazines, e si potranno incontrare da vicino gli editori che le pubblicano; sabato 28 febbraio ospiterà i Laboratori di TESTO; e qui domenica 1° marzo si svolgeranno gli incontri fra gli autori dei manoscritti inediti selezionati tramite la open call e i professionisti (editor e agenti letterari) delle maggiori realtà editoriali italiane.


UniCredit è Main Partner di Pitti Immagine

Dal 2020 UniCredit è al fianco di Pitti Immagine come Main Partner dei suoi saloni, portando idee e progetti allo scopo di sostenere lo sviluppo dei territori e dell’eccellenza Made in Italy.


TESTO è realizzato con il patrocinio e la collaborazione di Regione Toscana e Comune di Firenze.

Nicoletta Curradi 

venerdì 20 febbraio 2026

Il Valdarno di Sopra Day 2026

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Il Valdarno di Sopra Day 2026, che si è tenuto  il 20 febbraio presso la suggestiva cornice dell'Anfiteatro del Borro a San Giustino Valdarno (AR), si è confermato anche quest’anno tappa irrinunciabile della stagione enologica toscana, con un programma ricco e articolato che ha saputo coniugare valorizzazione territoriale, approfondimento tecnico e degustazioni aperte sia alla stampa specializzata sia agli appassionati. L’evento, inserito nel contesto delle Anteprime di Toscana, è stato il momento clou per la presentazione delle nuove annate delle denominazioni.


Giunto ormai alla sua terza edizione, il Valdarno di Sopra Day continua a crescere in rilievo internazionale grazie alla presenza di oltre 90 giornalisti italiani e stranieri, testate specializzate e operatori del settore che hanno potuto degustare le novità produttive della DOC Valdarno di Sopra. La denominazione, riconosciuta ufficialmente dal Ministero nel 2011, nel corso degli anni ha costruito una propria identità grazie alla qualità delle sue produzioni e al dialogo con la filiera vitivinicola.


La giornata di venerdì 20 febbraio è stata dedicata alla stampa, con approfondimenti e degustazioni delle nuove annate dei vini della DOC. 





Ma il Valdarno di Sopra Day ha ampliato il proprio pubblico: sabato 21 febbraio l’anfiteatro apre le sue porte anche agli appassionati di vino, sommelier e operatori del settore, offrendo un’intera giornata di degustazioni e incontri coi produttori locali. Questo ha trasformato l’evento da occasione esclusiva riservata agli addetti ai lavori a appuntamento inclusivo, capace di coinvolgere chi ama il vino come esperienza culturale e sensoriale.


Il Valdarno di Sopra, oltre ad essere una DOC  emergente nel panorama toscano, racconta una storia di territorio e tradizione: le sue colline e i caratteristici paesaggi modellati da fenomeni geologici millenari influenzano profondamente lo stile dei vini.


Con la sua capacità di attrarre interesse e dialogo tra operatori internazionali, produttori e appassionati, il Valdarno di Sopra Day 2026 non è stato solo un’occasione per presentare le nuove annate, ma un momento di riflessione e progettualità per il futuro della viticoltura toscana..


Gli assaggi più apprezzati:


Campo del Monte Rodos Valdarno di Sopra Cabernet Sauvignon 2019

Il Borro Valdarno di Sopra Toscana IGT Rosso 2022

Podere Il Carnasciale Carnasciale Botte Grande Valdarno di Sopra Toscana IGT Rosso 2022 

Fattoria Fazzuoli Il Senza Solfiti Valdarno di Sopra Toscana IGT Rosso 2023

Tenuta La Corneta La Corneta Rosso Valdarno di Sopra Toscana IGT Rosso 2023


Nicoletta Curradi