Ora di Ottawa

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venerdì 17 aprile 2026

Firenze capitale dell'olivicoltura regionale

 




 Con la Selezione degli Oli Extravergine di Oliva DOP e IGP della Toscana 2026, Firenze si conferma capitale dell’olivicoltura regionale. 


L’evento - promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana - ha trasformato il Cinema della Compagnia e Palazzo Medici Riccardi in una vetrina per produttori, giornalisti e visitatori, affiancando al confronto strategico la celebrazione della qualità, fino all'apertura delle degustazioni guidate al pubblico, novità assoluta dell’edizione 2026.


I numeri che accompagnano questa edizione raccontano la vitalità di un sistema produttivo complesso e radicato: l’olivicoltura toscana si estende oggi su 87 mila ettari, di cui 27 mila a conduzione biologica, con un patrimonio di oltre 15 milioni di piante, 37 mila aziende che lavorano in questo settore e oltre 400 frantoi attivi*. Questi dati, uniti al valore delle cinque Indicazioni Geografiche — le DOP Chianti Classico, Terre di Siena, Lucca, Seggiano e l’IGP Toscano — permettono alla Toscana di riaffermare il proprio ruolo di guida per la qualità olearia nazionale. La regione vanta, inoltre, un patrimonio di biodiversità fuori dal comune, con ben 80 varietà autoctone, tra le quali spiccano per diffusione Frantoio, Moraiolo, Leccino, Maurino e Pendolino. E proprio a questi oli la Selezione regionale è dedicata, perché la certificazione DOP e IGP non solo garantisce i consumatori sulla qualità degli oli, ma ne garantisce la reale provenienza da quei territori di cui prendono il nome.


I lavori si sono aperti presso il Cinema La Compagnia con i saluti istituzionali della presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi e, a margine, del presidente della Regione Enrico Giani. A seguire, dopo i saluti di benvenuto del vicesindaco Metropolitano Alessio Mantellassi, i contributi del presidente di PromoFirenze Aldo Cursano e del segretario generale della Camera di Commercio di Firenze, Giuseppe Salvini. Al centro del dibattito, il binomio inscindibile tra eccellenza produttiva e dinamismo economico, approfondito dall'intervento di Leonardo Marras, assessore regionale all'Economia, al Turismo e all’Agricoltura. Marras - intervenuto in video - ha sottolineato la leadership della Toscana, prima regione in Italia per numero di denominazioni e catalizzatore di flussi turistici, grazie alla nuova frontiera dell’oleoturismo. Un primato, quest’ultimo, certificato dai dati del “Secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio 2025” (curato da Roberta Garibaldi e promosso da Città dell’Olio, Coldiretti e Unaprol): che vede la Toscana al primo posto con il 29% delle preferenze, precedendo Puglia (28%), Sicilia (20%), Umbria (18%) e Liguria (15%). Questo posizionamento consolida la Toscana come destinazione d'eccellenza per esperienze autentiche, garantite anche dalla capillarità delle oltre 6.000 imprese agrituristiche del territorio.

La giornata ha offerto uno sguardo al futuro grazie agli interventi tecnici di Gennaro Giliberti, dirigente del settore produzioni agricole e promozione della Regione Toscana, che ha illustrato le strategie del Piano Olivicolo Nazionale fino al 2030, e del professor Giovanni Caruso del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa sull’olivicoltura di precisione per una miglior gestione dei sistemi di irrigazione. Infine, Laura Mazzanti, responsabile del laboratorio Analytical S.r.l., ha spiegato il percorso di valutazione chimico-sensoriale che ha portato a individuare le peculiarità degli oli premiati.


GLI OLI PREMIATI (vedi scheda allegata) - Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla proclamazione dei vincitori, frutto di una rigorosa selezione che ha visto in gara 55 campioni valutati da commissioni regionali composte da 17 assaggiatori professionisti. Per le singole denominazioni, il premio come Migliore IGP Toscano è stato assegnato al Frantoio Franci S.r.l. con l’olio "Frantoio Franci Bio IGP Toscano" della provincia di Grosseto, mentre per la DOP Chianti Classico il riconoscimento è andato a Dievole Srl per il "Dievole DOP Chianti Classico" della provincia di Siena. L’eccellenza della DOP Lucca è stata rappresentata dall'Azienda Agricola Stefanini Tronchetti di Stefanini Simone con "L'Olio di Jacopo", mentre per la DOP Terre di Siena ha trionfato l'Azienda Agricola Buoni o Del Buono Maria Pia con il "Podere Ricavo".


La Selezione 2026 ha messo in luce anche le categorie speciali, sottolineando l'importanza della sostenibilità e dell'identità produttiva. Il premio per il Miglior Olio Biologico è stato assegnato ex aequo al Frantoio Franci S.R.L. per il “Frantoio Franci Bio IGP Toscano” (GR) e alla Fattoria Ormanni di Brini Batacchi Paola (SI) con il “Palazzaccio”. A seguire, il Miglior Olio Monocultivar è stato assegnato ex aequo a Kali Srl Società Agricola con "Kali Monovarietale Leccino" (GR), a Losi di Pietro e Paolo Losi S.s. Agricola per il "Querciavalle Monovarietale Correggiolo" (SI) e a Olio Bardi Società Semplice Agricola per "L'Oliandolo Bardi IGP Toscano Bio Leccio del Corno" (SI). Per quanto riguarda il Miglior Packaging, la giuria ha premiato l’estetica e l’innovazione comunicativa delle aziende Az. Agr. Vierucci Francesca con "Poggio ai Santi" (LI), Fattoria del Buon Profumo S.S.A. con "Il Mezzolitro" (GR) e Scovaventi Società Agricola Srl con lo "Scovaventi IGP Toscano Biologico" (GR). Sul palco, moderati dalla giornalista Simona Bellocci, si sono alternati i presidenti dei Consorzi di Tutela - Fabrizio Filippi per il Toscano IGP, Gionni Pruneti per il Chianti Classico, Renzo Baldaccini per Lucca, Luigi Fanciulli per Terre di Siena e Luciano Gigliotti per Seggiano - che hanno premiato i produttori insieme alla presidente Stefania Saccardi e a volti noti della promozione territoriale come l'attore Luca Calvani e lo chef influencer Federico Fusca.


Nel pomeriggio, la manifestazione si è aperta per la prima volta al grande pubblico nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi, dove operatori, cittadini e turisti hanno potuto degustare le 55 etichette selezionate nel Catalogo 2026. La provincia di Siena si è confermata capofila con 17 oli selezionati, seguita da Grosseto con 10, Firenze con 9 e Livorno con 7. Completano il quadro delle eccellenze la provincia di Lucca con 4 oli, Arezzo e Pistoia con 3 ciascuna e Pisa con 2 etichette in catalogo.

Come da tradizione, l'evento ha mantenuto il suo impegno solidale donando l'olio della Selezione a Villa Lorenzi per il supporto ai giovani in difficoltà. Un ringraziamento speciale per la cura dell'allestimento, che ha reso ancora più suggestiva la cornice dell'evento, va all’Associazione Vivai di Pescia, all’Associazione Vivaisti Italiani e al Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, a partire dal suo presidente Vannino Vannucci.


Il Catalogo della Selezione degli oli EVO DOP e IGP della Toscana 2026 in italiano e in inglese è scaricabile a questo link:

https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/selezioneoli_catalogo2026-pdf

 


Nicoletta Curradi 

mercoledì 15 aprile 2026

Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute Migliori Ambasciatori del Territorio 2026



Premiata a Verona la visione aziendale che unisce impresa, territorio e cultura





 Giovanni e Ambrogio Folonari Tenute è Vinitaly Territory Ambassador. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato oggi al Presidente Giovanni Folonari da Federico Bricolo, Presidente di Verona Fiere, alla presenza di Filippo Folonari e del Direttore Generale di Verona Fiere Gianni Bruno.


Il Premio Vinitaly Territory Ambassador celebra l’impegno imprenditoriale dell’azienda, la sua visione profonda del rapporto tra impresa, territorio e cultura e la sua opera di autentica valorizzazione del Made in Italy. “Con la realizzazione dei relais di charme Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo e del ristorante La Pietra a Greve in Chianti – recita la motivazione del Premio – Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute ha saputo trasformare un sogno in realtà, rispettando il territorio e valorizzandone ogni sfumatura. Attraverso l’impiego di maestranze locali e materiali a km 0, ha dato vita a un progetto che non è solo ospitalità, ma espressione concreta di identità, tradizione e sostenibilità”.


“L’innovazione non implica una rottura con il passato, aiuta anzi a riscoprire le proprie radici, reinterpretandole con sensibilità contemporanea – ha dichiarato il Presidente Giovanni Folonari – Con il grande progetto di ospitalità delle Tenute del Cabreo, abbiamo scelto di radicarci nel territorio ed esaltarne le peculiarità e le tradizioni, contribuendo in questo modo alla sua valorizzazione”.


Le Tenute del Cabreo, dove da più di 40 anni nascono gli storici Supertuscan dell’azienda, sono il cuore dell’ospitalità firmata Folonari. Qui, immersi nelle vigne, sorgono i due eleganti relais Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo, realizzati grazie al recupero di antichi insediamenti rurali. Qui il ristorante La Pietra offre ogni giorno i piatti della tradizione chiantigiana rivisitati in chiave moderna.


A partire dal mese di maggio, completerà questo microcosmo la nuova Cantina del Cabreo, con il suo perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione: una tappa irrinunciabile nei percorsi enoturistici del Chianti Classico, grazie all’evoluzione tecnologica che ottimizza il processo di vinificazione e a scelte stilistiche armoniche, che rispettano l’identità del territorio. 


Nella foto, da sx a dx: Federico Bricolo (Presidente Verona Fiere), Filippo Folonari, Giovanni Folonari, Gianni Bruno (Direttore Generale Verona Fiere)


Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 1 aprile 2026

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti a Palazzo Medici Riccardi






 Negli anni Venti del XX secolo Firenze fu uno dei centri più vivaci della cultura artistica italiana, laboratorio di arti decorative, moda, grafica e design capace di dialogare con le grandi capitali del gusto internazionale. A questo clima di straordinaria creatività è dedicata la mostra “Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti”, in programma dal 2 aprile al 25 agosto 2026 a Palazzo Medici Riccardi.


Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, in collaborazione con New York University Florence, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini, affiancata da un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e costituito da Francesca Baldry, Giovanna Lambroni, Vanessa Gavioli, Lucia Mannini, Oliva Rucellai e Valentina Zucchi – racconta un decennio di straordinario fermento creativo, che vide Firenze protagonista. Ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti, manifesti pubblicitari e non solo ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale. Dal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle ceramiche di Galileo Chini, dalle creazioni di Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale, dagli albori della produzione fiorentina di Salvatore Ferragamo e di Gucci, dalle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio fino agli accattivanti manifesti pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città.


 



“Firenze era anche cento anni fa uno dei centri più vivaci e brillanti dell’avanguardia nelle arti – ha detto la sindaca della Città Metropolitana di Firenze Sara Funaro -. Grazie alla sensibilità di artisti, istituzioni e manifatture cittadine, pronte a coglierne le novità e a farsene innovativi interpreti, Firenze fu un importante centro creativo, sull’onda della partecipazione all’esposizione universale di Parigi. Nuovi valori estetici furono declinati dal mondo della moda, della pubblicità e delle produzioni artigianali fiorentine, tra sartorie e manifatture tessili, pelletteria e ceramiche, contribuendo a fondare il linguaggio della modernità. Grazie a questa mostra ripercorriamo una tendenza artistica importante che ha fatto storia e i profili degli artisti e dei creativi, diremmo oggi, che impegnati in quel periodo a Firenze offrirono contributi originali e importanti, da Umberto Brunelleschi a Balsamo Guido Stella, da Gio Ponti a Thayaht".



"Visitando la mostra ci sembra di tornare indietro di un secolo; d'un colpo siamo circondati di opere, gusti e stili che permearono gli anni Venti del Novecento e che tuttora sentiamo come particolarmente affini, eleganti e suadenti”, dichiara Valentina Zucchi, responsabile scientifico di Palazzo Medici Riccardi. “Negli anni Venti del Novecento Firenze fu infatti in grado di accogliere le novità delle arti decorative europee e di interpretarle in chiave originale e potente, in sapiente equilibrio fra tradizione e modernità. L'esposizione ci avvolge e ci incanta, portando - grazie all’accurato lavoro di Lucia Mannini e del comitato scientifico - il grande pubblico alla conoscenza di un periodo felice per le arti tutte. La collaborazione con tante prestigiose istituzioni del territorio ne è la prova, valorizzando il tessuto culturale e sociale cui la città diede vita in quel periodo e mostrando come le esposizioni possano essere preziose occasioni di ricerca e di studio da una parte, di condivisione e di piacere dall'altra."


 


“È stato un vero divertimento lavorare a questo progetto – ha detto la curatrice Lucia Mannini - andare a scovare tra collezioni pubbliche e private le opere e gli oggetti d’arte che meglio potessero testimoniare la vitalità di Firenze in un decennio cruciale per la creatività italiana come è stato quello degli anni Venti. Il panorama che si presenta in mostra è estremamente ricco e variegato, comprendendo opere pienamente ascrivibili al modo di progettare e al sistema di segni del Déco, ma anche altre che dimostrano sensibilità di più sfuggente definizione, ma sempre pienamente “alla moda”: tutte concorrono a evocare le affascinanti atmosfere tipiche degli anni Venti. Sono infatti sculture, dipinti e grafiche, ma anche arredi, abiti, fotografie, video e ceramiche a ricostruire il dinamico clima di quel momento e raccontare storie avvincenti del nostro recente passato”.


 


Il percorso si colloca nel contesto internazionale che trova uno dei suoi momenti centrali nella Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925, evento che sancì il successo di un nuovo gusto moderno fondato sull’eleganza, sul lusso e sulla collaborazione tra arti decorative e manifatture. Anche artisti italiani, tra cui numerosi fiorentini, presero parte alla manifestazione parigina, confermando il ruolo attivo della città nella produzione artistica del periodo. Gli anni Venti furono per l’Italia un periodo di grande fermento culturale. Dopo la fine della Prima guerra mondiale si affermò un rinnovato interesse per le arti applicate, considerate non solo espressione di nuovi valori estetici ma anche risorsa economica e produttiva. In questo clima Firenze si propose come un importante centro creativo, grazie alla presenza di artisti e manifatture che seppero mettere a frutto le competenze tecniche confrontandosi con i linguaggi della modernità.


 


La prima sezione è dedicata ai rapporti tra Firenze e Parigi e al tema delle maschere della Commedia dell’Arte, soggetto ricorrente nella cultura visiva del Déco. Artisti come Umberto Brunelleschi, Alfredo Müller e Gino Carlo Sensani svilupparono un linguaggio ispirato al Settecento galante e ai personaggi della tradizione teatrale italiana, temi che divennero particolarmente diffusi nella grafica, nell’illustrazione e nelle arti decorative degli anni Venti.


Un ampio nucleo della mostra è dedicato alla produzione ceramica, con particolare attenzione alla manifattura Richard-Ginori, che negli anni Venti ottenne importanti riconoscimenti internazionali. Il rinnovamento della produzione fu legato all’attività di Gio Ponti, che introdusse nuove forme e decorazioni ispirate tanto alla cultura artistica italiana quanto ai linguaggi moderni del periodo.


Accanto alla Richard-Ginori sono presentate anche le esperienze di altre manifatture attive nel territorio fiorentino, quali Cantagalli e le Fornaci San Lorenzo guidate da Galileo Chini, che seppero coniugare tradizione e rinnovamento stilistico.


Una sezione è dedicata alla partecipazione degli artisti e delle manifatture fiorentine alle Biennali di arti decorative di Monza, rassegne fondamentali per la definizione di un linguaggio moderno delle arti applicate italiane. Le esposizioni di Monza rappresentarono infatti un importante momento di confronto tra artisti, artigiani e industrie, contribuendo a definire nuovi orientamenti estetici e produttivi.


Il percorso prosegue con una sezione dedicata alla pubblicità, ambito nel quale l’influenza del Futurismo contribuì allo sviluppo di nuove forme di comunicazione visiva.


Tra i protagonisti figurano cartellonisti come Lucio Venna e Nerino, autori di manifesti e progetti grafici che testimoniano l’importanza crescente della pubblicità nella cultura visiva italiana degli anni Venti.


L’ultima parte della mostra riguarda il mondo della moda e delle produzioni artigianali fiorentine, tra sartorie, manifatture tessili e accessori, come un elegante set da viaggio di Gucci. In questo contesto emerge la figura di Salvatore Ferragamo, che negli anni Venti scelse Firenze come sede della propria attività, contribuendo allo sviluppo di una produzione calzaturiera destinata a una clientela internazionale. Tra gli episodi più significativi del periodo si colloca anche la celebre Tuta ideata da Thayaht nel 1920, un indumento concepito come abito universale e funzionale, promosso attraverso una rivoluzionaria campagna di diffusione che ne illustrava le modalità di realizzazione e utilizzo.


 


Sono previste visite guidate alla mostra tutti i sabati e tutte le domeniche alle h15, mentre la domenica mattina è previsto il laboratorio per famiglie con bambini dai 4 ai 9 anni Creazioni d'artista, in stile déco, prenotazioni info@palazzomediciriccardi.it 055-2760552.


Grazie alla collaborazione con Art e Dossier e Giunti Odeon, inoltre, sarà possibile visitare un luogo squisitamente déco, ovvero il teatro cinema Savoia, inaugurato nel 1922 e oggi appunto noto come Giunti Odeon: le visite, a partecipazione gratuita, sono previste nei giorni 18 aprile, 16 maggio, 13 giugno, 11 luglio e 22 agosto alle 10, alle 11 e alle 12 (la prenotazione è attiva a partire dal lunedì precedente). A cura di Giunti è anche il ricco catalogo della mostra, contenente una serie di contributi di esperti e specialisti del settore, strumento prezioso per ripercorrere le dinamiche e le relazioni artistiche di quegli anni, oltre ad approfondire la conoscenza dei principali protagonisti e delle opere esposte.

Si ingrazia la Fondazione Ambron Castiglioni.


Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo