Ora di Ottawa

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giovedì 2 luglio 2026

Indaco e Rhum, il viaggio di Velier durante Pitti Uomo tra identità nazionali e tradizioni agricole



Moda, storia dei Caraibi e spirits si sono incontrati a Firenze in occasione di Pitti Uomo 110  La masterclass guidata da Angelo Canessa e Kathiana Saincy ha raccontato il legame che unisce la coltivazione dell'indigo, la pianta da cui si ricava l’indaco, e della canna da zucchero nelle Antille francesi e ad Haiti, due produzioni che hanno contribuito a costruire l'identità culturale di questi territori e che ancora oggi rivivono attraverso l'alta moda e il rhum artigianale.  

In occasione dell'ultima edizione di Pitti Uomo, Velier ha dato vita a Firenze a un incontro che ha saputo andare oltre la semplice degustazione, trasformandosi in un racconto corale di territori, cultura e identità. La masterclass dedicata alle Antille francesi e ad Haiti ha messo al centro due materie prime che per secoli hanno segnato la storia economica, sociale e culturale dei Caraibi: l'indigo e la canna da zucchero. Due risorse diverse, ma accomunate da un percorso fatto di terra, lavoro, commerci e tradizioni, che ancora oggi continuano a caratterizzare il paesaggio e vivere attraverso due espressioni d'eccellenza: la moda e il rhum. Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio sono stati Angelo Canessa, Spirits Specialist per Velier, e Kathiana Saincy, stilista haitiana che attraverso il proprio lavoro riscopre e valorizza le origini del suo Paese. Nel corso della masterclass Canessa ha guidato la degustazione di cinque distillati distribuiti in Italia da Velier, utilizzandoli come punto di arrivo di un racconto dedicato alla canna da zucchero, ai terroir delle Antille e alle diverse interpretazioni che questa materia prima assume nelle produzioni artigianali dei Caraibi. Il percorso degustativo si è aperto con Rhum Rhum, progetto che vede Velier a fianco di Gianni Vittorio Capovilla, grande creatore di distillati di frutta sia in Veneto che a Marie-Galante, in Guadalupa, realizza da anni un eccezionale rhum da puro succo di canna in alambicco discontinuo. Con Neisson Godinot si è esplorato il lavoro della distilleria della Martinica sulle singole parcelle di canna da zucchero, dimostrando che il terroir nel rhum è una variabile fondamentale, esattamente come nel mondo enoico. Infine la misconosciuta ricchezza della cultura haitiana del rum, che qui prende il nome di Clairin. In degustazione Michel Sajous e Providence Dunder & Syrup, prodotto alla Distillerie du Port au Prince.       

  Il racconto dei rum si è intrecciato con la testimonianza di Kathiana Saincy. Arrivata in Italia dopo il terremoto che ha colpito Haiti nel 2010, la designer ha costruito il proprio percorso creativo prima a Trento e poi a Milano, sviluppando una ricerca stilistica che guarda costantemente alle proprie radici. Al centro del suo lavoro c'è proprio l'indigo, la pianta da cui si ricava il celebre pigmento blu naturale, una coltivazione che per secoli ha rappresentato una delle principali ricchezze di Haiti e delle Antille, influenzandone la storia, l'economia e la tradizione manifatturiera. L'incontro ha così mostrato come indigo e canna da zucchero condividano un destino comune. Entrambe sono colture che hanno modellato il paesaggio e la società caraibica, dando origine a saperi tramandati nel tempo e a produzioni che ancora oggi custodiscono un forte valore identitario. Se da una nasce il colore che continua a ispirare il mondo della moda, dall'altra prende vita il rhum, espressione liquida dello stesso patrimonio agricolo e culturale. 

A fare da cornice all'iniziativa è stato l'Hotel Indigo Firenze, una scelta naturale per un appuntamento che ha posto al centro il concetto stesso di identità territoriale e di racconto dei luoghi. La serata si è conclusa con il guest shift del bartender Elis Carriero di Casa Azzoguidi, che ha proposto una selezione di twist sul Daiquiri, affiancata da due ulteriori interpretazioni del cocktail presentate anche dal cocktail bar Binomio, chiudendo il percorso con una lettura contemporanea di uno dei drink più rappresentativi della cultura caraibica.   La giornata evento ha restituito una prospettiva inedita sulle produzioni delle Antille francesi ed ex francesi, mostrando come la valorizzazione di una materia prima possa dare vita a forme di eccellenza solo apparentemente lontane. Se nell'alta moda la qualità nasce dalla selezione dei materiali, dalla cura del dettaglio e da un sapere artigianale che trasforma il tessuto in un pezzo unico, allo stesso modo alcune delle più prestigiose distillerie delle Antille fanno della lavorazione della canna da zucchero, del rispetto dei tempi della natura e della maestria produttiva il cuore della propria identità. Due espressioni diverse, unite dalla stessa cultura del fare, in cui tradizione, manualità e ricerca continuano a rappresentare il vero valore aggiunto.   


Nicoletta Curradi

giovedì 25 giugno 2026

Pitti Bimbo 103 torna alla Fortezza da Basso

 


È tornato l’appuntamento con la moda junior e il family lifestyle. Il 24 e 25 giugno, la Fortezza da Basso ha aperto  le porte a Pitti Immagine Bimbo 103. Sotto il segno del tema “The Pitti Pool” e guidata dall’orsetto Splashy, nato dalla creatività di Amedeo Piccione, la manifestazione ha presentato le novità della primavera/estate 2027, trasformandosi in una vera piazza d3i incontro per la moda bambino.


Il cuore dell’evento si è confermato il piano attico del Padiglione Centrale, con una selezione di oltre 100 marchi dall’alta presenza estera. Le proposte spazieranno dai tessuti tecnologici al beachwear, fino a design, giocattoli e arredi. Tra le aree di ricerca spiccano il consolidamento di The New Edit, dedicato all’avanguardia contemporanea e alla sostenibilità, e la partnership con la piattaforma amburghese The Family Circle.


Non mancano le novità nei format commerciali. Quest’anno debutta The Cabina, spazio esclusivo per orientare stampa e compratori verso i marchi emergenti dal forte impatto estetico. Per velocizzare i contatti nasce inoltre un originale sistema di presentazioni rapide in cui gli operatori, muniti di un “passaporto dei marchi”, potranno collezionare i timbri dei vari incontri svolti.


L’edizione 103 ha celebrato anche importanti anniversari. In Fortezza si sono festeggiati  i 15 anni di iDO (Miniconf) e il decimo compleanno di Sticky Lemon. Traguardi significativi anche per l’editoria: Style Piccoli  ha celebrato i suoi 18 anni con una mostra dedicata, affiancata dall’esposizione fotografica “Enfant – Soleil” di Marie Claire Enfants e dal racconto dello stile di strada firmato da MilK Magazine.


A fare da sfondo a questa ricca due giorni sono stati, infine, i momenti di sfilata collettiva in passerella e i numerosi appuntamenti di incontro, pensati per supportare concretamente il mercato e favorire lo scambio di idee

L'azienda TNTRM, brand tedesco focalizzato sulla moda per ragazze dagli 8 ai 16 anni, è presente a Pitti Bimbo 103 alla Fortezza da Basso. 


Il brand propone capi sofisticati ma non "da grandi". Si focalizza sull'uso di tessuti organici, costruzione artigianale di alta qualità e offre uno stile cool e senza tempo.

Il brand ha partecipato allo speciale aperitivo "The Becoming Hour" che si è tenuto presso Piazza Pirouette.


Nicoletta Curradii

sabato 13 giugno 2026

Pitti Uomo 110: THE PLACE Firenze e The Place of Wonders presentano la capsule sleepwear realizzata in collaborazione con Flora Lastraioli

 



Pitti Uomo 110: THE PLACE Firenze e The Place of Wonders presentano la capsule sleepwear realizzata in collaborazione con Flora Lastraioli


In occasione della 110°edizione della più importante fiera e piattaforma internazionale di moda e lifestyle maschile, il boutique hotel tra i più esclusivi di Firenze e la fondazione della Famiglia Babini presentano la nuova linea esclusiva dedicata alla dimensione privata, realizzata in collaborazione con lo storico laboratorio di lingerie.


In programma dal 16 al 19 giugno 2026 con la sua 110° edizione, Pitti Immagine Uomo si conferma il più significativo evento dedicato alla moda e al lifestyle maschile, nonché l’occasione per celebrare  l’artigianalità fiorentina e, in generale, la creatività italiana, che in questi settori trova una delle loro forme espressive più autentiche.


Una capsule esclusiva dedicata all’eleganza anche nella dimensione privata


Per l’occasione THE PLACE Firenze – l’esclusivo boutique hotel affacciato su Piazza Santa Maria Novella, parte della collezione The Hospitality Experience e de The Leading Hotels of the World – presenterà  un progetto che intreccia ospitalità, manifattura artigianale e cultura del vivere contemporaneo attraverso una proposta di sleepwear uomo e donna, realizzata insieme Flora Lastraioli.


La lingerie tra moda e ospitalità: due espressioni di eleganza all’italiana


Più che una collezione moda, il progetto rappresenta un’estensione dell’esperienza di ospitalità firmata THE PLACE: un linguaggio che supera lo spazio dell’hotel per trasformarsi in rituale quotidiano, in una forma di lusso autentico da vivere nella propria dimensione più intima e personale. La capsule è infatti frutto di una collaborazione promossa da e The Place of Wonders, la fondazione della Famiglia Babini, dedicata a supportare e promuovere la tradizione secolare dell’artigianato e creatività italiani, patrocinando progetti di salvaguardia delle meraviglie artistiche e culturali nei territori di riferimento attraverso iniziative che favoriscono l’incontro tra tradizione, creatività contemporanea e valorizzazione del know-how locale.


Un dialogo tra eccellenze del Made in Italy


Per THE PLACE, la scelta di affiancarsi a Flora Lastraioli, uno dei “Wonders” sostenuti dalla Fondazione, nasce dal desiderio di instaurare un dialogo con una manifattura che custodisce il patrimonio fiorentino attraverso tecniche che uniscono memoria storica, sensibilità estetica e cura sartoriale. Un savoir-faire che emerge in ogni dettaglio del progetto, concepito come un racconto senza tempo, raffinato ed essenziale.


L’ispirazione dai principi estetici del Rinascimento


Nel concreto, la capsule si compone di un pigiama uomo, un pigiama donna e bermuda coordinati,  realizzati in popeline di cotone organico e sviluppati per riflettere l’eleganza discreta e l’identità sofisticata dell’hotel. Fondamentale a questo scopo è il pattern grafico ispirato direttamente alla brand identity della struttura, sviluppato a partire dallo studio dei disegni di Leon Battista Alberti, e in particolare il riferimento ai principi di proporzione, solidità, funzionalità, bellezza, rigore formale e sensibilità decorativa espressi nel suo De Re Aedificatoria e applicati anche alla facciata di Santa Maria Novella. 


Un processo creativo che trasforma una linea sleepwear in parte di un’esperienza


Questa indagine condotta sul linguaggio architettonico e tipografico rinascimentali, è stato tradotto da Flora Lastraioli in un processo creativo che ha dato vita a un dialogo armonico tra design tessile e interior aesthetic, trasformando il prodotto in un’estensione naturale dell’esperienza The Place, che con i suoi elementi strutturali e dettagli ornamentali curati e organizzati in una trama contemporanea essenziale e modulare, è capace di celebra l’anima più autentica di Firenze attraverso un’esperienza sartoriale e un design intimo, trasformandosi in un rifugio urbano raffinato, concepito come “una casa lontano da casa”, dove l’ospitalità si esprime con discrezione ed eleganza, senza rinunciare al calore italiano, al savoir faire toscano e al profondo senso di appartenenza di chi vive e tramanda l’orgoglio della Città del Giglio.


Raffinatezza senza tempo da indossare


Per il modello uomo è stato sviluppato un pigiama dal taglio sartoriale classico, rifinito con rever realizzati nel tessuto stampato personalizzato, dettaglio che conferisce carattere e riconoscibilità al capo mantenendo un’eleganza senza tempo. Lo stesso approccio stilistico è stato reinterpretato nella proposta femminile, con una silhouette raffinata e contemporanea che reinterpreta la tradizione del nightwear attraverso linee essenziali e dettagli coordinati nel medesimo pattern esclusivo.


In entrambi i casi la palette cromatica, declinata nei toni del verde chiaro e del verde profondo, è stata studiata per evocare una continuità con l’atmosfera elegante dell’hotel, e i capi uniscono comfort, eleganza rilassata e attenzione ai dettagli anche per il momento più privato del quotidiano, trasformando lo sleepwear nel simbolo di una nuova idea di slow luxury, dove estetica e artigianalità convivono in modo naturale.


Nicoletta Curradi 

giovedì 28 maggio 2026

Duetorrihotels ottiene la certificazione GSTC per tutti i suoi 5 stelle

 




Dal Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna al Due Torri Hotel di Verona, dall’Hotel Bernini Palace di Firenze all’Hotel Bristol Palace di Genova: tutte le strutture 5 stelle del Gruppo Duetorrihotels hanno ottenuto la certificazione del Global Sustainable Tourism Council (GSTC), tra i principali standard internazionali per il turismo sostenibile. 


“Siamo impegnati da anni – sottolinea Franco Vanetti DG del Gruppo - verso un modello di ospitalità sostenibile, autentica e responsabile. Una grande soddisfazione aver raggiunto questo traguardo trasversalemente, su tutte le nostre strutture del segmento lusso”.


In Italia sono attualmente 215 le strutture ricettive certificate GSTC.


Il Gruppo Duetorrihotels annuncia con orgoglio che tutti e quattro i suoi hotel 5 stelle hanno ottenuto la certificazione GSTC – Global Sustainable Tourism Council, il più autorevole standard internazionale dedicato al turismo sostenibile, rilasciata da Vireo, organismo indipendente accreditato.


Un riconoscimento che conferma una visione dell’ospitalità fondata sulla gestione responsabile delle risorse, sul rispetto dell’ambiente e dei territori e sulla volontà di offrire esperienze che uniscono eleganza, autenticità e consapevolezza.


Il percorso che ha portato alla certificazione ha coinvolto il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, il Due Torri Hotel di Verona, l’Hotel Bernini Palace di Firenze e l’Hotel Bristol Palace di Genova: quattro dimore iconiche dell’ospitalità italiana, custodite all’interno di altrettanti palazzi storici e profondamente legate all’identità culturale delle città che le ospitano.


“Operiamo all’interno di luoghi straordinari, custodi di storia, cultura e identità italiane: per questo crediamo che l’ospitalità di lusso oggi debba necessariamente evolvere verso modelli sempre più consapevoli e sostenibili” spiega il Direttore generale del Gruppo Franco Vanetti. “L’ottenimento della certificazione GSTC per tutti i nostri hotel luxury rappresenta per Duetorrihotels un risultato di grande valore e, allo stesso tempo, una responsabilità verso il futuro.


Questo riconoscimento internazionale conferma il lavoro svolto quotidianamente dalle nostre squadre nel coniugare eccellenza dell’accoglienza, rispetto dell’ambiente, attenzione alle persone e valorizzazione dei territori”.


Negli ultimi anni il Gruppo ha infatti avviato un articolato percorso di miglioramento continuo introducendo pratiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale delle sue attività e alla valorizzazione delle comunità locali. 


Tra le iniziative sviluppate figurano la progressiva eliminazione della plastica monouso, l’utilizzo di materiali naturali e riciclabili, il monitoraggio dei consumi energetici e idrici, la riduzione delle emissioni, una gestione oculata della raccolta differenziata e la promozione di una mobilità più sostenibile. 


Grande attenzione viene inoltre dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e gastronomico dei territori, attraverso collaborazioni con fornitori locali, progetti culturali ed esperienze autentiche pensate per gli ospiti. La sostenibilità viene così interpretata non soltanto come tutela ambientale, ma come un modello di sviluppo capace di generare valore condiviso per collaboratori, comunità e destinazioni. 


L’ottenimento della certificazione GSTC rappresenta dunque una tappa fondamentale di un percorso destinato a evolversi nel tempo, con obiettivi sempre più ambiziosi in termini di efficientamento energetico, utilizzo di energie rinnovabili, formazione e riduzione degli impatti ambientali. 


“La sostenibilità, per noi – prosegue Vanetti - non è un traguardo raggiunto ma un percorso continuo di miglioramento, innovazione e crescita condivisa. Vogliamo continuare a offrire ai nostri ospiti un servizio esclusivo, contribuendo allo stesso tempo alla tutela del patrimonio culturale e ambientale delle città che ci ospitano”.


In un mercato dove il lusso evolve verso esperienze sempre più consapevoli, Duetorrihotels sceglie di trasformare la sostenibilità in parte integrante della propria idea di eccellenza.

Nicoletta Curradi 

mercoledì 27 maggio 2026

I 70 anni dell'Accademia Cappiello in mostra a Firenze

Dal 28 maggio al 30 giugno 2026, l’Accademia Cappiello celebra il proprio anniversario trasformando i suoi spazi in un museo vivo: opere rare, documenti e manifesti di Leonetto Cappiello dialogano con oltre cento lavori dell’Accademia, tra progetti degli studenti, materiali d’archivio e video.



L'Accademia Cappiello di Firenze, parte del polo formativo Hdemy Group, celebra i suoi settant’anni con “Essere Cappiello. Immagine, memoria e formazione del visivo”, una mostra dedicata alla storia dell’Accademia, all’eredità di Leonetto Cappiello (1875–1942), e alla continuità della formazione visiva tra passato e presente.

Aperta al pubblico dal 28 maggio al 30 giugno 2026, la mostra è promossa da Hdemy Group e realizzata con la partecipazione di LCICA – Leonetto Cappiello International Centre for Arts e di Galleria d’Arte Athena, e con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Livorno e ADI Toscana.

Curata da Eleonora Sassoli e Simone Nannipieri, in collaborazione con l’Associazione Leonetto Cappiello e la Galleria d’Arte Athena di Livorno. “Essere Cappiello” supera la dimensione puramente celebrativa per configurarsi come un percorso culturale e un’occasione di confronto sui linguaggi della comunicazione visiva contemporanea.

«Con “Essere Cappiello” non celebriamo soltanto una storia di valore artistico e culturale, ma ne riaffermiamo l’attualità attraverso un percorso che continua a parlare al presente. Il progetto rappresenta inoltre un’importante occasione per consolidare la presenza culturale dell’Accademia a Firenze, città in cui la tradizione artistica continua a confrontarsi e dialogare con i linguaggi del contemporaneo», dichiara Nicola Pighi, Fondatore e Presidente di Hdemy Group.

Al centro della mostra una selezione di oltre cento lavori dell’Accademia a cura di Stefano Mingaia, e video-sequenze curate da di Rossana Loperfido. Progetti innovativi, documenti d’Archivio e video che dialogano con alcune opere e manifesti d’epoca di Leonetto Cappiello, da cui l’istituzione fiorentina prende il nome. Un artista che ha saputo anticipare molti dei temi ancora centrali nella comunicazione visiva contemporanea: l’immediatezza del segno, la riconoscibilità dell’immagine, il rapporto tra arte, pubblicità e costruzione simbolica del brand. 

Fondata nel 1956 da Gastone Canessa, pittore, pubblicista e fondatore, l’Accademia nasce a Firenze con l’obiettivo di formare professionisti della comunicazione visiva attraverso un approccio concreto, laboratoriale e orientato al progetto. In settant’anni di attività, la scuola ha attraversato trasformazioni culturali, tecnologiche e professionali, mantenendo un’identità profondamente legata all’immagine, alla sperimentazione e al fare creativo.

La mostra non si presenta come una semplice retrospettiva. Gli spazi dell’Accademia diventano un museo vivo, in cui opere rare, documenti inediti, manifesti d’epoca e memorabilia di Leonetto Cappiello dialogano con i lavori storici e recenti degli studenti. Il progetto mette in relazione la nascita dell’immagine moderna con la ricerca contemporanea dei nuovi progettisti, raccontando l’Accademia come un luogo in cui la memoria non viene soltanto conservata, ma continuamente rimessa in movimento.


Il percorso espositivo

Al piano terreno, pannelli dedicati alla storia della scuola raccontano la nascita dell’Accademia, l’evoluzione dei corsi e il ruolo di figure, artisti e professionisti che hanno contribuito alla sua identità. In un’aula oscurata, proiezioni continue restituiscono l’atmosfera delle lezioni e delle presentazioni didattiche degli anni Ottanta e Novanta, attraverso immagini di progetti elaborati dagli allievi di grafica e comunicazione e oggi conservati negli archivi storici dell’Accademia.

Al primo piano, il percorso entra nel vivo del dialogo con Leonetto Cappiello e si articola in quattro sezioni: La genesi e il segno creativo, dedicata alla fase formativa e satirica dell’artista; Il mito e la forza dell’icona, in cui emerge la potenza dell’immagine-idea; Il Branding e l’identità di marca, dedicata alla costruzione dell’identità commerciale moderna; La memoria e la fortuna critica, che restituisce la consacrazione di Cappiello nella storia dell’arte, della grafica e della comunicazione visiva.


Tra i materiali esposti figurano opere e documenti provenienti dalla Collezione Nannipieri Bernardeschi, tra cui il biglietto da visita autografo di Leonetto Cappiello, l’autoritratto, le litografie per L’Assiette au Beurre, la litografia Le Corset Le Furet, la scatola originale del Thermogène, manifesti, riviste, cataloghi storici e testimonianze della fortuna critica dell’artista.

Accanto alle opere del Maestro, la mostra valorizza il lavoro dell’Accademia attraverso oltre cento contenuti tra progetti degli studenti, documenti d’archivio e video, restituendo la continuità tra la ricerca visiva di Cappiello e la formazione delle nuove generazioni creative. In questa prospettiva, i lavori degli allievi di Exhibition Design sul tema del Mito di Dante, realizzati in occasione del settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri e presentati durante la Milano Design Week 2021, dialogano con la sezione dedicata al mito e all’icona. I progetti contemporanei di Graphic Design e Communication trovano spazio nell’aula dedicata al branding, mentre la videosequenza Segno e Disegno raccoglie esperienze recenti sviluppate nell’ambito del corso di Interior Design.

«Essere Cappiello celebra i settant’anni dell’Accademia e racconta la scuola come luogo vivo di dialogo tra memoria storica e creatività contemporanea. L’eredità di Leonetto Cappiello continua ancora oggi a ispirare nuove generazioni di progettisti e comunicatori: per questo abbiamo voluto costruire un percorso in cui opere originali, materiali d’archivio e lavori degli studenti convivono dentro le aule in cui ogni giorno si forma il futuro della comunicazione visiva», dichiara Stefano Mingaia, Direttore Didattico dell’Accademia Cappiello.

La mostra si inserisce anche nel percorso avviato con l’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024. Il gruppo, fondato e presieduto da Nicola Pighi, riunisce realtà formative dedicate al design, alla comunicazione e alle professioni creative, tra cui NAD – Nuova Accademia del Design, presente tra Verona e Milano, e Accademia Cappiello, storicamente radicata a Firenze.

In questa visione, il valore delle singole accademie nasce anche dal rapporto con i territori in cui operano: Firenze, con la sua tradizione artistica, visiva e artigianale; Verona, città legata alla cultura del progetto e dell’impresa; Milano, centro nazionale e internazionale del design, della moda e della comunicazione. Hdemy Group lavora così alla costruzione di un polo formativo capace di tenere insieme identità locali, qualità didattica e dialogo con le professioni creative.

«L’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024 nasce dalla volontà di valorizzare una scuola storica, tra le prime realtà private italiane dedicate alla formazione nell’ambito delle arti visive, della comunicazione e del design. Cappiello appartiene profondamente a Firenze e alla sua cultura dell’immagine, così come NAD – Nuova Accademia del Design sviluppa il proprio percorso tra Verona e Milano, territori centrali per il design, l’impresa e la progettazione contemporanea. Il nostro obiettivo è costruire un polo formativo capace di unire radicamento territoriale, qualità didattica e apertura alle professioni creative del futuro”, spiega Nicola Pighi.

Info' www.accademia-cappiello.it

Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

Doria Terrae SS27 a Pitti Uomo 110




                    


Lo spirito Doria nasce dal legame viscerale con il Salento più autentico, sospeso tra Mare e Terra. È l’espressione di un profondo senso di appartenenza a un territorio da7 0

i colori vibranti, dagli aromi mediterranei, dagli elementi architettonici senza tempo e da quel mood rilassato che pervade lo stile di vita lento. 


Doria incarna lo spirito della sua Terra attraverso quattro elementi: Terra, Luce, Natura, Acqua.


TERRA: Doria sviluppa la propria ricerca cromatica ispirandosi ai colori che esprimono l’essenza del territorio e delle sue radici: i toni slavati e vissuti delle pitture murali a calce, dei capi da lavoro consumati dal tempo, delle lande e delle terre arse dal sole. È proprio dall'interpretazione della palette della Terra del Salento che nasce la grande novità di stagione: un trattamento inedito, frutto di ricerca e sperimentazione sui materiali, capace di donare ai cappelli le nuance autentiche di questi luoghi intrisi di memoria antica.  

Un intreccio di Panama bicolore, sfumato ad hoc, ricrea effetti di denim washed nei toni Summer Denim e Deep Kaki.  I lavaggi “garment washed” applicati ai baseball cap e legionari in tessuto conferiscono un aspetto street ma allo stesso tempo sartoriale, grazie al twill di cotone sabbiato nei colori Negroamaro Fizz, Caramel glaze, Avocado tonic, Indigo dream.

LUCE: attraverso questo elemento prende forma un’altra importante novità: accanto all’anima vintage della collezione, una micro-capsule lussuosa reinterpreta gli iconici modelli Doria in una veste total white, dedicata al mondo della cerimonia. 

Panama raffinati color tufo, cinte in nuance e dettagli oro chiaro danno vita a creazioni essenziali e preziose, dedicate a momenti unici e raffinati.


NATURA: Le paglie grezze intrecciate o lavorate a crochet, declinate nelle loro nuance naturali originali, si accendono tramite a cinte dall’aspetto vissuto. 

Panama leggeri e sofisticati, in colori polverosi o bianchi lucenti, contrastano con le cinte dai toni intensi e decisi.

In tutti i sensi è un viaggio che consiste nel ritorno alle origini, ed è proprio tramite i sensi che deve essere vissuto: nella tattilità degli intrecci e delle trame, nella celebrazione di quel gusto «vacanze d’antan» che da sempre illumina lo spirito della Maison.

I colori ricchi e freschi celebrano le tonalità della Terra: Terracotta, Torba, Orzo, Caffè Leccese, Limoncello, Sale, Cioccolato, Caramello, Adriatico, Ionio e Aqua si intrecciano in tessuti leggeri, naturali e materici. 


AQUA: l’acqua è l’elemento che ispira la collezione “Raindrops”. Leggeri, destrutturati e completamente tascabili, questi cappelli quasi impalpabili, realizzati in tessuto waterproof e riciclato, si accendono questa stagione di nuovi colori: Cioccolato e Smokey Pink. Il primo rappresenta un iconico colore Doria, il secondo celebra la linea dell’orizzonte di Finisterre al tramonto. Accanto, l’ormai timeless linea Safari in cotone impermeabile color Tufo, omaggio alla pietra leccese, pensata per esploratori d’antan.


Uno spirito che celebra l’anima bohemien di Doria insieme ai suoi valori più profondi: artigianalità, alta sartoria e savoir-faire tramandato negli anni, di cui la terra d’origine del brand è intrisa.

Tutte le forme iconiche di Doria , Drop, Fedora, Gauchos e Western, si intrecciano in una collezione che strizza l’occhio agli anni d’oro del cinema italiano, in un viaggio retrò ispirato agli anni ’50 e ’60.

Una collezione raccontata nella meravigliosa cornice della Masseria Partemio, luogo capace di racchiudere raffinatezza e autenticità, tradizione ed innovazione, in perfetta sintonia con il concept del Brand.

Un viaggio raccontato attraverso le immagini profonde e glamour di Mauro Lorenzo.



Nicoletta Curradi 

martedì 26 maggio 2026

The Place Firenze presenta la proposta sleepwear in collaborazione con Flora Lastraioli

 






In occasione di Pitti Uomo 110, THE PLACE Firenze e la Fondazione The Place of Wonders, presentano un progetto che intreccia ospitalità, manifattura artigianale e cultura del vivere contemporaneo attraverso una proposta di sleepwear uomo e donna, realizzata insieme allo storico laboratorio fiorentino di lingerie Flora Lastraioli.

Più che una collezione moda, il progetto rappresenta un’estensione dell’esperienza di ospitalità firmata THE PLACE: un linguaggio che supera lo spazio dell’hotel per trasformarsi in rituale quotidiano, in una forma di lusso autentico da vivere nella propria dimensione più intima e personale.

 

La collaborazione prende vita grazie alla Fondazione The Place of Wonders, realtà dedicata alla promozione e alla salvaguardia delle eccellenze artigianali e culturali del territorio attraverso iniziative che favoriscono l’incontro tra tradizione, creatività contemporanea e valorizzazione del know-how locale. La scelta di affiancarsi a Flora Lastraioli, uno dei “Wonders” sostenuti dalla Fondazione, nasce dal desiderio di instaurare un dialogo con una manifattura che custodisce il patrimonio fiorentino attraverso tecniche che uniscono memoria storica, sensibilità estetica e cura sartoriale. Un savoir-faire che emerge in ogni dettaglio del progetto, concepito come un racconto senza tempo, raffinato ed essenziale.

 

Flora Lastraioli x THE PLACE Firenze si compone di un pigiama uomo, un pigiama donna e bermuda coordinati, sviluppati per riflettere l’eleganza discreta e l’identità sofisticata dell’hotel. I capi sono realizzati in popeline di cotone organico e nascono da un pattern grafico ispirato direttamente alla brand identity della struttura, sviluppato a partire dallo studio dei disegni e delle proporzioni rinascimentali di Leon Battista Alberti, con particolare riferimento ai principi di solidità, funzionalità e bellezza espressi nel suo De Re Aedificatoria e applicati anche alla facciata di Santa Maria Novella. L’indagine sul suo linguaggio architettonico e tipografico, condotta a pochi passi da THE PLACE Firenze, ha tradotto elementi strutturali e ornamentali in una trama contemporanea essenziale e modulare, capace di coniugare rigore formale e sensibilità decorativa. Questo processo creativo dà vita a un dialogo armonico tra design tessile e interior aesthetic, trasformando il prodotto in un’estensione naturale dell’esperienza The Place. La palette cromatica, declinata nei toni del verde chiaro e del verde profondo, è stata studiata per evocare equilibrio, raffinatezza e continuità con l’atmosfera elegante dell’hotel.

 

Per il modello uomo è stato sviluppato un pigiama dal taglio sartoriale classico, rifinito con rever realizzati nel tessuto stampato personalizzato, dettaglio che conferisce carattere e riconoscibilità al capo mantenendo un’eleganza senza tempo. Lo stesso approccio stilistico è stato reinterpretato nella proposta femminile, con una silhouette raffinata e contemporanea che reinterpreta la tradizione del nightwear attraverso linee essenziali e dettagli coordinati nel medesimo pattern esclusivo. I capi uniscono comfort, eleganza rilassata e attenzione ai dettagli, traducendo l’atmosfera intima dell’hotel in una proposta pensata per accompagnare il momento più privato del quotidiano.

 

 

Ogni creazione viene interamente sviluppata e confezionata a Firenze attraverso lavorazioni artigianali che valorizzano il tempo della manifattura, la precisione del gesto e la qualità dell’abilità locale.

 

Lo sleepwear diventa così simbolo di una nuova idea di slow luxury, dove comfort, estetica e artigianalità convivono in modo naturale, dando forma a un’esperienza che celebra il piacere della dimensione privata e il fascino dell’ospitalità italiana.

 

Attraverso questa collaborazione, The Place of Wonders e THE PLACE Firenze confermano il proprio impegno nella tutela e nella valorizzazione dei saperi artigianali, sostenendo la produzione locale e la trasmissione di competenze che appartengono al patrimonio culturale del territorio. Una visione condivisa da tutte le realtà del gruppo The Hospitality Experience, gruppo italiano di proprietà e gestione diretta della famiglia Babini, che promuove un modello di ospitalità fondato sulla relazione tra eccellenza, identità locale e cultura del territorio.

 

La proposta sleepwear sarà presentata a chiusura della prima giornata di Pitti Uomo 110, il 16 giugno, con un cocktail party ospitato presso THE PLACE Firenze a partire dalle ore 17.30.



Nicoletta Curradi