Ora di Ottawa

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mercoledì 23 settembre 2026

Presentato a Villa Bardini il Bilancio di Sostenibilità di Opera Laboratori

Il Bilancio di Sostenibilità 2025 di Opera Laboratori traccia la rotta aziendale tra crescita, innovazione e rispetto per il territorio, puntando dritto al 2027 e alla sfida del progetto ExCelle. 




I pilastri del report

Condivisione della bellezza: Valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano. 

Rispetto e luce: Il concept del bilancio si fonda sull'idea della "luce", intesa come un gesto delicato che mette in risalto arte e natura senza prevaricarle. 

Tradizione e innovazione: Unire il sapere artigianale e tradizionale alle nuove tecnologie. 

Impegno sociale e ambientale: Promozione dei diritti umani, parità di genere, uso di energia rinnovabile e percorsi turistici sostenibili. 


Nel 2025 Opera Laboratori ha accolto oltre 17,7 milioni di visitatori (17.709.438) negli 86 siti museali gestiti su tutto il territorio nazionale, un dato che conferma la ripresa robusta del settore culturale e turistico italiano. I visitatori hanno usufruito di 15,3 milioni di titoli di accesso, di cui oltre 4 milioni gratuiti grazie a iniziative sociali come le domeniche al museo, accompagnati da oltre 8.000 visite guidate e quasi 2,1 milioni di audioguide distribuite. Le prenotazioni gestite sono state 7,5 milioni. Un approccio che mette al centro non soltanto la gestione dei luoghi della cultura, ma la capacità di prendersene cura costruendo intorno ad essi competenze, servizi e nuove opportunità di fruizione.

In questa prospettiva, un ruolo sempre più strategico è quello dei Laboratori, vero elemento distintivo del modello Opera e nucleo di origine della società nel 1991. Falegnameria, scenografie, restauro e lavorazione dei materiali, progettazione e allestimento costituiscono una filiera produttiva che permette di seguire internamente fasi diverse della realizzazione di mostre, allestimenti museali e grandi progetti culturali. Sono 147 i progetti sviluppati nel 2025 per 110 committenti, a testimonianza di una capacità che coniuga sapere artigianale, innovazione tecnologica e ricerca, arrivando alla produzione di allestimenti, scenografie, ricostruzioni e repliche artistiche. Tra le competenze distintive rientra la realizzazione di percorsi touchable ma anche l’utilizzo dei materiali brevettati come le rocce sintetiche: Operae Naturae Rockwork e Opera Acquarium Naturae, sviluppati per parchi divertimento, parchi a tema e acquari.


Sul fronte economico, i ricavi delle vendite e delle prestazioni raggiungono 83,7 milioni di euro, in crescita del 10,53% rispetto ai 76 milioni del 2024, mentre il valore della produzione sale a 84,5 milioni di euro (+4,1%). L’EBITDA (margine operativo lordo) si attesta a 5,9 milioni di euro e il valore economico generato e distribuito raggiunge 74,06 milioni di euro, di cui il 40,86% destinato al personale e il 56,04% ai fornitori del territorio. Sul piano sociale, Particolarmente significativo è il ruolo del capitale umano, l’organico conta 808 dipendenti, con una prevalenza femminile: le donne rappresentano il 60,4% della forza lavoro.


Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 


giovedì 17 settembre 2026

All'Innovation Center la presentazione del World Investment Report 2026

 



Presentazione del World Investment Report 2026. Appuntamento giovedì 17 settembre





La Regione Toscana e Invest in Tuscany ospitano a Firenze, in esclusiva e come prima e unica tappa italiana, la presentazione del World Investment Report 2026, lo studio annuale sugli Investimenti Diretti Esteri (Ide) curato dall’Unctad (la Conferenza delle Nazioni Unite su Commercio e Sviluppo). L'iniziativa, dopo il lancio ufficiale avvenuto lo scorso luglio nella sede Onu di Ginevra, costituisce la tappa ufficiale di avvicinamento a Selecting Italy, il forum nazionale di riferimento promosso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome sulle strategie di attrazione dei capitali esteri.


Parteciperà, tra gli altri, il presidente della Regione Eugenio Giani.


L'appuntamento è fissato per domani, 17 settembre, presso Innovation Center / Lungarno Soderini, 21 Firenze, con inizio dei lavori alle ore 10.



Nicoletta Curradi

venerdì 4 settembre 2026

Un autunno incantato a Villa Agape



Nuovi format tra cucina toscana contemporanea e convivialità nella villa rinascimentale affacciata su Firenze




Immersa nel verde delle colline che circondano Piazzale Michelangelo, Villa Agape, struttura del brand di hospitality Place of Charme, rinnova la propria stagione di esperienze gastronomiche.


Protagonista è il Ristorante La Duchessa, che amplia la propria offerta riconfermando due nuovi format lanciati la scorsa primavera: il brunch domenicale e gli aperitivi serali nel parco, pensati sia per il pubblico locale sia per chi desidera vivere Firenze da una prospettiva più raccolta.


Il brunch della domenica: i sapori autentici dell’autunno toscano


Pensato come un vero e proprio viaggio gastronomico, il brunch de La Duchessa si articola in cinque percorsi gastronomici pensati per soddisfare ogni preferenza: pesce, carne, una proposta ispirata al breakfast continentale rivisitato in chiave contemporanea, il grande classico del pranzo domenicale italiano e un'opzione interamente vegana. A chiudere, una selezione di dessert della casa.


Il tutto immerso nella quiete del parco storico della villa, tra giardini all’italiana e scorci panoramici sulla città.


Le prossime date:


Settembre: 6, 13, 20, 27


Ottobre: 4, 11, 18, 25


Aperitivi al tramonto: il venerdì d’autunno tra gusto e atmosfera


Oltre al brunch, la stagione autunnale 2026 rinnova il calendario di appuntamenti dedicati all’aperitivo, in programma in alcune date selezionate da settembre e ottobre.


Dalle 19 alle 21 gli spazi esterni della villa – e in particolare il giardino e l’area della Limonaia – si trasformano in un luogo informale e accogliente dove vivere il tramonto tra cocktail e proposte gastronomiche pensate per la condivisione.


La formula prevede un drink accompagnato dal buffet “Finger Agape”, un percorso di piccoli assaggi che reinterpretano la tradizione toscana in chiave contemporanea.


Un momento pensato per un pubblico trasversale, tra residenti e ospiti, che combina qualità della proposta e unicità del contesto.




Le prossime date:


Settembre: 4, 11, 18, 25


Ottobre: 2, 9, 16, 23, 30


Alcuni cenni sulle origini di Villa  Agape, dimora rinascimentale immersa in uno dei parchi privati più suggestivi di Firenze, realizzato su richiesta della Duchessa d’Aosta e caratterizzato da un giardino all’italiana con piante rare e scorci panoramici sulla città.

Qui l’esperienza gastronomica si intreccia con quella del luogo: tra arte, natura e storia, la villa offre un rifugio a pochi minuti dal centro, dove rallentare e riscoprire il piacere del tempo.


Il ristorante La Duchessa, aperto anche al pubblico esterno, si inserisce in questo contesto con una proposta che valorizza la cucina toscana e italiana, attenta alle diverse esigenze alimentari e orientata alla qualità delle materie prime.


Con la ripresa del brunch domenicale e degli aperitivi del venerdì, Villa Agape continua a rafforzare il proprio ruolo come luogo da vivere non solo per soggiornare, ma anche per condividere momenti di convivialità in una delle cornici più affascinanti di Firenze.


https://www.villaagape.it/


Fabrizio Del Bimbo 


domenica 30 agosto 2026

Oltre la spiaggia: il lato segreto e millenario di Rimini

 




Basta fare pochi passi lontano dal mormorio della spiaggia e dal sole che infiamma l'asfalto per scoprire che Rimini non ha una sola anima. Oltre la soglia del Museo della Città, il tempo cambia passo. A dare il benvenuto non sono le grida gioiose della riviera, ma il silenzio denso di duemila anni, custodito nella lucentezza di un mosaico o nel profilo sottile di un antico bisturi di bronzo.




Il Museo della Città di Rimini 'Luigi Tonini" si trova in Piazza Ferrari a Rimini e racconta la storia del territorio da un milione di anni fa fino all'età contemporanea. 


Il museo occupa un antico collegio dei gesuiti del Settecento nel centro della città. Le sale ampie accolgono i visitatori in un viaggio tra archeologia e arte. 




Il percorso espositivo si divide in diverse sezioni di grande valore:

La Domus del Chirurgo custodisce i resti di una casa romana. Conserva un set unico di strumenti medici antichi.

 Pinacoteca raccoglie dipinti e affreschi dal Trecento al Seicento con i opere di artisti famosi come il Guercino.

Questo luogo svela l'anima nascosta di Rimini e mostra come la città è cambiata nel corso dei secoli. È una tappa perfetta per chi ama la cultura e la storia antica.]

https://www.museicomunalirimini.it/


Nicoletta Curradi 

martedì 25 agosto 2026

Suggestive esperienze di fine estate all'hotel La Poata

 



Quando il caldo più intenso dell’estate inizia ad attenuarsi, la Val d’Orcia entra forse nella sua stagione più affascinante. Il paesaggio si fa più morbido, nei vigneti comincia la vendemmia e, intorno a Montalcino, tutto torna a parlare di Sangiovese, Brunello e della nuova annata.


Nel cuore di questo scenario si trova Hotel La Posta a Bagno Vignoni, punto di partenza ideale per raccontare una forma tutta toscana di benessere.


Qui, infatti, il wellness va ben oltre la Spa. Significa iniziare la giornata con una passeggiata tra le colline d’autunno, scoprire a pranzo i sapori del territorio, concedersi nel pomeriggio un calice di vino in cantina e concludere la giornata immergendosi nelle calde acque termali. A completare l’esperienza, meditazione con gong, yoga e, soprattutto, tempo da dedicare a sé stessi.


Il sabato sera le piscine termali restano aperte fino alle 22:45, per vivere un’esperienza particolarmente suggestiva: un bagno nelle acque calde sotto il cielo stellato della Val d’Orcia.




Anche il passaggio dall’estate all’autunno viene celebrato con alcuni appuntamenti speciali:


28 agosto: Cena di pesce nel parco, seguita da un bagno termale sotto le stelle.


12 settembre: Swim & Sip con musica dal vivo, aperitivo e cena direttamente a bordo piscina.


Un possibile spunto  per una esperienza di fine estate o d’autunno in Toscana, tra vendemmia, acque termali, cucina del territorio e slow travel.

https://www.lapostahotel.it/it/

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 22 luglio 2026

Calici di stelle 2026 alla Tenuta di Nozzole

       


                                                                                            


La magia dell’estate incontra l’eccellenza del vino


Tenuta di Nozzole, Domenica 10 Agosto


 


Una serata in cui il fascino del cielo stellato, la bellezza delle colline del Chianti, l’eleganza di grandi vini, la musica e la gastronomia si incontrano per dare vita a un’esperienza destinata a lasciare il segno. È questo lo spirito di Calici Sotto le Stelle 2026, l’evento promosso da Ambrogio e Giovanni Folonari nella prestigiosa Tenuta di Nozzole, storica cantina di Greve in Chianti.


L’edizione 2026 sarà dedicata a un anniversario speciale: i 40 anni de La Pietra Chardonnay Toscana IGT, celebrati con una prestigiosa mini verticale di due annate storiche che permetterà agli ospiti di scoprire l’evoluzione di un vino che ha contribuito a scrivere la storia dell’enologia toscana.


A esaltare la degustazione, l’Antica Macelleria Cecchini proporrà una cena con grigliata di carne a vista, interpretando i sapori più autentici della tradizione toscana in un percorso gastronomico pensato per accompagnare i vini della serata.


L’appuntamento è per il 10 agosto 2026, dalle 20.00 alle 24.00, sulla terrazza panoramica della Tenuta di Nozzole, affacciata sui vigneti. Tra la luce dorata del tramonto e un cielo punteggiato di stelle, gli ospiti potranno vivere un’esperienza immersiva all’insegna del vino, della convivialità e della bellezza del territorio.


A rendere l’atmosfera ancora più speciale sarà la presenza di Giovanni Folonari, Presidente dell’azienda, che dichiara:


“Aprire le porte della Tenuta di Nozzole in occasione di Calici Sotto le Stelle significa creare connessioni, raccontare il territorio e lasciare un ricordo indelebile. È questo il modo in cui immaginiamo il futuro del vino italiano.”


La serata sarà accompagnata dal dj set di @Ander_off, tra i nomi più interessanti della scena musicale contemporanea. Per il quarto anno consecutivo torneranno inoltre gli esperti dell’Associazione Astrofili Fiorentini, che guideranno gli ospiti nell’osservazione delle costellazioni e della Luna, regalando un’esperienza ancora più suggestiva.


A completare il programma sarà la presenza di @stiligrafica_livepainting, che realizzerà dal vivo raffinati ritratti ad acquarello, offrendo ai partecipanti un ricordo unico e personalizzato dell’evento.


Nel corso della serata sarà inoltre possibile visitare la barricaia e la storica cantina di Nozzole, con due visite guidate disponibili su prenotazione.


La quota di partecipazione è di 75 euro a persona. Sono previste gratuità e riduzioni per i ragazzi. Gli animali non sono ammessi.


L’evento è a numero chiuso. Si consiglia pertanto di prenotare con anticipo, segnalando eventuali allergie, intolleranze alimentari, preferenze o esigenze di accessibilità al momento della prenotazione, al seguente indirizzo Visite e Degustazioni Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute (tenutefolonari.com)


Nicoletta Curradi

lunedì 13 luglio 2026

I grandi del Rinascimento e del Vedutismo in mostra a Biaf 2026 con Matteo Salamon






Firenze, Palazzo Corsini, dal 26 settembre al 4 ottobre

 

Per la XXXIII edizione di Biaf, Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, la storica galleria milanese Matteo Salamon propone una selezione di dipinti di grande prestigio, realizzati dal tardo Gotico alla metà del Settecento. Alla tradizionale rassegna fiorentina Salamon presenta infatti, oltre ad alcuni rari dipinti a fondo oro del primo Quattrocento, una Madonna con Bambino, realizzata dal pittore rinascimentale Bernardino Luini all’apice della sua carriera: l’artista si cimenta in una versione particolare di un soggetto che gli è caro. E con uno stile maturo, che fonde le diverse suggestioni per approdare a composizioni di assoluta armonia. In mostra figura anche Sant’Antonio da Padova, dipinto attorno al 1538 da Gaudenzio Ferrari, lombardo definito da Vasari “eccellentissimo, pratico et espedito”: dopo la conoscenza dell’opera di Perugino e Raffaello, Gaudenzio giunge a un linguaggio con figure che esprimono in maniera naturalistica gli “affetti”. Infine, nel percorso di Biaf tocca a un capolavoro di Canaletto, il maestro del Vedutismo il cui catalogo si arricchisce proprio dell’opera proposta, che racconta vicissitudini legate ai restauri e segreti della pennellata di Canaletto. 

 

LA MISURA CHE DIVENTA ARMONIA

Il percorso si apre con la Madonna con Bambino, proveniente dalla collezione Litta Modignani di Milano, un’opera autografa di Bernardino Luini (1480/1482 - 1532), fra i maggiori artisti del Rinascimento lombardo, che esordisce con impianti spaziali affini alla tradizione veronese, per poi guardare a Zenale, Bramantino, Leonardo. Risultato? Uno stile controllato, misurato, un classicismo purista attraversato da una vena narrativa accattivante, in sintonia con l’ambito umanistico milanese dell’epoca. Il dipinto proposto da Matteo Salamon è realizzato probabilmente nel momento di maggior successo della carriera di Luini, che qui si misura con una versione originale di un soggetto che gli è molto caro. Maria, seduta con uno scialle sul capo, con la mano sinistra accarezza il petto del Bambino, che sgambetta e sorride. Sullo sfondo, a destra, un drappo verde si apre su uno specchio d’acqua e sui monti, secondo un motivo veneto riproposto anche dai pittori leonardeschi. I colori vivaci, quasi ad effetto smaltato, e i passaggi chiaroscurali tenui sono caratteristici di Luini e della pittura lombarda del primo Cinquecento.  Il volto della Vergine con le sopracciglia arcuate e il mento affusolato è invece un tratto caratteristico dell’artista, che ricorre ad esempio nella sua Maddalena di Washington, mentre la mano della Madonna, con il mignolo piegato è uno stilema ricavato dalle mani in preghiera, presente nella Vergine del Compianto giovanile di Budapest. L’espressione, i movimenti vivaci del Piccolo guardano ai “moti” di Leonardo, ma con la compostezza che caratterizza lo stile di Luini. Il dipinto del 1520 si può collegare a soggetti analoghi, come la Madonna con il bambino della Wallace Collection di Londra.

 

COLLOQUI DI SGUARDI E GESTI

Sempre legata al classicismo la tavola Sant’Antonio da Padova, dipinta attorno al 1538, rappresenta un tassello importante nel percorso artistico di Gaudenzio Ferrari (1475 - 1546), poiché faceva parte della pala realizzata dall’artista per la chiesa di Santa Chiara a Milano, struttura delle Clarisse le cui religiose provenivano dalle famiglie più prestigiose di Milano, poi inglobata nell’edificio del Monte di Pietà. La pala, collocata sull’altare maggiore, nel punto di maggior prestigio, rappresentava la Madonna con il Bambino, affiancata da Santa Chiara e Sant’Antonio da Padova e sormontata da due angioletti reggi corona. L’insieme viene smembrato e dal 1782 è soggetto a diversi passaggi di mano, ricostruiti per la rassegna monografica dedicata all'artista nel 2018 a Varallo, Vercelli e Milano. Oggetto di una rivalutazione critica negli ultimi decenni, il primo dipinto della fase milanese di Gaudenzio testimonia i legami stretti con i Francescani Osservanti. Che dagli esordi hanno favorito i rapporti di Ferrari con gli ambienti artistici milanesi del tardo Quattrocento, e con i suoi nomi di punta, quali Bramante e Leonardo. A queste suggestioni l’artista ne ha aggiunte altre, guardando a Perugino e Raffaello, per arrivare a una fusione armonica dei suoi modelli in un linguaggio con figure legate da un fluire ritmico e connotate da una resa naturalistica delle espressioni e degli affetti. Anche il Sant’Antonio da Padova, da ascrivere alla fase matura dell’artista, è caratterizzato dal classico attributo del giglio che indica purezza e da sguardo e gesti trattenuti, posti in risalto dal tessuto rosso che fa da sfondo alla pala.

 

I SEGRETI DI CANALETTO

Un impianto prospettico rigoroso contraddistingue anche l’opera che pone in primo piano Palazzo Pesaro, edificio barocco che si apre sul Canal Grande e viene restituito da Canaletto (1697 - 1768), al secolo Giovanni Antonio Canal, con una luce enfatizzata che proviene da nord est e accarezza le altre strutture nel cuore di Venezia. E con la fusione di architettura e natura che connota il percorso del vedutista, sempre alla ricerca di un’attenta resa atmosferica. Il dipinto Il Canal Grande Verso Sud-Est, Dal Palazzo Pesaro Al Fondaco Dei Tedeschi, Venezia, finora inedito, segna un’importante new entry nel catalogo di Canaletto, con firma per esteso, accompagnata dalla data, con la quale forse il pittore intende differenziarsi dal lavoro del nipote Bernardo Bellotto. La tela del 1744 è connotata da un impianto prospettico rigoroso, dalla cura dei particolari e da una luce rosata, caratteristiche della maturità di Canaletto. Ma riprende gli schizzi realizzati attorno al 1730 con la camera ottica, per far fronte alle numerose commissioni di vedute. Il dipinto proposto a Biaf 2026, ha il cielo solcato all’orizzonte da nuvole lunghe e strette, mentre nella parte più in alto ci sono morbidi cumuli bianchi. Le figure, rese con tocchi fluidi, sono accurate, dalle teste piccole ai nasi a pallina, come nelle tele delle Collezioni Reali britanniche. Canaletto in questo dipinto rappresenta Palazzo Pesaro con una centralità che ricorre di rado nella sua pittura.

Il restauro recente ha messo in luce alcuni dettagli tecnici abituali in Canaletto, come la preparazione di colore diversificato, bruno rossastro sotto la pittura del cielo, aranciato sotto quella delle case e dell’acqua. Il dipinto ha subito nel passato almeno due restauri invasivi, le cui tracce sono state eliminate per procedere a una rispettosa ricostruzione della pellicola pittorica.

 

MATTEO SALAMON OLD MASTERS

Matteo Salamon ha aperto la sua galleria alla fine degli anni '90, orientandosi verso la pittura italiana, con un'attenzione specifica alle opere toscane del XIV e XV secolo e al Vedutismo veneziano del XVIII secolo; inoltre, ha portato avanti con entusiasmo la tradizione familiare di competenza nel disegno italiano dal XV al XVIII secolo.

Negli ultimi trent'anni, la Galleria Salamon è diventata un punto di riferimento a livello internazionale per collezionisti e studiosi. Matteo collabora con i più importanti restauratori italiani in ambito pittorico e con gli storici dell'arte, incaricati di studiare le opere e di ricostruirne la provenienza con la massima precisione e accuratezza. 

A tal proposito, Matteo predilige acquisire dipinti da collezioni private, avvalendosi della consolidata familiarità della sua famiglia con alcuni dei più importanti collezionisti europei. Infine, la galleria è molto attenta ai rapporti personali. 

 

Nicoletta Curradi