Ora di Ottawa

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sabato 30 maggio 2020

Villa Bibbiani lancia lo shop online per le sue tichette


Dal Chianti Montalbano DOGC, ai rossi IGT Treggiaia, Pulignano e Montereggi, fino al rosato IGT Flora: pronti da degustare i primi vini prodotti nella nuova cantina della storica tenuta che si estende sulle colline del Montalbano, tra Firenze ed Empoli.






Dopo due anni di lavori per riportare all’antico splendore la storica tenuta, Villa Bibbiani è pronta a fare degustare i suoi vini portandoli direttamente a casa degli appassionati dei rossi toscani. La proprietà – che si estende sulle colline toscane del Montalbano, tra Firenze ed Empoli – lancia il suo shop online da dove ordinare le prime cinque etichette prodotte nella cantina ottocentesca completamente ristrutturata e oggi dotata delle più avanzate tecnologie per la vinificazione. 
“Il 2020 era iniziato a Villa Bibbiani con l’entusiasmo di veder imbottigliato il frutto del lavoro degli ultimi due anni e il desiderio che il nostro vino venisse degustato da un pubblico più ampio possibile”, racconta il direttore marketing Simone Pezzatini. “L’attuale emergenza ci ha spinto a rivedere i piani e anticipare progetti, come quello di aprirci alla vendita online sia in Italia sia all’estero. Il primo passo è quello dello shop online gestito direttamente dalla squadra di Villa Bibbiani, guidata all’enologo interno Leopoldo Morara, che sarà a disposizione degli appassionati per raccontare i vini e offrire suggerimenti, proprio come accade durante le visite in cantina. Entro i prossimi tre mesi apriremo i nostri canali Amazon per servire l’Europa e gli Stati Uniti nonché Alibaba, Tmall e Wechat per aprire ai mercati asiatici”.

L’eccellenza dei vini rossi toscani in cinque etichette

I vigneti di Villa Bibbiani coprono un’areadi  diciotto ettari: la maggior parte è piantata a Sangiovese, re indiscusso del territorio, ma sono anche presenti Colorino e Canaiolo nero. Tre ettari sono coltivati a Cabernet Sauvignon che in quest’area riesce a esprimere al meglio le proprie caratteristiche. 

Sono questi i vitigni alla base della cinque etichette presenti sulla piattaforma shop.villabibbiani.it, a partire dal Chianti Montalbano DOGC, di cui Villa Bibbiani punta ad essere, come in passato, rappresentante di spicco per la qualità superiore delle proprie bottiglie. Il fresco e vibrante rosato Flora IGT, 100% Sangiovese, si ispira ai profumi dello splendido parco botanico della tenuta; il Treggiaia IGT, un blend di Sangiovese e Cabernet Sauvignon, si distingue per la sua intensità e ricchezza aromatica; il Pulignano IGT è un Sangiovese in purezza, suadente e fine, capace di evolversi nel tempo; infine, il Montereggi IGT è un Cabernet Sauvignon in purezza di grande personalità e con un elevato potenziale di invecchiamento. Vini pregiati che raccontano in bottiglia il lavoro, la passione e l’impegno per ricerca della cantina di Villa Bibbiani.
Olio delle colline toscane
La tenuta ospita cinquemila piante di olivo, mentre duemila esemplari si trovano nell’oliveto nei pressi di Vinci. Le varietà sono Leccino, Frantoio e Moraiolo, cultivar tipicamente toscane che producono un olio di grande personalità. Accanto al vino, nello shop online è possibile anche ordinare l’olio extravergine di oliva IGP toscano di Villa Bibbiani.

L’impegno verso la comunità locale
Accolto con calore in quella che considera ormai casa, l’imprenditore texano George Mc Carroll Rapier III, proprietario di Villa Bibbiani dal 2018, sin da subito si è impegnato a favore del territorio. Un’attenzione oggi ancora più forte che si è tradotta in una donazione personale all’ospedale San Giuseppe di Empoli e per il sostegno della comunità locale, e che si riflette anche nei valori etici e solidali della cantina. Agli operatori impegnati a gestire l’emergenza legata al Covid-19, all’interno sia delle strutture ospedaliere sia delle residenze per anziani, e residenti nei comuni limitrofi a Villa Bibbiani la consegna sarà effettuata direttamente dalla cantina senza costi e con uno sconto sull’ordine. 

“Un piccolo gesto per coloro che stanno assistendo i nostri concittadini senza sosta da settimane”, commenta l’enologo Leopoldo Morara. “Ci auguriamo riescano a ritagliarsi un momento di pausa e che un buon bicchiere di vino possa aiutare ad allentare la tensione”. 
Villa Bibbiani è stata inoltre la prima “cantina solidale” ad aderire a Vino vs Virus, progetto che coinvolge esperti e appassionati di vino nella raccolta fondi di Mission Bambini e volta a potenziare la strumentazione informatica durante l’emergenza per garantire ai bambini più vulnerabili il diritto all'istruzione. 
1300 anni di storia
Villa Bibbiani si estende su circa quattrocento ettari adagiati alle pendici del colle Montalbano, tra le località di Capraia e Limite nella provincia fiorentina. L’area è dominata da una splendida villa cinquecentesca, circondata da giardini all’italiana, il parco botanico ideato da Cosimo Ridolfi, esperto agronomo, vigneti e uliveti che digradano dolcemente verso la piana dell’Arno. Oltre 1300 anni di storia sono tornati a risplendere a partire dal 2018 grazie all’opera di George Mc Carroll Rapier III.  
Un progetto di ampissimo respiro che ha coinvolto ogni angolo della tenuta: dalla ristrutturazione della villa rinascimentale, al rifacimento delle cantine e degli altri edifici e strutture adiacenti, al recupero del parco botanico, dei vigneti e degli uliveti, fino alla valorizzazione dell’area archeologica etrusca di Montereggi.

Villa Bibbiani
Alle pendici meridionali del colle Montalbano, tra le località di Capraia e Limite in Toscana, sorge Villa Bibbiani: un’antica villa rinascimentale circondata da vigne, ulivi e uno splendido parco botanico ideato da Cosimo Ridolfi. Una storia di produzione e avanguardia lunga 1300 anni in un territorio che da sempre trasmette tutta la sua eleganza e finezza nei suoi vini, sintesi di eccellenza e passione. Eccellenza di un terroir unico che conferisce al vino eleganza, struttura e ricchi bouquet aromatici che raccolgono tutti i profumi del nostro areale. Passione di una cantina che cura con grande rispetto i vigneti e il loro frutti. La cantina produce oggi cinque etichette: Chianti Montalbano DOCG, fiore all’occhiello di Villa Bibbiani, Treggiaia IGT, Pulignano IGT Montereggi IGT, e il rosato Flora IGT.. 



Ecco le note di degustazione di Chianti Montalbano DOCG 2018. 

Vino armonico, equilibrato e con un lungo finale esprime  appieno  il territorio. Colore rosso brillante, profumo di ciliegia e di piccoli frutti rossi. I tannini  sono morbidi e avvolgenti, uniti ad una piacevole freschezza, creando un vino  elegante e tipicamente toscano. 





Villa Bibbiani
località Bibbiani SNC – 50050 Capraia e Limite, Firenze
Tel. +39 338-3195652
Sito web www.villabibbiani.it
Apertura cantina: 
DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ
08.00 – 17.00



Nicoletta Curradi 




giovedì 28 maggio 2020

Borgo Scopeto, un gioiello nel cuore del Chianti Classico


Le prime notizie di Borgo Scopeto, nel comune di Castelnuovo Berardenga, cuore del Chianti Classico, risalgono al 1079, quando la cattedrale di Siena eresse un insediamento fortificato a difesa della città. Nel Quattrocento l’insediamento venne donato alla nobile famiglia senese dei 2Sozzini, che vi fondò una fiorente azienda agricola dedita principalmente alla coltivazione della vite e dell’olivo. Intorno alla bella torre trecentesca, che ancora oggi caratterizza il profilo del borgo, nacquero via via la villa padronale e le case dei contadini, abitate fino ad anni recenti. Tra il Cinquecento e il Seicento Borgo Scopeto fu al centro di animate discussioni teologiche sulla Riforma, e due dei rappresentanti della famiglia Sozzini vennero perseguitati dalla Chiesa per sospetto di eresia. 
La prima bottiglia di Chianti Classico di Borgo Scopeto venne prodotta nel 1990: sette anni dopo la tenuta fu acquistata da Elisabetta Gnudi Angelini, che iniziò subito i lavori di recupero del Borgo per trasformarlo in uno dei più affascinanti ed esclusivi relais della Toscana. Contestualmente viene costruita la nuova cantina di vinificazione e invecchiamento a qualche chilometro dal Borgo, in modo da razionalizzare tutto il processo produttivo e staccarlo dall’attività alberghiera.

LA CANTINA 
La cantina, concepita secondo la moderna tecnologia “a caduta”, è costruita su due livelli con la zona invecchiamento completamente interrata. I vecchi vigneti coltivati “a tendone” sono stati completamente reimpiantati utilizzando il più moderno sistema a cordone speronato. Borgo Scopeto vanta il più grande vigneto della Toscana per estensione, la Vittoria, che si allunga senza interruzioni per ben 26 ettari. 
In località Misciano si trova il vigneto che dà il nome alla prestigiosa Riserva di Chianti Classico nata nel 1998 per volontà di Elisabetta Gnudi Angelini. 
Il Chianti Classico di Borgo Scopeto, nelle due tipologie di Annata e Riserva, è apprezzato in Italia e nel mondo per il suo stile perfettamente aderente al territorio e alla denominazione. A questi si affiancano il Supertuscan Borgonero e il Vin Santo Doc Chianti Classico. A Borgo Scopeto infine vengono prodotti anche uno straordinario olio extra vergine di oliva a Dop Chianti Classico e “Il Balsamico”, condimento prodotto a partire dalle uve aziendali e invecchiato 8 anni presso l’Acetaia Malpigli di Modena.
I VINI DI BORGO SCOPETO 
RISERVA MISCIANO CHIANTI CLASSICO DOCG
• Misciano, piccolo comune abbandonato nel XV secolo, dà oggi il nome alla più importante vigna di Borgo Scopeto, situata a 360 metri sul livello del mare, esposizione sud/sud-est con terreno a matrice sabbioso-argillosa. 
• Viene prodotto solamente nelle ottime annate, dopo una scrupolosa selezione delle uve. 
•L’etichetta che caratterizza tutti i vini di Borgo Scopeto rappresenta il nucleo abitativo storico della tenuta. 
RACCOLTA: manuale.
UVE: Sangiovese. 
AFFINAMENTO IN LEGNO: 24 mesi in botti di rovere di Slavonia da 30 hl e tonneaux di rovere francese da 500 l.
AFFINAMENTO IN BOTTIGLIA: minimo 3 mesi. 
CAPACITÀ DI INVECCHIAMENTO: 15 anni. 
PRIMO ANNO DI PRODUZIONE: 1998
CHIANTI CLASSICO DOCG
• I vigneti si trovano a un’altitudine compresa tra i 360 e i 450 metri sul livello del mare.
• Le perfette esposizioni e le ottimali composizioni dei suoli identificano le tipicità di questo vino. 
UVE: Sangiovese, Merlot, Colorino. 
AFFINAMENTO IN LEGNO: 1 anno in botti di rovere di Slavonia da 30 hl.
 AFFINAMENTO IN BOTTIGLIA: minimo 2 mesi.
 CAPACITÀ DI INVECCHIAMENTO: 10 anni. 
PRIMO ANNO DI PRODUZIONE: 1998


BORGONERO IGT TOSCANA
• Supertuscan di grande personalità ed eleganza. 
• Le uve vengono selezionate nei vigneti di Cagliano e Vittoria, che presentano caratteristiche ottimali di suolo, esposizione e microclima per l’allevamento dei vitigni che compongono il vino. 
• L’altitudine dei vigneti è compresa tra i 400 e i 450 metri sopra il livello del mare e la vendemmia si svolge tra la metà di settembre e la prima settimana di ottobre. La raccolta viene effettuata a mano nei vigneti di Cagliano e meccanizzata con tecnologia per la separazione delle parti verdi nei vigneti di Vittoria.
 • La fermentazione alcolica e malolattica avvengono separatamente per le diverse uve, che solo in seguito vengono riunite in un'unica massa. 
UVE: Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot. 
AFFINAMENTO IN LEGNO: 16 mesi in tonneaux di rovere francese da 500 l. 
AFFINAMENTO IN BOTTIGLIA: almeno 4 mesi.
VINSANTO DEL CHIANTI CLASSICO DOC
• Secondo la leggenda il nome Vin Santo deriva dal Concilio di Firenze del 1439, quando il metropolita greco Giovanni Bessarione proclamò, mentre stava bevendo il vin pretto: "Questo è il vino di Xantos!", forse riferendosi a un certo vino passito greco di Santorini. I suoi commensali, che avevano confuso la parola "Xantos" con “Santos”, credettero che egli avesse scoperto nel vino qualità degne di essere definite "sante". In ogni caso, da quel momento il vin pretto fu chiamato Vin Santo. 
• Prodotto con uve Trebbiano Toscano e Malvasia lasciate appassire per tre mesi in stanze areate. 
• Fermentazione in barrique e affinamento per 4 anni in caratelli. Altitudine: 360 metri sul livello del mare. Terreno: Argilloso/Sabbioso. 
AFFINAMENTO IN LEGNO: 4 anni in caratelli. 
AFFINAMENTO IN BOTTIGLIA: 12 mesi 
CAPACITÀ DI INVECCHIAMENTO: oltre 15 anni 
PRIMO ANNO DI PRODUZIONE: 1998

OLIO EXTRA VERGINE D’OLIVA CHIANTI CLASSICO DOP 
Nel Chianti Classico viene prodotto fin dal 1300 un ottimo olio. I frutti provengono dagli olivi opportunamente selezionati tra le 6.500 piante di Borgo Scopeto. Le olive vengono raccolte esclusivamente a mano e portate al frantoio, dove vengono frante immediatamente con il sistema continuo e a temperatura controllata di 24-26 °C.  
Le cultivar:
MORAIOLO: ha un gusto pieno, armonico e un fruttato medio-intenso, con una buona componente di piccante e di amaro, forte, saporito ed elegante allo stesso tempo. 
FRANTOIO: entra rapidamente in produzione (3-4 anni) le olive sono di buona dimensione; è robusto e adattabile a diversi climi, produce un ottimo olio dal sapore fruttato-leggero, dolce ed elegante.
LECCINO: ha rami cadenti come un salice piangente, è resistentissimo al freddo e pertanto le basse temperature non vanno a influire sulla produzione. 
Quindi il Moraiolo dona il corpo e la forza, nonché la longevità; il Frantoio l’eleganza, la leggerezza ed i profumi; il Leccino la costanza produttiva. 
PRIMO ANNO DI PRODUZIONE: 1998

I NUMERI DI BORGO SCOPETO 
  • Superficie aziendale: 482 ettari 

  • Ettari vitati: 70 

  • Oliveto: 6.500 piante 

  • Bosco: 322 ettari 

  • Produzione media annua: 350.000 bottiglie

CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE 2015 

La gamma dei vini di Borgo Scopeto, l’azienda di proprietà di Elisabetta Gnudi Angelini a Vagliagli, nel cuore del Chianti Classico, si arricchisce di una nuova, importante etichetta: il CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE. La prima annata, da poco disponibile sul mercato, è la 2015: sebbene il disciplinare del Chianti Classico preveda - dalla vendemmia 2014 - la possibilità di produrre questa speciale tipologia anche in maniera retroattiva, ovvero tramite una selezione “di cantina” di annate precedenti, Elisabetta e il suo staff tecnico hanno preferito operare una selezione delle uve sul vigneto a partire dalla vendemmia 2015.
Il Chianti Classico Gran Selezione di Borgo Scopeto è dunque un vino di alta gamma, prodotto solo nelle migliori annate, che nasce non solo da una particolare selezione delle uve, ma anche da un diverso percorso di affinamento in piccole botti di rovere da 10 HL.
La Gran Selezione è dunque frutto dei vigneti di Sangiovese più pregiati, con le migliori esposizioni e composizioni dei suoli ricchi di galestro. Caratteristiche che si traducono nella spiccata tipicità di questo vino che presenta un colore rosso rubino intenso e al naso offre un bouquet ampio e armonico, con sentori di intrigante complessità che spaziano dai piccoli frutti neri di bosco a vaniglia, cacao e liquirizia. Al gusto è molto persistente austero e ben strutturato: la sua freschezza perfettamente bilanciata da una trama tannica evidente, ma fine ed elegante.
“Borgo Scopeto è da secoli legato alla grande tradizione enologica del Chianti Classico – spiega Elisabetta Gnudi Angelini – e Vagliagli ha una propria identità e storicità che ne fanno una delle zone più antiche per la viticoltura e olivicoltura. È proprio questa biodiversità a caratterizzare l’enorme ricchezza dei territori, delle regioni, dell’Italia intera! Per questo sono molto felice di aver intrapreso un percorso di valorizzazione e tutela del territorio nel rispetto del meraviglioso patrimonio naturalistico di cui noi vignaioli siamo i primi custodi.”​
Il nucleo abitativo storico di Borgo Scopeto (fra l’altro raffigurato sull’etichetta di tutti i vini) risale infatti all’anno Mille, ma fu l’illustre dinastia senese dei Sozzini ad avviare nel Quattrocento una fiorente azienda agricola dedita principalmente alla coltivazione della vite e dell’olivo.
Non a caso Borgo Scopeto può vantare uno dei più grandi vigneti contigui della Toscana: si tratta de “La Vittoria” che si estende infatti senza interruzioni per ben 26 ettari.
Oggi la nuova cantina di invecchiamento e di vinificazione sorgono a poche centinaia di metri dall’antico Borgo trasformato, grazie a un attento e scrupoloso recupero conservativo, in un elegante Relais de charme dotato di 58 suite, ristorante e SPA.
Da sempre sensibili alla sostenibilità aziendale e rispettosi dell’ambiente, Elisabetta Gnudi e i suoi figli Igino e Alessandra Angelini hanno da tempo avviato un percorso che porterà a convertire l’azienda a conduzione biologica. Un cambiamento che nasce da un percorso e da una convinzione, non solo da un’opportunità, dal momento che già da parecchi anni (Elisabetta acquistò Borgo Scopeto nel 1997) l’azienda utilizza pratiche il più possibile rispettose dell’eccezionale contesto paesaggistico e ambientale – il Chianti – in cui è inserita. Da molto tempo, infatti, all’interno della conduzione agronomica di tipo convenzionale sono state attivate pratiche tese alla salvaguardia ambientale e volte all’abbandono graduale delle molecole di sintesi.



Nicoletta Curradi


venerdì 6 marzo 2020

Le opere di Yuri Kuper all'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

Yuri Kuper, artista di origini russe, tra le personalità più eclettiche della scena contemporanea internazionale, ha scelto Firenze per rivelare un traguardo personale, gli ottant’anni che finirà in Luglio, e un traguardo delle cose, degli objet trouvé del quotidiano, da sempre suo principale repertorio ora vissuti, interpretati, alla luce di una nuova libertà creativa.



S’intitola Sfumato la mostra curata dalla gallerista e critica d’arte Inna Khegay che inaugura oggi presso la Sala delle Esposizioni all’Accademia delle Arti del Disegnopromossa dalla stessa Accademia insieme con l’Associazione Amici del Museo Ermitage (Italia) e la Regents Art Foundation (RAF) e sostenuta dal Ministero della cultura della Federazione russa, dall’Ambasciata della Federazione Russa presso la Santa Sede, dall’Accademia russa di Belle Arti di San Pietroburgo e dalla Fondazione russa per la cultura.
Oltre cinquanta opere, provenienti da collezioni private e dalla Galleria Patrick Cramer di Ginevra, per raccontare il linguaggio metamorfico dell’arte, per cui è possibile liberare la magia di qualcosa che non ne possiede dall’origine. Un pennello, un tubo, un vaso da fiori, nelle mani artigiane di Kuper gli oggetti, così ogni esperienza, arrivano a sincretizzare presente e passato, estetica e funzione, per un risultato finale di grande impatto ipnotico.
La personalità artistica di Yuri Kuper attraverso questa mostra a lui dedicata – sottolinea Cristina Acidini, presidente dell’Accademia - si conferma tra le più interessanti dello scenario internazionale, per quel suo continuo lavoro di mediazione fra i movimenti creativi della sua formazione e della sua maturità, da un lato, e la sua originalità filosofica prima ancora che tecnica dall’altro”. “Da artista che ha visto il mondo e in esso vive pianamente, Kuper ha forgiato un linguaggio universale che parla a tutti, con potenza arcaica e insieme fascino contemporaneo”.
Difficile resistere alla tentazione di spiegare la complessa parabola dei nostri tempi, i mutamenti globali che hanno investito l’umanità, perciò il maestro fruga nelle tasche del quotidiano e ne eviscera simboli – testi sacri e luoghi di culto in primis - materiali, speranze, ricordi, volti, li mette al riparo dalla banalizzazione e dall’impoverimento di significato. Con magistrale capacità di composizione e l’utilizzo di tecniche miste, tra cui acrilico e collage, li traspone su tela o carta, ma anche su litografie rifinite a mano come la serie dedicata al Lago dei Cigni. Delle Metamorfosi, serie di rappresentazioni teatrali dirette dal Premio Oscar Nikita Michalkov, ispirate ai racconti di Anton Cechov e Ivan Bunin, e di cui Kuper cura le scenografie tra il 2016 e il 2019, possiamo invece cogliere la raffinatezza delle riproduzioni su carta con innesti di foto e collage.
Alcuni frammenti di queste performance sono riproposte anche attraverso un filmato della durata di 12 minuti proiettato all’interno del percorso espositivo. “Il video – dice Inna Khegay - mostra l’approccio innovativo nella realizzazione degli allestimenti, di finissimo tessuto o multimediali, rivelatori di uno stile unico”.
Su tutti i lavori esposti, il velo plastico della rarefazione, quell’effetto di “sfumato” che Kuper mutua dai grandi maestri del passato e a cui torna con lo sguardo in una mostra evento nella città d’arte per antonomasia. Fino al 30 marzo. 
Yuri Kuper
Nato nel 1940 a Mosca, in Russia, ha continuato a studiare all'Accademia d'arte di Mosca dal 1957 al 1963 prima di emigrare in Israele, stabilendosi infine a Londra nel 1972. Kuper ha esposto con la Serge Sorokko Gallery di San Francisco, la Kournikova Gallery di Mosca e la Galerie Patrice Trigano di Parigi. Vive e lavora tra Normandia, Francia, New York, New York e Mosca, Russia. Grafico, pittore, scultore, scenografo teatrale e per il cinema, autore di progetti architettonici, scrittore, Yuri Kuper è “cittadino del mondo”: cosmopolita per stile di vita, grazie alla propria arte rivela al mondo il codice culturale dell'identità russa. Negli ultimi anni, raggiunta la pienezza artistica e umana, è tornato a Mosca, la sua patria, “la città dei tubi di scolo”.
YURI KUPER. SFUMATO
6-30 marzo 2020
Sala Esposizioni Accademia delle Arti del Disegno
Via Ricasoli 68, Firenze
Orario: da martedi a sabato, ore 10-13 e 17-19
Domenica: ore 10-13, Lunedì chiuso, Ingresso gratuito

Nicoletta Curradi 

mercoledì 4 marzo 2020

Arte contemporanea: aperta Moovart Co-Expo Firenze 2020




Si intitola Moovart Co-Expo Firenze 2020 la nuova mostra collettiva d’arte aperta a Firenze  fino a mercoledì 18 marzo nella Sala della musica della Fondazione Franco Zeffirelli, in piazza San Firenze del capoluogo toscano.




MOOVART è un progetto ideato e realizzato dalla Fondazione di Ricerca Scientifica Amedeo Modigliani, in partnership con la MOOV LTD, che intende promuovere e valorizzare a livello internazionale nuovi artisti emergenti.
Patrocinata dal Comune di Firenze, la mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18 con ingresso libero ed è stata presentata questa mattina, dopo i saluti di Pippo Zeffirelli (Presidente della Fondazione Franco Zeffirelli), da Cristina Giachi (Vicesindaca del Comune di Firenze), Fabrizio Checchi (Presidente della Fondazione Amedeo Modigliani che ha sede a Roma) e da Greta Garzìa Hernandez (Direttore  del dipartimento di Scienze, Investigazione e Restauro dell’Istituto centrale Valenziano)
Nella storica sala dell’oratorio di San Filippo Neri - tra le poche architetture barocche di Firenze e oggi sala della musica della Fondazione Zeffirelli - saranno in mostra i lavori di 85 artisti (di cui 23 provenienti dall’estero), il più giovane dei quali ha 16 anni; si tratta di opere di pittura, scultura, fotografia, ceramica, arte orafa e arte digitale che ben rappresentano un variegato insieme di esperienze e sensibilità a confronto. Inoltre il pubblico potrà incontrare direttamente gli artisti scambiando opinioni, idee e giudizi sul mondo dell’arte.
Il Concept dell’edizione fiorentina
Il concept Moovart fino a questo momento è stato ospitato in location di altissimo prestigio come la Reggia di Caserta, Castel dell’ovo a Napoli, la Riba Foundation di Liverpool (GB) e adesso la Fondazione Franco Zeffirelli di Firenze. In particolare, questa esposizione toscana è stata resa possibile in conseguenza di  nuove opportunità e collaborazioni. In particolare l’apertura al mercato arabo (Quatar, Emirati Arabi e Dubai) grazie alla presenza di Jamal Daoub (Direttore Generale del Centro Nazionale per le arti del patrimonio della Libia) e l’apertura al mercato spagnolo grazie alla partecipazione della dott.ssa Greta Garzìa Hernandez, direttore del dipartimento di Scienze, Investigazione e Restauro dell’Istituto centrale Valenziano, nonché di esperti e critici d’arte di fama nazionale che saranno presenti durante tutto il periodo espositivo.

Da segnalare che durante il Moovart di Firenze sono previsti numerosi appuntamenti collaterali tra i quali una conferenza sull’importanza della critica e valorizzazione dell’arte (il 4.03 alle 15) seguita alle 16 da una discussione sul “Caso Modigliani”; un evento IgersItalia, la più grande comunità di Instagrammer in Italia (il 7.03 alle 16); un incontro sul piano di lavoro della tecnologia applicata all’arte (il 10.03 alle 16); un meeting su “Web reputation e divulgazione dell’arte sui social” (il 13.03 alle 16); e infine un’asta aperta ai soli operatori (il 14.03 e il 15.03 alle ore 11).
La filosofia del Progetto Moovart
Come scriveva Amedeo Modigliani «Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni». Ed è proprio dai sogni che nasce il progetto Moovart, fortemente voluto dalla Fondazione di ricerca scientifica Amedeo Modigliani. Il sogno di Moovart è riuscire a portare alla ribalta artisti di ogni parte del mondo, che eccellono in qualsiasi disciplina artistica, scultura, pittura, fotografia, ceramica, arte orafa, digital art. La peculiarità del progetto Moovart è l’opportunità di esporre le proprie opere in location di prestigio e alla presenza di galleristi e critici d’arte.

La passione muove il mondo, e la passione è ciò che muove questo progetto. Moovart è arte in movimento, è fermento, evoluzione, ma con radici ben salde. Si occupano del progetto critici ed esperti d’arte, con un amore comune per Amedeo Modigliani. Moovart crea le condizioni ottimali per la conoscenza e la valutazione di nuovi artisti da parte sia di un pubblico attento all’arte, sia di operatori del settore. Come Modigliani si inoltrò in quella Parigi dei primi del 900 per sperimentare e affermare se stesso e la sua opera, così Moovart si pone l’obiettivo della divulgazione dell’opera dei nuovi artisti.


MOOVART
Contemporary artists
www.moovart.org

Info mostra
ENTE PROMOTORE E REALIZZAZIONE
Fondazione Amedeo Modigliani
PATROCINIO
Comune di Firenze

MOOVART Co-Expo Firenze 2020
Sala della musica della Fondazione Franco Zeffirelli
3 marzo – 18 marzo 2020
Ingresso gratuito
Orario: 10-18



Nicoletta Curradi

giovedì 20 febbraio 2020

Aria. Tomás Saraceno a Palazzo Strozzi




TOMÁS SARACENO. ARIA


Dal 22 Febbraio 2020 al 19 Luglio 2020
Le opere di Tomás Saraceno (Argentina, 1973) possono essere interpretate come una ricerca continua tra arte, architettura, biologia, astrofisica e ingegneria. Le sue sculture sospese, i suoi progetti collettivi e le sue installazioni interattive propongono ed esplorano nuove forme sostenibili di vivere ed esperire la realtà che ci circonda. La sua arte coinvolge il pubblico in esperienze immaginative e partecipative per ripensare collettivamente il modo in cui abitiamo il mondo, al di là di una prospettiva solo umana.
In quello che costituisce il suo più grande progetto mai realizzato in Italia, l’artista trasformerà Palazzo Strozzi in un nuovo spazio unitario mettendo insieme sue celebri opere e una nuova grande produzione site specific. Affiancata da un ricco programma di attività interdisciplinari, la mostra creerà una sorta di organismo vivente tra l’umano e il non umano, il visibile e l’invisibile, in cui tutti gli esseri entrano in connessione contribuendo alla creazione di una nuova realtà condivisa.
Nicoletta Curradi


 Saraceno (Argentina, 1973) possono essere interpretate come una ricerca continua tra arte, architettura, biologia, astrofisica e ingegneria. Le sue sculture sospese, i suoi progetti collettivi e le sue installazioni interattive propongono ed esplorano nuove forme sostenibili di vivere ed esperire la realtà che ci circonda. La sua arte coinvolge il pubblico in esperienze immaginative e partecipative per ripensare collettivamente il modo in cui abitiamo il mondo, al di là di una prospettiva solo umana.
In quello che costituisce il suo più grande progetto mai realizzato in Italia, l’artista trasformerà Palazzo Strozzi in un nuovo spazio unitario mettendo insieme sue celebri opere e una nuova grande produzione site specific. Affiancata da un ricco programma di attività interdisciplinari, la mostra creerà una sorta di organismo vivente tra l’umano e il non umano, il visibile e l’invisibile, in cui tutti gli esseri entrano in connessione contribuendo alla creazione di una nuova realtà condivisa.

Nicoletta Curradi



mercoledì 19 febbraio 2020

I love food, ecco il tema di Taste 15



L’amore per il cibo significa golosità, piacere, passione, coinvolgimento, gioco, erotismo, scambio, sperimentazione, tradizione, etica, estetica. L’amore per il cibo è serio, è ironico, è sano, è fantasioso, è incontenibile, è pop. L’amore per il ciboè inclusivo, esclusivo, condiviso, personale, razionale, istintivo. È momentaneo, è duraturo. L'amore per il cibo è irrefrenabile.

I LOVE FOOD, il tema della prossima edizione di Taste, la 15/a, presentata in anteprima, presso Riccardo Barthel, ispirerà una grande installazione nel Piazzale del Teatro del Maggio, e verrà declinato in una serie di I LOVE TALKS intorno ai quali ruoteranno tanti ospiti.

Si parlerà della seduzione che passa attraverso il cibo, degli ingredienti che ispirano e dei menu dell'amore in L’amore è… goloso; di Relazioni Cibose!, ovvero di come il cibo fa incontrare, accomuna e cementa le relazioni, dalla storia della coppia di food&{life}travel{ers} Alice Agnelli e Alessandro Adami di A Gipsy in the kitchen, fino alle relazioni nate tra gli espositori di Taste.

Sarà messo a confronto il food porn con la tendenza opposta del cibo sano e salutare, con una paladina come Csaba dalla Zorza; rifletteremo sul fatto che amare il cibo significa non sprecarlo - Food Forever? - dalla conservazione alla cucina degli avanzi, dalla spesa alla scelta degli ingredienti, fino alle app che rimettono in circolo il cibo invenduto.


Torna a Taste anche lo speciale spazio bookshop di Guido Tommasi Editore, per celebrare l'amore per il cibo e la buona cucina.

Sarà ispirato al tema di questa edizione e si chiamerà L'OVE. Un gioco di parole, uno scherzo fonetico, una licenza linguistica anglodialettale ma anche un simbolo: l’ovo, l’uovo. Simbolo della creazione, sottile guscio che racchiude al suo interno il concentrato genetico del passato, proiettato al futuro.

L’analogia con il libro è immediata. L’uovo e il libro sono forme perfette, immutate capsule del tempo, cellule che racchiudono al loro interno le memorie e la potenza di nuove vite, memorie ripetibili, alchemiche e biologiche astuzie di ingredienti e sapori.

Chi scrive libri di ricette lascia un segno nel presente, chi li legge e ne cucina le ricette ne tramanda tradizioni, saperi e sapori domani. Ogni volta anche apriamo un libro di ricette e cuciniamo… amiamo. È questo il nuovo concept per il cookbook shop di Guido Tommasi Editore pensato per Taste 2020 da Marco Marzini. Una rassegna di uova e di brevi storie per un n’UOVO amore.  

PITTI TASTE riunisce il meglio delle eccellenze del gusto e presenta le tendenze della cultura food contemporanea

ALL YOU TASTE IS LOVE!

Dal 7 al 9 marzo, alla Stazione Leopolda di Firenze, la nuova edizione del salone di Pitti Immagine dedicato al gusto: in scena 400 aziende tra le migliori della penisola, con tante novità e circa 50 nuovi produttori. I LOVE FOOD è il tema di questa edizione: la passione per il cibo nelle sue mille sfaccettature raccontata dai suoi protagonisti. Tornano anche i temi caldi del Gastronauta, i progetti speciali e gli eventi del gusto nel calendario FuoriDiTaste
Sapori sorprendenti, ricette segrete, ispirazioni originali, ma anche nuove idee imprenditoriali che portano in tavola innovazione e autenticità. Tutto questo è TASTE, il salone di Pitti Immagine dedicato alle eccellenze del gusto italiane e alle più recenti evoluzioni del kitchen lifestyle & design.

Alla Stazione Leopolda di Firenze, dal 7 al 9 marzo, si rinnova il confronto diretto e privilegiato con circa 400 aziende e produttori. La 15° edizione di Pitti Taste è esperienza gourmand e piattaforma di business insieme, per una visione sempre aggiornata delle ultime tendenze e delle nuove frontiere culinarie contemporanee, ma anche un elogio degli antichi saperi, che tramandano tradizioni sempre attuali. A questa edizione saranno circa 50 le nuove aziende al debutto: new entries al salone selezionate tra le produzioni più di nicchia e le storie più autentiche - che esprimono un’attenzione particolare al recupero delle tradizioni del territorio, alle lavorazioni artigianali più originali, alla tutela della biodiversità - e anche nuovi prodotti e accessori legati al kitchen design.

In una scenografia speciale, curata da Alessandro Moradei, Taste è anche un programma ricco di eventi, appuntamenti e talk che approfondisce i temi food più attuali e completa l'esperienza sensoriale del salone.

“Ogni nuova edizione di Taste è una dichiarazione d’amore per il cibo e per le sue mille sfaccettature” - dice Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine. “È un amore che ci raccontano le aziende e i produttori protagonisti alla Leopolda, con i loro prodotti di punta e le novità, frutto di antiche tradizioni spesso famigliari ma anche di ricerca sull’innovazione artigianale contemporanea. E a questa edizione, ci tengo a sottolinearlo, saranno tante le nuove aziende al debutto: selezionate con un lavoro certosino di scouting, sempre attento alle produzioni di nicchia, che raccontano appunto l'amore per il territorio e per le sue materie prime uniche.”


“Ma questa volta Taste è una dichiarazione d’amore ancora più coinvolgente – aggiunge Poletto – perché proprio di questo parla il tema 2020 del salone: amore per il food visto nelle sue tante declinazioni, dalle più serie alle più ironiche, sempre però con tanta sostanza alla base, che ci saranno raccontate da una serie di talk e di protagonisti, uomini e donne che della passione per il cibo hanno fatto la loro vita. Perché in fondo, I LOVE FOOD, è uno slogan che ci accomuna tutti!”


Info: www.pittimmagine.com

martedì 18 febbraio 2020

Numeri record per la 27/a Chianti Classico Collection 2020



 Ha chiuso i battenti la 27a edizione della Chianti Classico Collection: un grande successo di pubblico, tra professionisti del settore e stampa specializzata e di settore. Circa 2500 i professionisti di settore presenti, tra ristoranti, buyer, enoteche, e circa 400 i giornalisti accreditati.
Il Chianti Classico si è raccontato con le parole del Presidente del Consorzio Giovanni Manetti, che ha salutato la stampa riassumendo lo stato di salute della denominazione.
Il 2019 si chiude in maniera positiva per il Gallo Nero: tutti i numeri sono in crescita.



A livello economico, è fin dalla vigna che si registra un aumento del valore: la vendemmia 2019 ha visto le quotazione delle uve aumentare del 10%, e negli ultimi tre mesi le vendite delle bottiglie sono cresciute di un altrettanto 10%. Si può dire che il traino economico siano le due tipologie premium, il Chianti Classico Riserva Qe il Chianti Classico Gran Selezione,  che rappresentano complessivamente il 42% dei volumi di mercato e il 55% del fatturato complessivo del 2019. La sola Gran Selezione guadagna 15 punti percentuali sul valore del venduto.
 “Soddisfazione è la parola chiave per il nostro 2019, con cui inauguriamo anche questo 2020.” Ha dichiarato Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio. “La famiglia di noi produttori si allarga sempre più (515) e siamo sempre più uniti: ci presentiamo uniti in manifestazioni come questa, condividendo non solo un marchio ma una progettualità comune, legata a un territorio e a un percorso di qualità. Segnale evidente di questo è l’adesione sempre maggiore al progetto della Gran Selezione: in un solo anno le aziende che la producono sono salite da 95 a 144. La vera essenza di questo territorio e di questa denominazione è l’impegno di noi tutti viticoltori per produrre qualità.

Sempre molto elevata la qualità dei vini in degustazione. Tra i Chianti Classico DOCG 2018 spiccano Rocca delle Macie - Famiglia Zingarelli e Rocca di Castagnoli. Tra i Chianti Classico DOCG 2016 eccellente Borgo La Stella, molto buoni La Sala e Poggio Torselli. Tra i Chianti Classico DOCG 2015 eccellente Castello di Cacchiano. Tra le Chianti Classico DOCG Riserve 2017 ottimo Marchese Antinori - Marchese Antinori. 

Nicoletta Curradi