Ora di Ottawa

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mercoledì 1 aprile 2026

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti a Palazzo Medici Riccardi






 Negli anni Venti del XX secolo Firenze fu uno dei centri più vivaci della cultura artistica italiana, laboratorio di arti decorative, moda, grafica e design capace di dialogare con le grandi capitali del gusto internazionale. A questo clima di straordinaria creatività è dedicata la mostra “Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti”, in programma dal 2 aprile al 25 agosto 2026 a Palazzo Medici Riccardi.


Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, in collaborazione con New York University Florence, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini, affiancata da un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e costituito da Francesca Baldry, Giovanna Lambroni, Vanessa Gavioli, Lucia Mannini, Oliva Rucellai e Valentina Zucchi – racconta un decennio di straordinario fermento creativo, che vide Firenze protagonista. Ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti, manifesti pubblicitari e non solo ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale. Dal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle ceramiche di Galileo Chini, dalle creazioni di Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale, dagli albori della produzione fiorentina di Salvatore Ferragamo e di Gucci, dalle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio fino agli accattivanti manifesti pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città.


 



“Firenze era anche cento anni fa uno dei centri più vivaci e brillanti dell’avanguardia nelle arti – ha detto la sindaca della Città Metropolitana di Firenze Sara Funaro -. Grazie alla sensibilità di artisti, istituzioni e manifatture cittadine, pronte a coglierne le novità e a farsene innovativi interpreti, Firenze fu un importante centro creativo, sull’onda della partecipazione all’esposizione universale di Parigi. Nuovi valori estetici furono declinati dal mondo della moda, della pubblicità e delle produzioni artigianali fiorentine, tra sartorie e manifatture tessili, pelletteria e ceramiche, contribuendo a fondare il linguaggio della modernità. Grazie a questa mostra ripercorriamo una tendenza artistica importante che ha fatto storia e i profili degli artisti e dei creativi, diremmo oggi, che impegnati in quel periodo a Firenze offrirono contributi originali e importanti, da Umberto Brunelleschi a Balsamo Guido Stella, da Gio Ponti a Thayaht".



"Visitando la mostra ci sembra di tornare indietro di un secolo; d'un colpo siamo circondati di opere, gusti e stili che permearono gli anni Venti del Novecento e che tuttora sentiamo come particolarmente affini, eleganti e suadenti”, dichiara Valentina Zucchi, responsabile scientifico di Palazzo Medici Riccardi. “Negli anni Venti del Novecento Firenze fu infatti in grado di accogliere le novità delle arti decorative europee e di interpretarle in chiave originale e potente, in sapiente equilibrio fra tradizione e modernità. L'esposizione ci avvolge e ci incanta, portando - grazie all’accurato lavoro di Lucia Mannini e del comitato scientifico - il grande pubblico alla conoscenza di un periodo felice per le arti tutte. La collaborazione con tante prestigiose istituzioni del territorio ne è la prova, valorizzando il tessuto culturale e sociale cui la città diede vita in quel periodo e mostrando come le esposizioni possano essere preziose occasioni di ricerca e di studio da una parte, di condivisione e di piacere dall'altra."


 


“È stato un vero divertimento lavorare a questo progetto – ha detto la curatrice Lucia Mannini - andare a scovare tra collezioni pubbliche e private le opere e gli oggetti d’arte che meglio potessero testimoniare la vitalità di Firenze in un decennio cruciale per la creatività italiana come è stato quello degli anni Venti. Il panorama che si presenta in mostra è estremamente ricco e variegato, comprendendo opere pienamente ascrivibili al modo di progettare e al sistema di segni del Déco, ma anche altre che dimostrano sensibilità di più sfuggente definizione, ma sempre pienamente “alla moda”: tutte concorrono a evocare le affascinanti atmosfere tipiche degli anni Venti. Sono infatti sculture, dipinti e grafiche, ma anche arredi, abiti, fotografie, video e ceramiche a ricostruire il dinamico clima di quel momento e raccontare storie avvincenti del nostro recente passato”.


 


Il percorso si colloca nel contesto internazionale che trova uno dei suoi momenti centrali nella Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925, evento che sancì il successo di un nuovo gusto moderno fondato sull’eleganza, sul lusso e sulla collaborazione tra arti decorative e manifatture. Anche artisti italiani, tra cui numerosi fiorentini, presero parte alla manifestazione parigina, confermando il ruolo attivo della città nella produzione artistica del periodo. Gli anni Venti furono per l’Italia un periodo di grande fermento culturale. Dopo la fine della Prima guerra mondiale si affermò un rinnovato interesse per le arti applicate, considerate non solo espressione di nuovi valori estetici ma anche risorsa economica e produttiva. In questo clima Firenze si propose come un importante centro creativo, grazie alla presenza di artisti e manifatture che seppero mettere a frutto le competenze tecniche confrontandosi con i linguaggi della modernità.


 


La prima sezione è dedicata ai rapporti tra Firenze e Parigi e al tema delle maschere della Commedia dell’Arte, soggetto ricorrente nella cultura visiva del Déco. Artisti come Umberto Brunelleschi, Alfredo Müller e Gino Carlo Sensani svilupparono un linguaggio ispirato al Settecento galante e ai personaggi della tradizione teatrale italiana, temi che divennero particolarmente diffusi nella grafica, nell’illustrazione e nelle arti decorative degli anni Venti.


Un ampio nucleo della mostra è dedicato alla produzione ceramica, con particolare attenzione alla manifattura Richard-Ginori, che negli anni Venti ottenne importanti riconoscimenti internazionali. Il rinnovamento della produzione fu legato all’attività di Gio Ponti, che introdusse nuove forme e decorazioni ispirate tanto alla cultura artistica italiana quanto ai linguaggi moderni del periodo.


Accanto alla Richard-Ginori sono presentate anche le esperienze di altre manifatture attive nel territorio fiorentino, quali Cantagalli e le Fornaci San Lorenzo guidate da Galileo Chini, che seppero coniugare tradizione e rinnovamento stilistico.


Una sezione è dedicata alla partecipazione degli artisti e delle manifatture fiorentine alle Biennali di arti decorative di Monza, rassegne fondamentali per la definizione di un linguaggio moderno delle arti applicate italiane. Le esposizioni di Monza rappresentarono infatti un importante momento di confronto tra artisti, artigiani e industrie, contribuendo a definire nuovi orientamenti estetici e produttivi.


Il percorso prosegue con una sezione dedicata alla pubblicità, ambito nel quale l’influenza del Futurismo contribuì allo sviluppo di nuove forme di comunicazione visiva.


Tra i protagonisti figurano cartellonisti come Lucio Venna e Nerino, autori di manifesti e progetti grafici che testimoniano l’importanza crescente della pubblicità nella cultura visiva italiana degli anni Venti.


L’ultima parte della mostra riguarda il mondo della moda e delle produzioni artigianali fiorentine, tra sartorie, manifatture tessili e accessori, come un elegante set da viaggio di Gucci. In questo contesto emerge la figura di Salvatore Ferragamo, che negli anni Venti scelse Firenze come sede della propria attività, contribuendo allo sviluppo di una produzione calzaturiera destinata a una clientela internazionale. Tra gli episodi più significativi del periodo si colloca anche la celebre Tuta ideata da Thayaht nel 1920, un indumento concepito come abito universale e funzionale, promosso attraverso una rivoluzionaria campagna di diffusione che ne illustrava le modalità di realizzazione e utilizzo.


 


Sono previste visite guidate alla mostra tutti i sabati e tutte le domeniche alle h15, mentre la domenica mattina è previsto il laboratorio per famiglie con bambini dai 4 ai 9 anni Creazioni d'artista, in stile déco, prenotazioni info@palazzomediciriccardi.it 055-2760552.


Grazie alla collaborazione con Art e Dossier e Giunti Odeon, inoltre, sarà possibile visitare un luogo squisitamente déco, ovvero il teatro cinema Savoia, inaugurato nel 1922 e oggi appunto noto come Giunti Odeon: le visite, a partecipazione gratuita, sono previste nei giorni 18 aprile, 16 maggio, 13 giugno, 11 luglio e 22 agosto alle 10, alle 11 e alle 12 (la prenotazione è attiva a partire dal lunedì precedente). A cura di Giunti è anche il ricco catalogo della mostra, contenente una serie di contributi di esperti e specialisti del settore, strumento prezioso per ripercorrere le dinamiche e le relazioni artistiche di quegli anni, oltre ad approfondire la conoscenza dei principali protagonisti e delle opere esposte.

Si ingrazia la Fondazione Ambron Castiglioni.


Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 11 marzo 2026

Al. via BuyWine Toscana 2026

 


Al via l’11 e 12 marzo la sedicesima edizione con oltre 3.500 incontri d'affari programmati per far crescere l'export delle eccellenze regionali. Metà delle aziende presenti è certificata bio.

 



 Firenze diventa per due giorni vetrina internazionale del vino made in Tuscany. Con 190 produttori toscani coinvolti, 175 buyer provenienti da 47 diversi Paesi e oltre 3.500 incontri in programma per quasi 1300 etichette presenti, si apre alla Stazione Leopolda la sedicesima edizione di BuyWine Toscana. La manifestazione, nata con l’obiettivo strategico di potenziare l’export delle eccellenze vitivinicole regionali attraverso un consolidato format di incontri BtoB, è promossa da Regione Toscana in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, l’organizzazione di PromoFirenze e il coordinamento della comunicazione, l’ufficio stampa e i social curati da Fondazione Sistema Toscana.


Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’assessore regionale all’Economia e agricoltura Leonardo Marras, il presidente e il segretario generale della Camera di Commercio di Firenze , rispettivamente Massimo Manetti e Giuseppe Salvini , il presidente di PromoFirenze Aldo Cursano e il direttore di Fondazione Sistema Toscana Francesco Palumbo.


Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani ha dichiarato “Qui si celebrano qualità ed export. Questa manifestazione conferma la capacità della Toscana di immettere eccellenza nel sistema internazionale del vino, anche grazie alla capacità di innovare delle nostre aziende, che riescono oggi a intercettare nuove fasce di interesse. A questa cultura, d’impresa e d’identità, si lega la capacità del territorio di creare condizioni che favoriscano incontri di conoscenza e di scambio tra cantine e operatori. Un aspetto centrale di interesse nelle politiche della Regione”.


L’assessore regionale all’Economia e agricoltura Leonardo Marras ha dichiarato : “L’importanza di Bywine si legge nei numeri della manifestazione che conferma la capacità di selezionare e promuovere l’eccellenza locale nel quadro internazionale. E’ ben nota a tutti la capacità del turismo enologico di produrre ricchezza e richiamo, unendo la scoperta di gusti a quella di aziende e territori, di vigneti, cultura e tradizioni locali. Un riconoscimento che merita centralità nelle politiche regionali sempre attente a salute e ambiente, anche grazie a quelle aziende che assicurano certificazione biologica e di sostenibilità”.

 

I MERCATI INTERNAZIONALI. Le delegazioni più numerose per l’edizione 2026 provengono da USA e Canada, che si confermano tra i Paesi di maggiore interesse nonostante una fase di prudenza del mercato interno, pur mantenendo alto il gradimento verso i vini toscani. Rilevante la presenza di operatori dai Paesi del Mercosur e dall’America Latina. L’Asia è rappresentata sia da mercati consolidati come Cina, Singapore, Giappone e Corea del Sud, sia da Paesi emergenti quali Thailandia, Vietnam e Malesia. Si conferma inoltre la tendenza europea con un crescente interesse nei Paesi dell’Europa centro-orientale in particolare Polonia e Repubblica Ceca, e nell’Area Scandinava (Danimarca, Svezia e Norvegia).

Questa edizione si colloca in un contesto internazionale in cui gli accordi di libero scambio stanno contribuendo a ridurre in maniera significativa le barriere tariffarie per i prodotti agroalimentari europei. L’accordo UE-Mercosur prevede la riduzione dei dazi favorendo l’accesso ai mercati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre i negoziati con l’India aprono prospettive in un mercato ad alto potenziale.

 

DENOMINAZIONI E SOSTENIBILITÀ. 1271 etichette presenti e 46 le denominazioni tra cui la più rappresentata è il Toscana IGT, seguita da Chianti Classico DOCG e Chianti DOCG. Il profilo delle imprese partecipanti testimonia l'impegno verso modelli produttivi responsabili: circa la metà è certificata biologica, mentre sono ben 40 le aziende che vantano certificazioni di sostenibilità.

 

IL FORMAT. Nell’edizione 2025 furono più di 20.000 i wine tasting degli incontri BtoB che registrarono un livello di soddisfazione di buyer e seller del 90%. Il successo ormai consolidato del format della manifestazione si fonda sull’opportunità data dalla Regione Toscana alle cantine che producono vini di qualità, esclusivamente in Toscana, di incontrare i buyer provenienti da numerosi Paesi esteri selezionati accuratamente da PromoFirenze. Gli incontri BtoB sono programmati sulla base delle preferenze espresse in precedenza da cantine e operatori per garantire appuntamenti mirati alla creazione di reali rapporti commerciali.

 

TREND DI CONSUMO E INNOVAZIONE. L’innovazione è la parola chiave in un contesto mutevole per cambiamento nei consumi, fattori geopolitici e dazi. Gli operatori cercano prodotti nuovi per avvicinarsi ai gusti della domanda, con attenzione a packaging e regole nazionali. Chi sceglie di partecipare a BuyWine Toscana lo fa per la profonda fiducia nel prodotto toscano, considerato ancora capace di esercitare un forte appeal sulla clientela internazionale. Tuttavia, gli operatori chiedono oggi alle aziende un supporto più strutturato per affrontare le nuove sfide globali, sollecitando investimenti strategici anche nei settori del marketing e della comunicazione.

 

 

WINE TOUR E CONOSCENZA DEL TERRITORIO. Al termine delle degustazioni, l’esperienza prosegue con 6 Wine Tour scelti dai buyer per visitare i territori di origine, un aspetto che registra un interesse crescente negli anni.

Tre tour sono organizzati con il supporto della Camera di Commercio di Firenze e i Consorzi Chianti Classico, Chianti Colli Fiorentini e Vino Toscana. Due tour, con visite e masterclass, sono realizzati con Promovito (associazione di undici consorzi regionali) e uno grazie alla Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest.

 

IL PRESTIGIO DEL CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES. Per le aziende partecipanti a BuyWine Toscana torna la possibilità di far partecipare i propri vini al prestigioso Concours Mondial de Bruxelles, uno dei più autorevoli premi enologici al mondo. A conferma dell'altissimo profilo qualitativo dei vini regionali, i dati del Concorso mostrano un trend in costante crescita per le etichette partecipanti e la relativa assegnazione delle medaglie. Nel 2025, su 65 vini presentati, sono state assegnate ben 24 le medaglie (1 Gran Gold Medal, 12 Gold Medal e 11 Silver Medal), con una percentuale di medagliati del 36,92%, percentuale in continua crescita negli ultimi 3 anni, così come il numero di vini partecipanti. Si tratta di un riconoscimento che garantisce credibilità internazionale e un immediato impatto commerciale, in grado di attirare buyer e consumatori grazie alla garanzia data dal rigoroso sistema di degustazione alla cieca effettuato da professionisti provenienti da 56 Paesi.


Nicoletta Curradi

martedì 10 marzo 2026

La collana d'arte Menarini festeggia 70 anni con Michelangelo

 

Una monografia di Cristina Acidini racconta la straordinaria versatilità dell'artista




E' Michelangelo al centro del nuovo volume d'arte del gruppo farmaceutico Menarini che quest'anno festeggia i 70 anni dalla nascita della collana.

    L'opera, edita da Pacini editore, è firmata dalla storica dell'arte Cristina Acidini, già soprintendente del Polo museale di Firenze, oggi presidente dell'Accademia delle Arti del disegno, di Casa Buonarroti e della Fondazione Longhi.

    La monografia, presentata all'Istituto degli Innocenti di Firenze, è incentrata sulla straordinaria versatilità di Michelangelo, capace di eccellere come scultore, pittore, architetto e poeta, tanto che alla sua morte venne simbolicamente detto che non era morto un solo uomo, ma quattro.

  Il volume ripercorre le tappe della vita e della produzione artistica, dagli anni giovanili a Firenze - con opere come il Crocifisso di Santo Spirito, la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri - ai primi successi romani, come la Pietà del Vaticano. Grande spazio è poi dedicato al David, al Tondo Doni, alla decorazione della volta della Cappella Sistina e il Giudizio Universale.Sempre a Roma, Michelangelo lavorò alla Cupola di San Pietro e ad altre opere monumentali, tra cui la Pietà Bandini, che oggi si trova al Museo dell'Opera del Duomo di Firenze.

  "L'aspetto più interessante - spiega Acidini - è quello di raccontare una volta ancora questa straordinaria vita costellata di capolavori attraverso anche le novità che emergono dai restauri, dai nuovi studi e dai nuovi libri che sono stati scritti". "E' stato anche un uomo molto generoso - sottolinea ancora Acidini -. Aveva fama di avaro, ma in realtà è stato generoso specialmente con le persone meno dotate di lui".

    "Pensiamo che l'attenzione di un'azienda farmaceutica, che è sempre finalizzata a mettere la persona al centro e cercare terapie, si sposi veramente bene con chi la persona la guarda da un altro punto di vista cioè quella della bellezza. Questa capacità artistica di Michelangelo, oggi, celebra degnamente i nostri 140 anni", il commento di Lucia Aleotti, azionista e membro del board di Menarini. Alla presentazione ha partecipato anche Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani.


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 9 marzo 2026

"Firenze Archeofilm", il festival internazionale di Archeologia Viva al Cinema La Compagnia (11-15 marzo 2026)


Il festival è stato presentato in anteprima al Teatro della Compagnia il 9 marzo




Da mercoledì 11 a domenica 15 marzo 2026 al Cinema La Compagnia arriva l'ottava edizione di "Firenze Archeofilm", il grande Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente a cadenza annuale, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) nell’ambito delle manifestazioni promosse da “tourismA”, il salone dell'archeologia e del turismo culturale al Palazzo dei Congressi di Firenze. 


Per ogni edizione vengono selezionati documentari prodotti a livello mondiale. Sono in programma tanti film in concorso, con proiezioni mattino pomeriggio e sera, film stranieri doppiati in italiano, film "Original sound", incontri con i registi e l'assegnazione del "Premio Firenze Archeofilm" assegnato al documentario più votato dal pubblico durante le giornate, premio "Studenti UniFi" per il miglior cortometraggio con la giuria di studenti dell’Università di Firenze, premio "Università di Firenze" con giuria di docenti dell’Università di Firenze, premio "Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria" al miglior film di archeologia preistorica. 


"L’immagine simbolo di questa ottava edizione sono due uomini, distanti diverse migliaia di anni: si osservano, sembrano quasi toccarsi, trovare un contatto. È proprio a quel “contatto” cui tende Firenze Archeofilm: lo specchio che li divide e riconcilia è il cinema. In questa foto silenziosa, immaginata per noi da un’AI sempre più vicina e umana (sì, forse anche un po’ inquietante, ma non la demonizzerei troppo, in un periodo storico in cui la nostra Intelligenza Naturale non sta certamente dando il meglio di sé…), si avverte il brusio di voci, pensieri, domande e paure che hanno attraversato i millenni. Si percepisce la potenza di un’umanità che andrà avanti, nonostante tutto, nonostante noi, sopravvivendo (forse) a scelte che abbiamo deciso di rimandare ma che saremmo chiamati a fare oggi. L’Uomo è un animale tanto intelligente quanto egoista, lo sappiamo, con una già lunga storia alle spalle segnata da un alternarsi di fasi di estrema grandezza ed estrema “piccolezza”… Alla gioventù di oggi chiediamo grandezza e gentilezza, solo così potremo in qualche modo riparare i cocci, riscattarci, lasciare un’orma fossile positiva in questo secolo. La differenza tra etica e coscienza non esiste, esiste però l’essenza contagiosa dell’una o dell’altra. Ed è ciò in cui dobbiamo confidare." Giuditta Pruneti, direttore “Firenze Archeofilm” 



Da segnalare il progetto presentato da ETT S.p.A. (Gruppo Dedagroup), che partecipa al Firenze Archeofilm 2026 con un cortometraggio in realtà virtuale (VR) realizzato per il Comune di Altopascio. Il soggetto è la sceneggiatura sono di Francesca Romana Conti. Il video dal titolo Nel segno del Tau. Cavalieri e Pellegrini nell'Altopascio medievale, ricostruisce accuratamente la storia di una famiglia di pellegrini nel Medioevo. 

Sarà possibile visionare  il cortometraggio con appositi visori VR nella saletta piccola del cinema nelle giornate del 12 e del 13 marzo. 

Per maggiori informazioni e programma: www.firenzearcheofilm.it 

Ingresso libero e gratuito

Nicoletta Curradi

venerdì 27 febbraio 2026

Testo 2026 torna alla Stazione Leopolda

 





Dal 27 febbraio alla Stazione Leopolda torna la rassegna legata all'editoria con un palinsesto di quasi 200 eventi, tema di quest’anno è l’Estro


Nato nel 2022 con l’obiettivo di raccontare il percorso che compiono i libri, dalle mani degli autori agli occhi dei lettori, TESTO è arrivato alla sua quinta edizione, diventando il punto di riferimento dell’editoria contemporanea e dei suoi protagonisti.


 Tra il 27 febbraio e il 1° marzo prossimi l’appuntamento con TESTO 2026 è alla Stazione Leopolda di Firenze, che si trasforma in una grande libreria pronta ad accogliere lettori, professionisti del settore, appassionati che vogliono scoprire quanto di nuovo c’è, e ci sarà, nel campo dell’editoria. Ad accoglierli, ispirati dal tema di quest’anno che è l’Estro, un palinsesto di quasi 200 eventi tra anteprime, presentazioni, seminari, laboratori, panel, produzioni originali e collaborazioni, ad oggi 165 case editrici e oltre 180 scrittrici, scrittori e ospiti da tutto il mondo. Appuntamento alla Stazione Leopolda, rinnovata con estro anche nel suo allestimento, per scoprire come si diventa un libro stazione dopo stazione, dal manoscritto alla libreria.


Il 27 febbraio, il Gabinetto Vieusseux parteciperà con più eventi a Testo [come si diventa libro], Ci sarà l’apertura straordinaria dell’Archivio Contemporaneo con tre visite guidate (9:30, 11:00 e 12:30) alle biblioteche d’autore (Arbasino, Pasolini, Pratolini e Dallapiccola) e alla mostra in corso dedicata a Mario Luzi alla presenza del curatore Riccardo Sturaro; si terrà un incontro alla Stazione Leopolda (Sala Ortese, ore 14:00) in cui verrà ripercorsa la storia dell’Archivio Contemporaneo Bonsanti e la figura di Mario Luzi; si terranno eventi in Sala Ferri per tutto il pomeriggio di venerdì 27: ore 15:00 Natalia Ginzburg editor in Einaudi. Nel laboratorio della scrittrice con Giulia Bassi e Niccolò Scaffai; ore 16.00 Le parole esatte di Pontiggia Giuseppe Pontiggia lettore, insegnante di scrittura e scrittore con Giancarlo Maggiulli e Daniela Marcheschi; ore 17.00 Primavera fiorentina Il Rinascimento nostalgico di Rainer Maria Rilke, lectio del prof. Marco Meli.


L’ESTRO DI TESTO

Il tema della quinta edizione di TESTO è ESTRO. Cinque lettere come cinque sono le edizioni della manifestazione, uno scambio di consonanti, un gioco, un richiamo ad aguzzare la vista, uno scherzo leggero ma non casuale. Perché l’estro è sinonimo di creatività, di vivacità intellettuale, di irrequietezza interiore, di ispirazione improvvisa, di spinta a trasformarsi ai limiti dell’anarchia. Un binario ideale per collegare le sette stazioni di TESTO e gli eventi che proporranno. Estro viene dal greco oîstros, parola con cui si indicava il “tafano”, anche col valore figurativo di “ciò che pungola”, che ci spinge a pensare. E proprio un tafano è il tema grafico di TESTO 2026. Al tema di quest’anno Stefano Bartezzaghi dedica la sua lectio dal titolo Sogno o son d’estro.


L’ESTRO DELLA STAZIONE LEOPOLDA

L’allestimento delle due navate della Stazione Leopolda è a cura di Alessandro Moradei, che ha studiato nuove proporzioni per i banchi di esposizione. I tavoli hanno altezze ideali per osservare e sfogliare i libri e una dimensione maggiore che si sviluppa in lunghezza, così da facilitare tanto chi vuole fermarsi a dialogare con gli editori, quanto chi transita per i corridoi. Lungo il percorso sono disseminate piccole piazze, aree di sosta attrezzate per prendersi tempo, per dialogare o leggere in attesa del prossimo evento. Il tutto, come sempre, all’insegna della piacevolezza e della cura di questo straordinario spazio che si trasforma una volta l’anno in una grande libreria.


LE SETTE STAZIONI E I LORO CAPISTAZIONE

TESTO ricrea all’interno della Stazione Leopolda il ciclo di vita del libro attraverso un percorso in sette stazioni: Il manoscritto, Il risvolto, La traduzione, Il segno, Il racconto, La libreria, Il lettore. Il programma è messo a punto dal team dei Capistazione composto da Luca Briasco, editor di narrativa straniera, agente letterario, traduttore e editore di minimum fax; Andrea Gessner, editore di nottetempo; Beatrice Masini traduttrice, scrittrice e direttrice di divisione di Bompiani; Chiara Carpenter e Giovanna Silva, rispettivamente editor e fotografa, anime di Humboldt Books; Leonardo G. Luccone, scrittore e direttore di Oblique Studio; Maddalena Fossombroni e Pietro Torrigiani, fondatori della libreria Todo Modo; Riccardo Ventrella, responsabile delle relazioni internazionali della Fondazione Teatro della Toscana.


TESTO, LE LIBRERIE E I LETTORI

Per raggiungere con maggiore forza le comunità dei lettori, TESTO ha coinvolto in questa quinta edizione circa quaranta librerie partner di tutta Italia: luoghi dove sarà possibile informarsi sull’evento, acquistare il biglietto per la partecipazione. Le librerie contribuiranno ad alimentare la passione per la lettura attraverso una serie di Percorsi guidati da librai e libraie nei tre giorni del salone. Altra novità è il coinvolgimento ancora più forte dei bookclub, quasi trenta e da tutta Italia, che in Leopolda potranno incontrare, e dialogare, con i loro autori preferiti.


SALA OFFICINA BAZLEN

Sala Bazlen si sdoppia e oltre a ospitare le presentazioni in programma diventa anche Officina Bazlen, il luogo in cui in ognuna delle tre giornate di TESTO si terrà un focus specifico: venerdì 27 ospiterà il programma dedicato alle riviste internazionali, selezionate da Frab’s Magazines, e si potranno incontrare da vicino gli editori che le pubblicano; sabato 28 febbraio ospiterà i Laboratori di TESTO; e qui domenica 1° marzo si svolgeranno gli incontri fra gli autori dei manoscritti inediti selezionati tramite la open call e i professionisti (editor e agenti letterari) delle maggiori realtà editoriali italiane.


UniCredit è Main Partner di Pitti Immagine

Dal 2020 UniCredit è al fianco di Pitti Immagine come Main Partner dei suoi saloni, portando idee e progetti allo scopo di sostenere lo sviluppo dei territori e dell’eccellenza Made in Italy.


TESTO è realizzato con il patrocinio e la collaborazione di Regione Toscana e Comune di Firenze.

Nicoletta Curradi 

venerdì 20 febbraio 2026

Il Valdarno di Sopra Day 2026

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Il Valdarno di Sopra Day 2026, che si è tenuto  il 20 febbraio presso la suggestiva cornice dell'Anfiteatro del Borro a San Giustino Valdarno (AR), si è confermato anche quest’anno tappa irrinunciabile della stagione enologica toscana, con un programma ricco e articolato che ha saputo coniugare valorizzazione territoriale, approfondimento tecnico e degustazioni aperte sia alla stampa specializzata sia agli appassionati. L’evento, inserito nel contesto delle Anteprime di Toscana, è stato il momento clou per la presentazione delle nuove annate delle denominazioni.


Giunto ormai alla sua terza edizione, il Valdarno di Sopra Day continua a crescere in rilievo internazionale grazie alla presenza di oltre 90 giornalisti italiani e stranieri, testate specializzate e operatori del settore che hanno potuto degustare le novità produttive della DOC Valdarno di Sopra. La denominazione, riconosciuta ufficialmente dal Ministero nel 2011, nel corso degli anni ha costruito una propria identità grazie alla qualità delle sue produzioni e al dialogo con la filiera vitivinicola.


La giornata di venerdì 20 febbraio è stata dedicata alla stampa, con approfondimenti e degustazioni delle nuove annate dei vini della DOC. 





Ma il Valdarno di Sopra Day ha ampliato il proprio pubblico: sabato 21 febbraio l’anfiteatro apre le sue porte anche agli appassionati di vino, sommelier e operatori del settore, offrendo un’intera giornata di degustazioni e incontri coi produttori locali. Questo ha trasformato l’evento da occasione esclusiva riservata agli addetti ai lavori a appuntamento inclusivo, capace di coinvolgere chi ama il vino come esperienza culturale e sensoriale.


Il Valdarno di Sopra, oltre ad essere una DOC  emergente nel panorama toscano, racconta una storia di territorio e tradizione: le sue colline e i caratteristici paesaggi modellati da fenomeni geologici millenari influenzano profondamente lo stile dei vini.


Con la sua capacità di attrarre interesse e dialogo tra operatori internazionali, produttori e appassionati, il Valdarno di Sopra Day 2026 non è stato solo un’occasione per presentare le nuove annate, ma un momento di riflessione e progettualità per il futuro della viticoltura toscana..


Gli assaggi più apprezzati:


Campo del Monte Rodos Valdarno di Sopra Cabernet Sauvignon 2019

Il Borro Valdarno di Sopra Toscana IGT Rosso 2022

Podere Il Carnasciale Carnasciale Botte Grande Valdarno di Sopra Toscana IGT Rosso 2022 

Fattoria Fazzuoli Il Senza Solfiti Valdarno di Sopra Toscana IGT Rosso 2023

Tenuta La Corneta La Corneta Rosso Valdarno di Sopra Toscana IGT Rosso 2023


Nicoletta Curradi

mercoledì 18 febbraio 2026

La quinta edizione de L'altra Toscana




Il 18 febbraio 2026 a Firenze si è svolto un appuntamento esclusivo, riservato alla stampa, dove 8 Consorzi – rappresentativi di 12 Denominazioni DOP e IGP – hanno fatto  squadra e acceso i riflettori su un volto diverso ed estremamente variegato della regione.


È tornata L’Altra Toscana, l’anteprima che racconta una parte di Toscana meno nota e sempre più rilevante dell’enologia regionale. Giunta alla quinta edizione, la manifestazione si è svolta il 18 febbraio, nell’ormai consueta cornice di Palazzo Affari, ed è stata esclusivamente dedicata alla stampa specializzata italiana e  proveniente da diversi paesi del mondo.

I protagonisti di questa giornata sono alcuni territori meno conosciuti, dove la coltivazione della vite affonda le radici in secoli di storia e dove, accanto ai produttori locali storici, importanti nomi dell’enologia italiana contribuiscono a esprimere nei calici qualità e identità. Il loro lavoro si distingue per una grande attenzione sia in vigna sia in cantina.


Bianco di Pitigliano e Sovana, Chianti Rufina, Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Orcia, Suvereto, Rosso della Val di Cornia e Val di Cornia, Terre di Casole, Vino Toscana: sono queste le DOP e le IGP in degustazione, espressione di un volto diverso e sfaccettato dell’enologia toscana. “L’obiettivo è offrire nuovi spunti e stimolare la curiosità della stampa nazionale e internazionale di settore attraverso un viaggio tra Denominazioni nate in territori straordinari, che hanno molto da raccontare”, ha spiegato Francesco Mazzei alla guida dell’Associazione L’Altra Toscana.

“In un’ottica di grande sinergia otto Consorzi hanno presentato le nuove annate delle rispettive Denominazioni, insieme rappresentiamo oggi quasi il 40% dell’intera produzione vitivinicola toscana”, ha concluso Mazzei.


Anche per questa quinta edizione, l’evento ha proposto focus tematici e percorsi di degustazione guidati, pensati per offrire alla stampa strumenti di lettura approfonditi e chiavi interpretative efficaci di un mosaico enologico complesso e affascinante.

La regia organizzativa è stata affidata, come di consueto, a Scaramuzzi Team, realtà fiorentina con una consolidata esperienza nell’organizzazione di eventi legati al mondo del vino. L’Altra Toscana è inserita, anche quest’anno, nel calendario della Settimana delle Anteprime di Toscana,  promossa da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze insieme a PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana.




Ecco i nostri migliori assaggi:


Consorzio Tutela Vini Montecucco

Le Poanore Montecucco Rosso  2021 Tiniatus

Tenuta Pianirossi Sidus 2022


Consorzio del Vino Orcia

Campo tondo Orcia DOC 2024 Mezzodì 


Consorzio Terre di Casole

Nuova Mensano Srl Terre di Casole Rosso 2019


Consorzio Tutela Vini DOP Suvereto Val di Cornia

Petra Toscana Rosso IGT 2023


Consorzio Tutela Vini Maremma Toscana

Nittardi Maremma Toscana Rosso bio 2023 


Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo