Ora di Ottawa

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martedì 5 giugno 2018

Preziose incisioni In mostra a Casa Buonarroti



SPECULUM ROMANAE MAGNIFICENTIAE
Roma nell'incisione del Cinquecento
a cura di Stefano Corsi e Pina Ragionieri
Firenze, Casa Buonarroti, 6 giugno - 26 agosto 2018




"Come ogniuno, cortesissimi lettori, ha caro di conseguitare il fine, per il quale egli s'affatica, e fa quanto sà e quanto può; perciò imigliatamente io havendo fatto già longo tempo impresa di far stampare in servigio e piacere de virtuosi assai descrittioni, dissegni, e rittratti in carte spicciolate, 
e in slibri intieri di diverse e notabili opere antiche, e moderne; mi son risoluto per colmo della commodità di chi se ne diletta, a raccorne e stamparne un breve stratto e indice. Per mezzo del quale ciascuno possa a suo piacimento haver notitia di tutta l'industria nostra, e valersene o di tutta, 
o di parte secondo che più gli aggradisca".
Così Antonio Lafréry, editore, incisore e mercante francese presentava, intorno al 1573, l'indice di ciò che poteva essere acquistato nella sua stamperia romana di via del Parione, nel momento di massimo successo della propria attività. Si trattava di circa cinquecento pezzi, divisi in cinque sezioni, 
che andavano dalle incisioni con soggetti tratti dal Vecchio e Nuovo Testamento a quelle riproducenti edifici moderni, ritratti e medaglie, con una netta predominanza, però, di fogli dedicati ai monumenti e alle statue di Roma antica. Viaggiatori, antiquari, collezionisti ed eruditi commissionavano 
alla stamperia al Parione raccolte di incisioni che diedero luogo a veri e propri volumi che cominciarono a diffondersi già dalla fine degli anni cinquanta e che a partire dai primi anni settanta assunsero il titolo di Speculum Romanae Magnificentiae. Un'impresa nuova nel suo genere, ma che prendeva
avvio da altri repertori grafici, come il Codex Escurialensis di fine Quattrocento e gli studi dall'antico di Raffaello e bottega, di Maarten van Heemskerck, di Francisco de Hollanda.
L'origine di questa importante iniziativa editoriale si può datare molti anni prima, quando il milanese Antonio Salamanca cominciò, a partire dal 1528, a rieditare col proprio indirizzo tutti i "rami" che riuscì a rintracciare; e ne eseguì anche di nuovi, dando vita a una ricca produzione di incisioni 
prevalentemente di soggetto archeologico. A partire dal 1553 il Salamanca si associò con Antonio Lafréry, attivo a Roma sin dal 1544, e con lui rimase per diciotto anni, cioè fino alla morte. Il figlio del Salamanca, Francesco, decise di porre fine alla società; ma il Lafréry proseguì da solo, 
con straordinario successo. Seguirono le sue orme, anche se non più con la fortuna del fondatore, il nipote Claude Duchet e il cognato di questo, Giacomo Gherardi. Una parte dell'eredità andò anche al pronipote Etienne Duchet, che cedette le lastre a Paolo Graziani, unitosi poi a sua volta 
a Pietro de' Nobili.
Ogni esemplare dello Speculum si presenta dunque come un'opera a sé, non solo per la varietà del numero di fogli e soggetti contenuti, ma anche per la molteplicità degli stampatori ed incisori che firmano i vari pezzi. Il Lafréry infatti non incluse nella sua produzione solo elementi stampati 
nella propria bottega, ma anche lavori di altri stampatori, sia romani che veneziani. A ricostruzioni di architetture antiche minuziose e particolareggiate, eseguite con estremo rigore scientifico, se ne alternano altre nelle quali il monumento risente della sensibilità dell'incisore. A opere riprodotte 
con evidenti scopi didascalici e per le quali si precisa luogo di ritrovamento e collezione di provenienza se ne affiancano altre, che si presentano invece come invenzioni moderne, con vaghe reminiscenze dell'arte classica tratte da disegni di artisti più o meno famosi.

La Casa Buonarroti possiede un esemplare dello Speculum costituito da ottantaquattro pezzi; i soggetti illustrati vanno dagli edifici antichi e moderni (molti quelli michelangioleschi) alle statue e rilievi romani. Si potranno ammirare in questa mostra cinquantadue bellissime incisioni. 
Mostra e catalogo ripetono l'esposizione che si tenne in Casa Buonarroti dal 23 ottobre 2004 al 2 maggio 2005, e sono dedicati, come la Sala archeologica del museo, alla memoria di Stefano Corsi, scomparso in giovane età nel 2007.

Firenze, Museo della Casa Buonarroti
Biglietto d'ingresso 
€ 6.50 intero; € 4.50 gruppi e scuole di ogni ordine e grado
Orario di apertura della mostra e del museo
10.00-17.00; chiuso il martedì; su prenotazione, aperture straordinarie fuori orario per gruppi


Casa Buonarroti, via Ghibellina, 70, Firenze, tel +39 055 241 752; 


Nicoletta Curradi 



La nuova sala di Raffaello e Michelangelo agli Uffizi


Dal 4 giugno le opere di Michelangelo e Raffaello sono esposte insieme nella stessa sala agli Uffizi. Nella grande sala numero 41 del corridoio di ponente, che fino all’ottobre 2016 ha ospitato i dipinti di Sandro Botticelli riallestiti in nuovi spazi, è nato ora un nuovo allestimento volto a far sentire la diversità delle voci artistiche e gli scambi tra Raffaello e Michelangelo, che dal 1504 al 1508 erano contemporaneamente a Firenze.
Insieme all’adiacente Sala di Leonardo, che aprirà tra poche settimane, la nuova sala che riunisce i capolavori di Raffaello e Michelangelo celebra il periodo davvero unico nella storia dell’umanità, quando in città, nel giro di un pugno di anni, i più grandi artisti del mondo crearono le opere iconiche che oggi fanno parte dell’idea universale del Rinascimento in Italia. La fioritura delle arti durante la prima Repubblica Fiorentina del gonfaloniere Piero Soderini (1498-1512) fu infatt
dominata dalla concorrenza tra numerosi protagonisti di un mecenatismo illuminato, e pertanto la nuova installazione riporta alla luce il ruolo di committenti privati, come i Doni – oltre al Papa, gli unici committenti che riuscirono a strappare capolavori sia a Michelangelo, sia a Raffaello – e i Nasi, per i quali l’Urbinate dipinse la Madonna del Cardellino. Questo capolavoro, insieme alle altre opere del maestro, viene dunque riabilitato dalla postazione nell’angusto corridoio del primo piano dove è stato esposto per sei anni, dal giugno 2012, e salendo di nuovo al piano alto della galleria, si riunisce al Tondo Doni di Michelangelo, dipinto all’incirca nello stesso periodo. Al Tondo si affiancano i due ritratti di Maddalena e Agnolo Doni di Raffaello, giunti da Palazzo Pitti: in questo modo si ricostituisce il nesso storico tra opere volute da uno stesso committente e originariamente ospitate nello stesso palazzo, e si documenta inoltre la reazione di Raffaello a Leonardo da Vinci, le cui opere saranno esposte a breve nella vicina sala 35.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, sottolinea che “la nuova installazione sostituisce all’esibizione paratattica di capolavori isolati e feticizzati il principio del dialogo tra le opere, gli artisti e i loro committenti, e invita gli spettatori a scoprire e ripercorrere gli scambi artistici tra i grandi del passato. Per questo motivo entra in scena una terza personalità che grazie al confronto con Raffaello riguadagna la propria voce da solista: Fra Bartolommeo (1473-1517), domenicano di San Marco e strettissimo amico del Sanzio, col quale dall’arrivo di quest’ultimo in città nel 1504 si instaura uno scambio intenso e ricco di conseguenze, che il visitatore infatti ora potrà ripercorre attraverso i quadri esposti”.



Allo stesso tempo, il supposto Ritratto di Perugino attribuito a Raffaello da gran parte della critica, è spostato nella sala  27 per lo stesso principio di dialogo ideale tra opere e artisti, che sono evocati anche nelle loro sembianze, per farli sentire più presenti durante la visita.
Ne esce avvantaggiata anche la Galleria Palatina, il più importante nucleo di opere di Raffaello al mondo: invece di 11 in futuro ospiterà addirittura 12 opere del pittore di Urbino. Grazie infatti al trasferimento dagli Uffizi del Ritratto di giovane con la mela (forse Francesco Maria della Rovere), a Palazzo Pitti viene ad essere documentata anche la ritrattistica dell’ultimo periodo dell’artista a Urbino, rafforzando così il concetto all’origine della trasformazione della Sala del Saturno in uno spazio dedicato al Sanzio, che documenti lo sviluppo artistico del pittore attraverso tutte le fasi della sua biografia. Questo aspetto viene vieppiù approfondito grazie alla ricollocazione, sempre nella Sala di Saturno, della Testa di Maria Maddalena di Pietro Perugino (1494), maestro di Raffaello. Anche il magnifico Ritratto di Leone X è destinato a tornare a Palazzo Pitti  – da dove fu tolto solo negli anni ’50 del Novecento – dopo il suo restauro attualmente in corso all’Opificio delle Pietre Dure. Sarà dunque un rientro in grande stile, e un ricongiungimento con l’altro grande ritratto papale di Raffaello, Giulio II,  che dagli Uffizi si trasferisce alla Galleria Palatina e che sarà possibile ammirare fin da subito, nella parete già occupata da un cinquecentesco Ritratto di scultore destinato al nuovo allestimento degli autoritratti e ritratti di artisti agli Uffizi (dove sarà anche  l’Autoritratto del Sanzio). 





La Sala di Saturno alla Palatina diventerà in questo modo una specie di mostra permanente di dipinti di Raffaello, un miracolo possibile solo a Firenze: attraverso capolavori assoluti, al racconto dello sviluppo stilistico dell’artista nell’arco della sua intera carriera si aggiungerà una lettura unica e inedita, dedicata alla ritrattistica per così dire “curiale” dell’Urbinate, con ben quattro capolavori che contano il commovente ritratto tardo di Giulio II, quello dell’umanista volterrano Fedra Inghirami insieme al papa suo patrono Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, e quello del Cardinal Bibbiena che di Leone X fu strenuo sostenitore. Un capitolo di suprema ritrattistica rinascimentale, e un brano cruciale di storia, raccontati in pochi metri quadrati.
Con i nuovi allestimenti e spostamenti si opera una rivoluzione al contrario, perché si torna di fatto alle origini e si ristabiliscono alcuni importanti assetti collezionistici: agli Uffizi i coniugi Doni possono dunque di nuovo guardare, almeno in effige, il Tondo di Michelangelo che avevano commissionato (e lautamente pagato), probabilmente per la nascita della figlia Maria. Per questo privilegio ritrovato, Palazzo Pitti ne risulta risarcito di molti capolavori, e di importanti restituzioni tra i quali anche la Natività del grande manierista Francesco Salviati, che era stata trasferita agli Uffizi negli anni Cinquanta del Novecento.
Tutto il progetto del restauro e della risistemazione della sala di Raffaello e Michelangelo è stato generosamente offerto dagli Amici degli Uffizi e dai Friends of the Uffizi Galleries, le uniche associazioni senza fini di lucro interamente dedicate al sostegno, alla tutela e alla valorizzazione delle Gallerie degli Uffizi. Emanuele Guerra, vice-presidente di entrambe, commenta: “Venticinque anni fa nasceva l’Associazione Amici degli Uffizi, a cui sarebbe seguita, nel giro di pochi anni, l’Associazione gemella negli Stati Uniti: e’ un anniversario significativo, che riporta alla memoria la ferita inferta agli Uffizi, alla Citta’ e all’intera società civile, ma che, con l’apertura della sala dedicata a Raffaello e Michelangelo, rappresenta l’auspicio e il segno di una vera e propria “renovatio humanitatis”. Tra le prime opere restaurate col sostegno degli Amici degli Uffizi e’ stata L’adorazione dei pastori di Gherardo delle Notti: l’ultimo restauro sostenuto e’ quello de L’adorazione dei Magi di Leonardo: ancora oggi, l’associazione conferma il suo supporto alle Gallerie e guarda ai futuri impegni, senza soluzione di continuità , grazie alla partecipazione di tutti coloro che la sostengono e che, anche da oltre Oceano, intendono essere protagonisti di questa esperienza. A tutti loro deve andare la nostra gratitudine e a tutti coloro che, stampa compresa, ne sapranno farsi portavoci.”

Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 4 giugno 2018

Doria 1905 a Pitti Uomo 94




Doria 1905

HAVE A NICE HAT TRIP – SS19 – THE ICONIC UNISEX COLLECTION



L’andare da un luogo ad altro luogo, per lo più distante, per diporto o per necessità.
Il tema Viaggio, che scandisce le stagioni di Doria, abbatte le barriere tra spazio e tempo, oltrepassa i limiti degli universi maschili e femminili approdando in una dimensione assoluta in cui la bellezza dimentica generi e definizioni.
Viaggio è anche alternanza di stili, modi e interpretazioni di un accessorio che più di ogni altro mette in luce l’autentico IO. Un viaggio in cui Lui e Lei si scambiano i ruoli, riscoprendo il gioco delle differenze.
La nuova collezione supera i confini di tempo e di genere, dando vita a stimolanti suggestioni da comporre, scomporre, sovrapporre. Da un luogo all’altro, da Lui a Lei, i canoni tradizionali vengono ribaltati.
Doria1905, ora più che mai, è definitivamente consacrato come il brand iconico e riconoscibile del mood genderless, accentuando la direzione della moda internazionale, proponendo un gusto trasversale che supera le separazioni tra i generi con uno stile unico e alternativo.
Affermando in modo sempre più incisivo il concept che l’ha visto nascere, Doria 1905 si esprime in un cappello unico, in un unico mood per Lui e per Lei, da declinare per attitudine o necessità, al femminile e/o al maschile.
Coerenza di ispirazione nei colori che raccontano il Salento, sempre al centro dell’universo di Doria, sovrapponendosi nelle nuance, cielo, turchino rada, tufo, Negramaro, zafferano, cioccolato, blu marino, olivo, cipolla, rosso Copertino, beige leccese. Colori e atmosfere si fondono per dare vita al disegno leit-motiv della collezione dal tratto leggero e quasi indefinito. Un mix di vintage mood e atmosfere safari, delicato e inedito: il Salento Mandala.
I modelli si costruiscono su abbinamenti inconsueti, tra classico e sporty, in cui il drop e il baseball fanno da guida a cappelli Fedora, coppole, Baker-boy cap, roller. Le grandi ali trovano la loro forma migliore tra canvas, denim, lini, erbe intrecciate, fibre di legno, per arrivare al lusso informale, come sempre in Casa Doria, di Panama colorati e preziosi mix di cotone e baby alpaca.
Al culmine del viaggio oltre le delimitazioni dei generi la top line di Doria1905, la capsule rigorosamente unisex Toodoria. Contrasti Black & White e forme pulite sono i must della linea: Drop, Fedora, Coppola, “Baker-boy”  sono decorati da discrete zip multitono, quasi leggeri pizzi di metallo. Canvas e Papier, oro, palladio e rutenio, Total white o Total black. L’esclusiva capsula Toodoria strizza l’occhio al progetto “Pop-Art” che Doria  1905 ha portato in scena in anteprima a Bologna, celebrando i 60 anni di Keith Haring. Giovani talenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna proseguiranno il percorso artistico su cappelli in cotone Zafferano, iconico colore del brand, creando pezzi unici accanto ai capi della collezione.
Le luci calde e coloratissime delle luminarie salentine trovano posto tra i colori dei copricapo e vestono le pareti dello Stand del Pitti Immagine Uomo 94 grazie ai maestri della luce dell’azienda De Cagna, produttori e ideatori delle suggestive e raffinate installazioni di luminarie più famose al mondo.
Uptodate con una “goccia” di classe, unisex e irreverente, informale e brioso, entra quindi anche tu in questo giocoso e unico universo Doria: have a nice HAT trip!


 Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 30 maggio 2018

A Siena una mostra monografica di Li Chevalier



Attraverso musica e pittura si esprimono le idee di Li Chevalier, che divide la propria identità tra due territori, quello francese e quello cinese.Nella mostra Obscure clarté, aperta dal primo giugno al Santa Maria della Scala a Siena, si rivelano tutte le sfaccettature e l’eclettismo che identifica il lavoro della pittrice, in un allestimento che trova la pace di uno spazio spoglio e al tempo  stesso suggestivo, quello dei Magazzini della Corticella. Le tele che aprono il percorso espositivo rispecchiano, in scala di grigi, la grandezza cromatica e stilistica dell’artista, che sotto la leggerezza dell’esile linea nasconde una pittura complessa e ben delineata, dove lo spessore della materia pittorica e la bellezza della tecnica emergono con tutta la loro forza.  Nell’installazione monumentale e multimediale site specific, invece, assistiamo ad un grande organico di violini, accordati sulle musiche di Karol Beffa
e ornati dalle poesie di padre Alfredo Scarciglia. L’affiancamento delle tele all’installazione dedicata al violino bilancia la fruizione delle opere, che
 oscilla sempre tra visivo e uditivo e celebra il legame appassionato dell’artista con il mondo musicale. 
Le opere in mostra rivelano la “traiettoria” spirituale dell’artista con i suoi dubbi e le sue rivelazioni, 
in un’arte che ricerca la bellezza ma che 
non si sottrae alla contemporaneità. Li Chevalier, infatti, afferma di essere profondamente contemporanea ma rifiuta appassionatamente 
iprecetti del nichilismo estetico. Le sue opere hanno un carattere primordiale: nessuna vera emozione può scaturire dal confronto con un’opera d’arte se non attraverso il prisma dell’emozione estetica.

Nicoletta Curradi 

martedì 29 maggio 2018

Il compleanno di Dante festeggiato a Marina Romea




Nei giorni scorsi il Romea Beach ha ospitato il compleanno di Dante Alighieri". 

Fra gli ospiti, il celebre artista torinese Max Petrone che ha realizzato  una sua interpretazione dantesca su una parete dello stabilimento balneare. 





Romea Beach, lo stabilimento balneare di Marina Romea che si sta caratterizzando grazie alle sue poliedriche iniziative come un vero catalizzatore per la località balneare ravennate, ha organizzato dal 25 al 27 maggio l’evento “Buon compleanno Dante Alighieri”: un modo originale per festeggiare la nascita dell’autore della Divina Commedia, avvenuta fra il 22 maggio e il 13 giugno  del 1265, ovvero 753 anni fa.

Tre giornate in cui si sono alternate letteratura, arte, enogastronomia, grazie alla partecipazione di personalità importanti che hanno sposato l’iniziativa con entusiasmo. Da Max Petrone, pittore e illustratore torinese, fra i nomi di punta dell’arte italiana contemporanea – grazie alla sperimentazione continua di nuovi stili, usando spray, olii, acrilici, grafica, video… – che  ha realizzato una sua interpretazione dantesca su una parete dello stabilimento balneare, dal pomeriggio di venerdì fino alla tarda mattina della domenica.; il professor Riccardo Pratesi, matematico fiorentino, collaboratore del museo Galileo di Firenze, ritenuto tra i migliori dantisti italiani, che ha recitato  il XII canto del Paradiso nella lingua originale del Sommo Poeta. 

Nelle due serate di venerdì e sabato il connubio fra Toscana e Romagna rappresentato da Dante è stato espresso anche a livello culinario: con una cena della tradizione toscana ed una della tradizione romagnola. Direttore artistico dell’evento Marco Miccoli, gallerista ravennate, creatore del festival di Street art e del progetto “Dante Plus: uno, nessuno e centomila volti di Dante”.

I frequentatori del Romea Beach hanno a disposizione un campo di basket a 3 che nel 2020 sarà specialità olimpica. Inoltre si consiglia di visitate le Valli di Comacchio in barca elettrica e la splendida Ravenna con i mosaici e la tomba di Dante.


Fabrizio Del Bimbo

domenica 27 maggio 2018

Cimone Outdoor Festival

Importante appuntamento per il Cimone Outdoor Festival
E' un grande evento outdoor multisport dell’Appennino emiliano-romagnolo è fissato pr  23 e il 24 giugno a Montecreto, sul Monte Cimone. Save the date!
Montecreto (MO) ospiterà la 1° edizione del Cimone Outdoor Festival, un momento di sport all’aria aperta, divertimento ed enogastronomia da vivere in famiglia o con gli amici, in contemporanea con il Cimone Bike Festival.  Cimone Outdoor Festival vi aspetta il 23 e il 24 giugno 2018  nella splendida cornice dell’Appennino emiliano-romagnolo per godere insieme un week end denso di appuntamenti dove outdoor, bike, intrattenimento e buona cucina si intrecciano.
Questo evento  offre ai visitatori un’esperienza unica, con una vasta scelta di attività da provare. Per chi sceglierà di passare il week end sul Monte Cimone, si prospetta 2 giorni caratterizzata da un’ampia offerta che vuole soddisfare i gusti di tutti gli appassionati della montagna. In particolare, sarà possibile cimentarsi nell’escursionismo fra trekking, hiking, nordic walking e trail running, grazie a percorsi appenninici per tutti i livelli, dedicati a coloro che sono già esperti, ma anche per i più piccoli e chi si cimenterà nella disciplina. Sarà possibile inoltre provare l’esperienza del vero survival immersi nei boschi del Monte Cimone e assistere a dimostrazioni di tecniche di sopravvivenza per tutti. Il mondo del fuoristrada itinerante dischiuderà i suoi segreti ai visitatori che scopriranno come allestire un vero fuoristrada per partire all’avventura, e saranno organizzati alcuni tour con partecipazione a numero chiuso. Tra le performance mozzafiato troveremo anche la highline, disciplina estrema della slackline: si tratta di un esercizio di equilibrio, che consiste nel camminare su una fettuccia di nylon tesa fra due punti. Dei professionisti esperti daranno prova delle loro abilità durante il weekend, e gli avventori del festival avranno la possibilità di muovere i primi passi sulla slackline in tutta tranquillità grazie alla test experience. Anche lo yoga sarà protagonista della due giorni a contatto con la natura, per ritrovare equilibrio e armonia. In più, la comunione col mondo mountain bike viene sancita dal fatto che il Cimone Bike Festival si svolge in contemporanea all’interno dello stesso villaggio evento, ai piedi della Seggiovia Stellaro. Questa è un'occasione per visitare dei luoghi ancora incontaminati e particolarmente belli.
Del Bimbo Fabrizio

venerdì 18 maggio 2018

Per sogni e per chimere, a Lucca una mostra dedicata al rapporto tra Puccini e le arti visive


Molto interessante e coinvolgente la mostra aperta dal 18 maggio a la Fondazione Ragghianti a Lucca. 


"Ricostruire la trama di relazioni tra Puccini e il mondo artistico, che questa mostra restituisce per la prima volta nella sua totalità".Con queste parole Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti ha illustrato il fine che si sono posti i curatori della mostra "Per sogni e per chimere. Giacomo Puccini e le arti visive", cioè Fabio Benzi, Maria Flora Giubilei, Umberto Sereni e lo stesso direttore. La mostra è stata allestita dalla scenografa Margherita Palli nei locali della Fondazione. Sarà visitabile fino al 23 settembre e nell'occasione a Viareggio aprirà al pubblico in via straordinaria la Villa del maestro, dal 26 maggio al 22 settembre.



Nella mostra, veramente suggestiva, sono esposti 160 pezzi tra dipinti, sculture, foto, documenti e oggetti, con molti inediti. I visitatori troveranno opere ispirate a Puccini, compresi dei ritratti di Giovanni Boldini, Giacomo Grosso, Lino Selvatico, Edoardo Gelli, Leonetto Cappiello, Arturo Rietti e Paolo Troubetzkoy, e ai personaggi delle sue opere. Spazio anche agli artisti milanesi con cui Puccini fu in contatto durante il suo soggiorno meneghino negli anni Ottanta dell'Ottocento: i naturalisti Pompeo Mariani e Vespasiano Bignami; gli scapigliati Tranquillo Cremona, Eugenio Gignous; i tardo-scapigliati Luigi Conconi e Roberto Fontana. Inoltre vi sono opere di pittori e scultori che hanno lasciato testimonianza dei loro rapporti con Puccini, tra cui Galileo Chini, Plinio Nomellini, Luigi De Servi, Antonio Discovolo e tanti altri. Presenti anche opere dei pittori toscani che ruotarono intorno al Club La Bohème di Torre del Lago. Puccini era anche un collezionista di opere d'arte e in particolare apprezzava Gaetano Previati. La mostra si compone inoltre di fotografie d'autore, dei manifesti dei primi melodrammi del maestro, di bozzetti scenografici, abiti ed elementi di arredamenti. Da notare il video inedito che ci mostra immagini dell'ultimo periodo di vita del maestro. 
Il direttore della Fondazione ha sottolineato l'importanza del lavoro svolto per allestire il tutto, avvenuto recuperando diversi pezzi da diversi luoghi e coinvolgendo numerosi enti. La mostra è dedicata alla memoria di Simonetta Puccini, nipote del maestro,  sottolineando che l'esposizione vuole avere anche il significato di una "riconciliazione" nei rapporti tra Lucca e la famiglia di Puccini, che non sono sempre stati idilliaci.
La mostra è realizzata dalla Fondazione Ragghianti, in collaborazione con la Fondazione Giacomo Puccini, il centro studi Giacomo Puccini, la Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini, con il patrocinio della regione Toscana, della provincia di Lucca, dei comuni di Lucca, Viareggio, Massarosa, Pescaglia e con il sostegno della Fondazione CRL. Il biglietto intero è di 5 euro, ridotto 3 euro, gratuito per alcune tipologie di visitatori. Possibili anche visite guidate per scuole e gruppi.



Nicoletta Curradi