Ora di Ottawa

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martedì 3 novembre 2026

Casa Vinicola Fazio presenta Arrè: la nuova anima briosa del Grillo siciliano




Il panorama dei bianchi siciliani si arricchisce di una novità fresca, contemporanea e fortemente legata al territorio trapanese. Casa Vinicola Fazio ha ufficialmente svelato Arrè, un vino bianco frizzante da uve 100% Grillo che promette di ridefinire il concetto di convivialità e immediatezza nel calice. Presentato al pubblico in occasione dell'evento Cantine Aperte in Vendemmia per celebrare la fine della raccolta, questo vino si inserisce perfettamente nel percorso di innovazione intrapreso dalla storica cantina di Erice.


Le radici del gusto: altitudine e territorio

Arrè nasce nel cuore delle colline trapanesi, da vigneti situati tra i 400 e i 450 metri di altitudine. Questa particolare collocazione geografica, unita a terreni a matrice calcareo-argillosa, garantisce una spiccata escursione termica che permette alle uve Grillo di sviluppare una straordinaria componente aromatica, preservando al contempo una naturale e vibrante freschezza.


Il processo produttivo mira a esaltare la purezza del frutto. Dopo una vinificazione in bianco, il vino affronta una rifermentazione controllata in autoclave (metodo Charmat) per ottenere la sua caratteristica ed elegante effervescenza, completando il percorso con un affinamento di tre mesi in bottiglia prima della commercializzazione.


Note di degustazione: freschezza mediterranea nel calice

Visivamente il vino si presenta con un colore giallo paglierino brillante e luminoso. Al naso si apre con un bouquet delicato in cui spiccano note floreali, sentori di pesca bianca matura e chiare sfumature che richiamano la macchia mediterranea e le spezie dolci.


Al palato l'ingresso è gioioso e brioso: la freschezza vivace cammina di pari passo con una piacevole sapidità minerale, regalando un sorso armonico, snello e di eccezionale beva. La spuma è sottile e mai invadente, pensata per pulire la bocca e invitare subito al sorso successivo.


Abbinamenti ideali e versatilità a tavola

Arrè è un vino versatile, perfetto per celebrare i momenti di condivisione informale ma capace di reggere accostamenti culinari raffinati. Esprime il massimo delle sue potenzialità a una temperatura di servizio ottimale di circa 8-10 gradi centigradi.


Tra gli abbinamenti ideali spiccano gli aperitivi all'aperto, i finger food a base di verdure e i formaggi freschi di capra. A tavola si rivela un compagno eccellente per crudità di pesce, crostacei, fritture miste (di cui bilancia la grassezza grazie alla sua vivace acidità) e primi piatti della tradizione marinara mediterranea. Con questa etichetta, la famiglia Fazio dimostra ancora una volta come tradizione e modernità possano fondersi per interpretare i vitigni autoctoni in chiave dinamica e al passo con le tendenze attuali.


Nicoletta Curradi 

lunedì 2 novembre 2026

Lo Schermo dell’arte 2026: a Firenze la 19ª edizione tra cinema, intelligenza visiva e l'omaggio a Jean-Luc Godard

 



La 19ª edizione de Lo Schermo dell'arte Film Festival è stata presentata a Firenze nei giorni scorsi e si terrà dall'11 al 15 novembre 2026 al Cinema La Compagnia e in vari spazi della città, con streaming su MYmovies ONE attivo fino al 22 novembre 2026. L'evento rientra nel progetto regionale della 50 Giorni di Cinema a Firenze. 


Dal 11 al 15 novembre torna il festival diretto da Silvia Lucchesi: in programma grandi anteprime, la mostra inedita di Godard a Palazzo Strozzi e un focus sulla regista uzbeka Saodat Ismailova.


Firenze si prepara a diventare di nuovo la capitale europea del cinema d’artista e del documentario sull’arte contemporanea. È stata presentata ufficialmente la 19ª edizione de Lo Schermo dell’arte, la storica rassegna diretta da Silvia Lucchesi, confermando un cartellone denso di appuntamenti dall’11 al 15 novembre 2026 (con estensione in streaming sulla piattaforma MYmovies ONE fino al 22 novembre). Inserito nella cornice della 50 Giorni di Cinema a Firenze, il festival rinnova la propria vocazione: indagare il presente, le crisi geopolitiche e le trasformazioni sociali attraverso lo sguardo degli artisti e delle immagini in movimento. [1, 2, 3, 4, 5, 6, 7]


Il film di apertura e i temi centrali


Ad inaugurare il festival l’11 novembre al Cinema La Compagnia sarà Euphoria di Julian Rosefeldt (Germania/USA, 2026), un’opera ambiziosa che riflette sui meccanismi del sistema economico e finanziario globale.

Tra i titoli più attesi in cartogramma spicca anche Un mare molto piccolo del collettivo Zeroscena (Elisa La Boria e Luka Bagnoli).


Il Focus di questa diciannovesima edizione è interamente dedicato a Saodat Ismailova, regista e artista uzbeka (vincitrice dell’Art Basel Award 2025 per gli Emerging Artists), la cui ricerca fonde i miti e la memoria collettiva dell'Asia centrale con un linguaggio visivo fortemente contemporaneo.


Levento a Palazzo Strozzi: Jean-Luc Godard


Uno dei momenti più rilevanti dell'edizione 2026 si terrà alla Strozzina di Palazzo Strozzi, dove dall'11 novembre aprirà la mostra Scénarios et les cinq cahiers de Scénario de Jean-Luc Godard. Realizzata in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi, l'esposizione porta per la prima volta in Italia cinque preziosi taccuini pieni di disegni e collage insieme a due cortometraggi testamentari del maestro franco-svizzero, tra cui Scénarios, ultimato il giorno prima della sua scomparsa. 


VISIO: i giovani talenti e il fondo di produzione


Non manca lo spazio per le nuove generazioni con VISIO – European Programme on Artists' Moving Images (giunto alla XV edizione), curato da Leonardo Bigazzi. Il programma riunisce 8 giovani artisti under 35 provenienti da tutta Europa. Quest'anno il VISIO Production Fund mette a disposizione 35.000 euro per la produzione di tre nuove opere prime che verranno poi presentate nell'edizione 2027. 


Informazioni per il pubblico


 Cinema La Compagnia, Palazzo Strozzi, Museo di Geologia e Paleontologia, IED Firenze, NYU Florence e altre sedi diffuse.


Online: Streaming su MYmovies ONE fino al 22 novembre 2026.


Agevolazioni: Ingresso libero per gli under 30.


Nicoletta Curradi

sabato 24 ottobre 2026

Al via a Firenze Buyfood Toscana ottava edizione

 



 

Il 28 e 29 ottobre al Palazzo degli Affari gli incontri BtoB tra 45 buyer internazionali provenienti da oltre 20 Paesi e 58 aziende toscane. Mercoledì 29 ottobre a Palazzo Medici Riccardi il convegno “Agricoltura toscana: modello di ‘buon vivere’ – Radici, qualità e valore delle produzioni DOP e IGP” con la partecipazione di Licia Colò, i dati ISMEA e IRPET e le premiazioni dei Consorzi


 

Un gradito ritorno:  Buyfood Toscana, l’appuntamento di riferimento per la valorizzazione e l’internazionalizzazione del patrimonio agroalimentare certificato della Regione. Giunta alla sua ottava edizione, la manifestazione accende i riflettori sulle eccellenze DOP e IGP toscane, coinvolgendo anche le produzioni Biologiche, Agriqualità, di Montagna e PAT, e confermandosi come un fondamentale driver strategico ed economico per l’intera filiera del gusto made in Tuscany. Il programma della manifestazione si articola in due momenti chiave: il 28 e 29 ottobre gli incontri BtoB al Palazzo degli Affari di Firenze, riservati a buyer internazionali e produttori toscani, e il 29 ottobre a Palazzo Medici Riccardi il convegno dedicato a stampa e operatori di settore. Al centro dell’evento, il rafforzamento della presenza delle eccellenze DOP e IGP toscane sui mercati internazionali, farsi ambasciatrici di un modello di sviluppo che intreccia filiera corta, tutela del paesaggio e valorizzazione dell’identità locale. La manifestazione è promossa da Regione Toscana e Camera di commercio di Firenze, con l’organizzazione di Fondazione Sistema Toscana e PromoFirenze.

 

. La manifestazione entra nel vivo il 28 e 29 ottobre presso il Palazzo degli Affari di Firenze. Saranno due giornate ad alta densità di networking, interamente riservate all’incontro tra 58 aziende produttrici toscane – selezionate tramite bando regionale e rappresentative dell'intero territorio regionale – e 45 buyer internazionali provenienti da 20 Paesi strategici, tra cui USA, Canada, Danimarca, Germania, Giappone, Sud Corea e Taiwan. Con oltre 600 incontri BtoB programmati e un’importante presenza di nuovi operatori esteri (ben 27 buyer partecipano per la prima volta), il format si conferma uno strumento indispensabile per accompagnare i produttori locali verso le sfide dei mercati globali. Ad arricchire l’esperienza dei buyer contribuiscono 5 tour esperienziali sul territorio curati dalla Camera di Commercio di Firenze, dalla Camera di Commercio Toscana Nord Ovest (tra Lunigiana e Garfagnana) e dal Consorzio Olio DOP Chianti Classico, pensati per mostrare da vicino l'origine, la storia e i processi produttivi che rendono uniche le produzioni toscane.

 

IL CONVEGNO DEL 29 OTTOBRE: SCENARI, TREND E IL TALK CON LICIA COLÒ SUL “BUON VIVERE” MADE IN TUSCANY. Mercoledì 29 ottobre, a partire dalle ore 9.30, la Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi ospiterà il convegno intitolato “Agricoltura toscana: modello di ‘buon vivere’. Radici, qualità e valore delle produzioni DOP e IGP”, dedicato alla stampa, alle istituzioni e agli operatori del comparto. I lavori, condotti da Simona Bellocci (caporedattore di intoscana.it), si apriranno con l'introduzione e i saluti istituzionali del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, dell'assessore all'Agricoltura, Turismo ed Economia della Regione Toscana, Leonardo Marras, del consigliere delegato della Città Metropolitana di Firenze, Carlo Boni, e del presidente della Camera di commercio di Firenze, Massimo Manetti. A seguire, la sessione sul network organizzativo e strategico di BuyFood vedrà gli interventi di Gennaro Giliberti (dirigente Settore Promozione della Regione Toscana), Aldo Cursano (presidente di PromoFirenze) e Francesco Palumbo (direttore di Fondazione Sistema Toscana). La mattinata entrerà poi nel vivo dell'analisi economica con la presentazione dei dati aggiornati su numeri, trend ed export curata da Fabio Del Bravo (responsabile Direzione Filiere ed Analisi dei Mercati di ISMEA) e Sara Turchetti (ricercatrice IRPET).

Spazio poi all'atteso panel "Dal gusto alla destinazione: un viaggio nel viaggio", che vedrà protagonista la nota divulgatrice e conduttrice televisiva Licia Colò a confronto con l'assessore Leonardo Marras. Al centro del dialogo, il valore profondo del "fare bene fa bene": il principio secondo cui la cura della terra, i metodi di coltivazione sostenibili e il rispetto nell'allevamento non generano soltanto cibo di altissima qualità, ma si traducono in un beneficio diretto per il benessere psicofisico, la dimensione conviviale e sociale delle persone, oltre che per la valorizzazione del territorio. Un'etica produttiva e una visione della vita che trovano proprio nella Toscana la loro espressione più autentica. La sessione "From farm to fork" vedrà, infine, gli interventi di Pier Luigi Rossi (medico specialista in Scienza dell’Alimentazione all’Università degli Studi di Siena), Giovanni Belletti (professore di Economia Agraria e Alimentare dell'Università di Firenze) e dello chef Simone Cipriani. I lavori del convegno saranno trasmessi in diretta web sui canali della Regione Toscana, di intoscana.it e di Vetrina Toscana.

 



LA CELEBRAZIONE DEGLI ANNIVERSARI DEI CONSORZI. A testimonianza del valore storico e della tenuta nel tempo del sistema delle denominazioni toscane, l'appuntamento del 29 ottobre a Palazzo Medici Riccardi sarà l'occasione per celebrare i traguardi raggiunti da numerosi Consorzi di tutela. L'assessore Leonardo Marras consegnerà, infatti, gli attestati di riconoscimento alle realtà che quest'anno festeggiano importanti anniversari della propria denominazione. Un percorso di qualità che parte dai dieci anni di riconoscimenti per i Cantuccini Toscani IGP, la Mortadella di Prato IGP e il Pane Toscano DOP, passando per i quindici anni della Farina di castagne della Lunigiana DOP e dell'Olio extravergine di oliva Seggiano DOP, fino ad arrivare al quarto di secolo toccato dai Salamini Italiani alla Cacciatora DOP. Raggiungono invece il prestigioso traguardo dei trent'anni di denominazione ben sei pilastri della tradizione gastronomica regionale: il Fungo di Borgotaro DOP, il Pecorino Romano DOP, il Farro della Garfagnana IGP, il Marrone del Mugello IGP, il Pecorino Toscano DOP e il Prosciutto Toscano DOP.


TRE MOMENTI DEDICATI ALLA DEGUSTAZIONE PER TRE DIVERSI PUBBLICI.


Il racconto delle eccellenze toscane certificato passerà anche attraverso tre speciali appuntamenti di degustazione, studiati per coinvolgere pubblici differenti ma accomunati dalla ricerca del gusto e della cultura di prodotto. Il via si terrà il 28 ottobre con un momento formativo ed esclusivo rivolto ai futuri professionisti della ristorazione: il Consorzio dell’Olio Toscano IGP organizza presso l'Istituto Alberghiero "Aurelio Saffi" di Firenze la "Master class dell'Olio Toscano IGP", guidata dallo chef Mattia Barciulli e riservata agli studenti della scuola. Il 29 ottobre alle ore 9.30 l'approfondimento sensoriale si sposterà a Palazzo Medici Riccardi con la "Master class dei Cantuccini Toscani IGP", curata dal Consorzio AssoCantuccini nella Sala Pistelli per offrire a giornalisti ed esperti del settore presenti al convegno un viaggio sensoriale tra storia e abbinamenti di una delle icone dolciarie regionali. Infine, l'esperienza del gusto travalicherà le sedi dell'evento per abbracciare l'intero territorio regionale con la terza edizione della "Settimana dei Prodotti DOP e IGP Toscani in 100 ristoranti", promossa dall'Associazione QuORe dal 28 ottobre al 1° novembre per spalancare le porte della grande enogastronomia regionale a tutti gli appassionati e ai clienti dei locali aderenti, in un vero e proprio gemellaggio tra Buyfood Toscana e Associazione QuORe nel segno del gusto.



Nicoletta Cirradi

Barolo en Primeur 2026: l'asta dei record al Castello di Grinzane Cavour sfonda il muro degli 1,14 milioni di euro

 


La sesta edizione dell'asta benefica internazionale consacra il legame inscindibile tra i grandi vini delle Langhe, l'arte contemporanea e la solidarietà, superando i 5,6 milioni di euro totali raccolti dal debutto del progetto.


 Il suggestivo castello di Grinzane Cavour si conferma il cuore pulsante del collezionismo enologico mondiale. La serata di venerdì 23 ottobre 2026 passerà alla storia per un nuovo, straordinario primato: Barolo en Primeur ha raccolto ben 1.140.500 euro nella sua sesta edizione. Un risultato straordinario promosso da Fondazione CRC Donare ETS e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, in stretta collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.


I numeri di un successo globale

L'evento, battuto dal direttore di Christie's Italia Cristiano De Lorenzo e animato dagli interventi comici di Federico Basso, ha visto la partecipazione di offerenti fisici e in collegamento live da Londra e New York.


I veri protagonisti della serata sono stati i lotti in catalogo:


Le 14 barrique di Barolo Vigna Gustava 2025, vinificate separatamente dall'enologo di fama internazionale Donato Lanati.


I 7 lotti comunali, composti da pregiate bottiglie di Barolo e Barbaresco donate direttamente dai produttori del Consorzio.


La grande novità del 2026: una selezione esclusiva di 31 bottiglie storiche con annate capaci di risalire fino al 1996.


Il connubio con l'arte di Sol Calero


A rendere uniche le bottiglie dell'annata 2025 di Vigna Gustava sono state le etichette d'autore firmate da Sol Calero. L'artista venezuelana ha saputo tradurre in chiave visiva l'identità, il lavoro dell'uomo e i colori vibranti del territorio piemontese, trasformando ogni pezzo in una vera e propria opera d'arte contemporanea da collezione.


Un impatto concreto sul territorio e sul sociale


Dalla sua prima edizione nel 2021 ad oggi, Barolo en Primeur ha raccolto complessivamente oltre 5,6 milioni di euro, finanziando più di 120 progetti sociali, sanitari e culturali. Quest'anno, oltre al tradizionale sostegno alla Scuola Enologica di Alba per la ristrutturazione dei locali, una parte significativa delle risorse sarà destinata a un'importante causa interna alla filiera: lo sviluppo di progetti di formazione, inclusione e accoglienza notturna temporanea per i lavoratori stagionali impiegati nelle vigne del territorio albese.


Con questa sesta edizione, il Barolo non si afferma solo come un'eccellenza liquida assoluta, ma come un potente motore di responsabilità sociale e valorizzazione culturale capace di parlare al mondo intero.



Nicoletta Currafi

mercoledì 23 settembre 2026

Presentato a Villa Bardini il Bilancio di Sostenibilità di Opera Laboratori

Il Bilancio di Sostenibilità 2025 di Opera Laboratori traccia la rotta aziendale tra crescita, innovazione e rispetto per il territorio, puntando dritto al 2027 e alla sfida del progetto ExCelle. 




I pilastri del report

Condivisione della bellezza: Valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano. 

Rispetto e luce: Il concept del bilancio si fonda sull'idea della "luce", intesa come un gesto delicato che mette in risalto arte e natura senza prevaricarle. 

Tradizione e innovazione: Unire il sapere artigianale e tradizionale alle nuove tecnologie. 

Impegno sociale e ambientale: Promozione dei diritti umani, parità di genere, uso di energia rinnovabile e percorsi turistici sostenibili. 


Nel 2025 Opera Laboratori ha accolto oltre 17,7 milioni di visitatori (17.709.438) negli 86 siti museali gestiti su tutto il territorio nazionale, un dato che conferma la ripresa robusta del settore culturale e turistico italiano. I visitatori hanno usufruito di 15,3 milioni di titoli di accesso, di cui oltre 4 milioni gratuiti grazie a iniziative sociali come le domeniche al museo, accompagnati da oltre 8.000 visite guidate e quasi 2,1 milioni di audioguide distribuite. Le prenotazioni gestite sono state 7,5 milioni. Un approccio che mette al centro non soltanto la gestione dei luoghi della cultura, ma la capacità di prendersene cura costruendo intorno ad essi competenze, servizi e nuove opportunità di fruizione.

In questa prospettiva, un ruolo sempre più strategico è quello dei Laboratori, vero elemento distintivo del modello Opera e nucleo di origine della società nel 1991. Falegnameria, scenografie, restauro e lavorazione dei materiali, progettazione e allestimento costituiscono una filiera produttiva che permette di seguire internamente fasi diverse della realizzazione di mostre, allestimenti museali e grandi progetti culturali. Sono 147 i progetti sviluppati nel 2025 per 110 committenti, a testimonianza di una capacità che coniuga sapere artigianale, innovazione tecnologica e ricerca, arrivando alla produzione di allestimenti, scenografie, ricostruzioni e repliche artistiche. Tra le competenze distintive rientra la realizzazione di percorsi touchable ma anche l’utilizzo dei materiali brevettati come le rocce sintetiche: Operae Naturae Rockwork e Opera Acquarium Naturae, sviluppati per parchi divertimento, parchi a tema e acquari.


Sul fronte economico, i ricavi delle vendite e delle prestazioni raggiungono 83,7 milioni di euro, in crescita del 10,53% rispetto ai 76 milioni del 2024, mentre il valore della produzione sale a 84,5 milioni di euro (+4,1%). L’EBITDA (margine operativo lordo) si attesta a 5,9 milioni di euro e il valore economico generato e distribuito raggiunge 74,06 milioni di euro, di cui il 40,86% destinato al personale e il 56,04% ai fornitori del territorio. Sul piano sociale, Particolarmente significativo è il ruolo del capitale umano, l’organico conta 808 dipendenti, con una prevalenza femminile: le donne rappresentano il 60,4% della forza lavoro.


Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 


giovedì 17 settembre 2026

All'Innovation Center la presentazione del World Investment Report 2026

 



Presentazione del World Investment Report 2026. Appuntamento giovedì 17 settembre





La Regione Toscana e Invest in Tuscany ospitano a Firenze, in esclusiva e come prima e unica tappa italiana, la presentazione del World Investment Report 2026, lo studio annuale sugli Investimenti Diretti Esteri (Ide) curato dall’Unctad (la Conferenza delle Nazioni Unite su Commercio e Sviluppo). L'iniziativa, dopo il lancio ufficiale avvenuto lo scorso luglio nella sede Onu di Ginevra, costituisce la tappa ufficiale di avvicinamento a Selecting Italy, il forum nazionale di riferimento promosso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome sulle strategie di attrazione dei capitali esteri.


Parteciperà, tra gli altri, il presidente della Regione Eugenio Giani.


L'appuntamento è fissato per domani, 17 settembre, presso Innovation Center / Lungarno Soderini, 21 Firenze, con inizio dei lavori alle ore 10.



Nicoletta Curradi

venerdì 4 settembre 2026

Un autunno incantato a Villa Agape



Nuovi format tra cucina toscana contemporanea e convivialità nella villa rinascimentale affacciata su Firenze




Immersa nel verde delle colline che circondano Piazzale Michelangelo, Villa Agape, struttura del brand di hospitality Place of Charme, rinnova la propria stagione di esperienze gastronomiche.


Protagonista è il Ristorante La Duchessa, che amplia la propria offerta riconfermando due nuovi format lanciati la scorsa primavera: il brunch domenicale e gli aperitivi serali nel parco, pensati sia per il pubblico locale sia per chi desidera vivere Firenze da una prospettiva più raccolta.


Il brunch della domenica: i sapori autentici dell’autunno toscano


Pensato come un vero e proprio viaggio gastronomico, il brunch de La Duchessa si articola in cinque percorsi gastronomici pensati per soddisfare ogni preferenza: pesce, carne, una proposta ispirata al breakfast continentale rivisitato in chiave contemporanea, il grande classico del pranzo domenicale italiano e un'opzione interamente vegana. A chiudere, una selezione di dessert della casa.


Il tutto immerso nella quiete del parco storico della villa, tra giardini all’italiana e scorci panoramici sulla città.


Le prossime date:


Settembre: 6, 13, 20, 27


Ottobre: 4, 11, 18, 25


Aperitivi al tramonto: il venerdì d’autunno tra gusto e atmosfera


Oltre al brunch, la stagione autunnale 2026 rinnova il calendario di appuntamenti dedicati all’aperitivo, in programma in alcune date selezionate da settembre e ottobre.


Dalle 19 alle 21 gli spazi esterni della villa – e in particolare il giardino e l’area della Limonaia – si trasformano in un luogo informale e accogliente dove vivere il tramonto tra cocktail e proposte gastronomiche pensate per la condivisione.


La formula prevede un drink accompagnato dal buffet “Finger Agape”, un percorso di piccoli assaggi che reinterpretano la tradizione toscana in chiave contemporanea.


Un momento pensato per un pubblico trasversale, tra residenti e ospiti, che combina qualità della proposta e unicità del contesto.




Le prossime date:


Settembre: 4, 11, 18, 25


Ottobre: 2, 9, 16, 23, 30


Alcuni cenni sulle origini di Villa  Agape, dimora rinascimentale immersa in uno dei parchi privati più suggestivi di Firenze, realizzato su richiesta della Duchessa d’Aosta e caratterizzato da un giardino all’italiana con piante rare e scorci panoramici sulla città.

Qui l’esperienza gastronomica si intreccia con quella del luogo: tra arte, natura e storia, la villa offre un rifugio a pochi minuti dal centro, dove rallentare e riscoprire il piacere del tempo.


Il ristorante La Duchessa, aperto anche al pubblico esterno, si inserisce in questo contesto con una proposta che valorizza la cucina toscana e italiana, attenta alle diverse esigenze alimentari e orientata alla qualità delle materie prime.


Con la ripresa del brunch domenicale e degli aperitivi del venerdì, Villa Agape continua a rafforzare il proprio ruolo come luogo da vivere non solo per soggiornare, ma anche per condividere momenti di convivialità in una delle cornici più affascinanti di Firenze.


https://www.villaagape.it/


Fabrizio Del Bimbo 


domenica 30 agosto 2026

Oltre la spiaggia: il lato segreto e millenario di Rimini

 




Basta fare pochi passi lontano dal mormorio della spiaggia e dal sole che infiamma l'asfalto per scoprire che Rimini non ha una sola anima. Oltre la soglia del Museo della Città, il tempo cambia passo. A dare il benvenuto non sono le grida gioiose della riviera, ma il silenzio denso di duemila anni, custodito nella lucentezza di un mosaico o nel profilo sottile di un antico bisturi di bronzo.




Il Museo della Città di Rimini 'Luigi Tonini" si trova in Piazza Ferrari a Rimini e racconta la storia del territorio da un milione di anni fa fino all'età contemporanea. 


Il museo occupa un antico collegio dei gesuiti del Settecento nel centro della città. Le sale ampie accolgono i visitatori in un viaggio tra archeologia e arte. 




Il percorso espositivo si divide in diverse sezioni di grande valore:

La Domus del Chirurgo custodisce i resti di una casa romana. Conserva un set unico di strumenti medici antichi.

 Pinacoteca raccoglie dipinti e affreschi dal Trecento al Seicento con i opere di artisti famosi come il Guercino.

Questo luogo svela l'anima nascosta di Rimini e mostra come la città è cambiata nel corso dei secoli. È una tappa perfetta per chi ama la cultura e la storia antica.]

https://www.museicomunalirimini.it/


Nicoletta Curradi 

martedì 25 agosto 2026

Suggestive esperienze di fine estate all'hotel La Poata

 



Quando il caldo più intenso dell’estate inizia ad attenuarsi, la Val d’Orcia entra forse nella sua stagione più affascinante. Il paesaggio si fa più morbido, nei vigneti comincia la vendemmia e, intorno a Montalcino, tutto torna a parlare di Sangiovese, Brunello e della nuova annata.


Nel cuore di questo scenario si trova Hotel La Posta a Bagno Vignoni, punto di partenza ideale per raccontare una forma tutta toscana di benessere.


Qui, infatti, il wellness va ben oltre la Spa. Significa iniziare la giornata con una passeggiata tra le colline d’autunno, scoprire a pranzo i sapori del territorio, concedersi nel pomeriggio un calice di vino in cantina e concludere la giornata immergendosi nelle calde acque termali. A completare l’esperienza, meditazione con gong, yoga e, soprattutto, tempo da dedicare a sé stessi.


Il sabato sera le piscine termali restano aperte fino alle 22:45, per vivere un’esperienza particolarmente suggestiva: un bagno nelle acque calde sotto il cielo stellato della Val d’Orcia.




Anche il passaggio dall’estate all’autunno viene celebrato con alcuni appuntamenti speciali:


28 agosto: Cena di pesce nel parco, seguita da un bagno termale sotto le stelle.


12 settembre: Swim & Sip con musica dal vivo, aperitivo e cena direttamente a bordo piscina.


Un possibile spunto  per una esperienza di fine estate o d’autunno in Toscana, tra vendemmia, acque termali, cucina del territorio e slow travel.

https://www.lapostahotel.it/it/

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 22 luglio 2026

Calici di stelle 2026 alla Tenuta di Nozzole

       


                                                                                            


La magia dell’estate incontra l’eccellenza del vino


Tenuta di Nozzole, Domenica 10 Agosto


 


Una serata in cui il fascino del cielo stellato, la bellezza delle colline del Chianti, l’eleganza di grandi vini, la musica e la gastronomia si incontrano per dare vita a un’esperienza destinata a lasciare il segno. È questo lo spirito di Calici Sotto le Stelle 2026, l’evento promosso da Ambrogio e Giovanni Folonari nella prestigiosa Tenuta di Nozzole, storica cantina di Greve in Chianti.


L’edizione 2026 sarà dedicata a un anniversario speciale: i 40 anni de La Pietra Chardonnay Toscana IGT, celebrati con una prestigiosa mini verticale di due annate storiche che permetterà agli ospiti di scoprire l’evoluzione di un vino che ha contribuito a scrivere la storia dell’enologia toscana.


A esaltare la degustazione, l’Antica Macelleria Cecchini proporrà una cena con grigliata di carne a vista, interpretando i sapori più autentici della tradizione toscana in un percorso gastronomico pensato per accompagnare i vini della serata.


L’appuntamento è per il 10 agosto 2026, dalle 20.00 alle 24.00, sulla terrazza panoramica della Tenuta di Nozzole, affacciata sui vigneti. Tra la luce dorata del tramonto e un cielo punteggiato di stelle, gli ospiti potranno vivere un’esperienza immersiva all’insegna del vino, della convivialità e della bellezza del territorio.


A rendere l’atmosfera ancora più speciale sarà la presenza di Giovanni Folonari, Presidente dell’azienda, che dichiara:


“Aprire le porte della Tenuta di Nozzole in occasione di Calici Sotto le Stelle significa creare connessioni, raccontare il territorio e lasciare un ricordo indelebile. È questo il modo in cui immaginiamo il futuro del vino italiano.”


La serata sarà accompagnata dal dj set di @Ander_off, tra i nomi più interessanti della scena musicale contemporanea. Per il quarto anno consecutivo torneranno inoltre gli esperti dell’Associazione Astrofili Fiorentini, che guideranno gli ospiti nell’osservazione delle costellazioni e della Luna, regalando un’esperienza ancora più suggestiva.


A completare il programma sarà la presenza di @stiligrafica_livepainting, che realizzerà dal vivo raffinati ritratti ad acquarello, offrendo ai partecipanti un ricordo unico e personalizzato dell’evento.


Nel corso della serata sarà inoltre possibile visitare la barricaia e la storica cantina di Nozzole, con due visite guidate disponibili su prenotazione.


La quota di partecipazione è di 75 euro a persona. Sono previste gratuità e riduzioni per i ragazzi. Gli animali non sono ammessi.


L’evento è a numero chiuso. Si consiglia pertanto di prenotare con anticipo, segnalando eventuali allergie, intolleranze alimentari, preferenze o esigenze di accessibilità al momento della prenotazione, al seguente indirizzo Visite e Degustazioni Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute (tenutefolonari.com)


Nicoletta Curradi

lunedì 13 luglio 2026

I grandi del Rinascimento e del Vedutismo in mostra a Biaf 2026 con Matteo Salamon






Firenze, Palazzo Corsini, dal 26 settembre al 4 ottobre

 

Per la XXXIII edizione di Biaf, Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, la storica galleria milanese Matteo Salamon propone una selezione di dipinti di grande prestigio, realizzati dal tardo Gotico alla metà del Settecento. Alla tradizionale rassegna fiorentina Salamon presenta infatti, oltre ad alcuni rari dipinti a fondo oro del primo Quattrocento, una Madonna con Bambino, realizzata dal pittore rinascimentale Bernardino Luini all’apice della sua carriera: l’artista si cimenta in una versione particolare di un soggetto che gli è caro. E con uno stile maturo, che fonde le diverse suggestioni per approdare a composizioni di assoluta armonia. In mostra figura anche Sant’Antonio da Padova, dipinto attorno al 1538 da Gaudenzio Ferrari, lombardo definito da Vasari “eccellentissimo, pratico et espedito”: dopo la conoscenza dell’opera di Perugino e Raffaello, Gaudenzio giunge a un linguaggio con figure che esprimono in maniera naturalistica gli “affetti”. Infine, nel percorso di Biaf tocca a un capolavoro di Canaletto, il maestro del Vedutismo il cui catalogo si arricchisce proprio dell’opera proposta, che racconta vicissitudini legate ai restauri e segreti della pennellata di Canaletto. 

 

LA MISURA CHE DIVENTA ARMONIA

Il percorso si apre con la Madonna con Bambino, proveniente dalla collezione Litta Modignani di Milano, un’opera autografa di Bernardino Luini (1480/1482 - 1532), fra i maggiori artisti del Rinascimento lombardo, che esordisce con impianti spaziali affini alla tradizione veronese, per poi guardare a Zenale, Bramantino, Leonardo. Risultato? Uno stile controllato, misurato, un classicismo purista attraversato da una vena narrativa accattivante, in sintonia con l’ambito umanistico milanese dell’epoca. Il dipinto proposto da Matteo Salamon è realizzato probabilmente nel momento di maggior successo della carriera di Luini, che qui si misura con una versione originale di un soggetto che gli è molto caro. Maria, seduta con uno scialle sul capo, con la mano sinistra accarezza il petto del Bambino, che sgambetta e sorride. Sullo sfondo, a destra, un drappo verde si apre su uno specchio d’acqua e sui monti, secondo un motivo veneto riproposto anche dai pittori leonardeschi. I colori vivaci, quasi ad effetto smaltato, e i passaggi chiaroscurali tenui sono caratteristici di Luini e della pittura lombarda del primo Cinquecento.  Il volto della Vergine con le sopracciglia arcuate e il mento affusolato è invece un tratto caratteristico dell’artista, che ricorre ad esempio nella sua Maddalena di Washington, mentre la mano della Madonna, con il mignolo piegato è uno stilema ricavato dalle mani in preghiera, presente nella Vergine del Compianto giovanile di Budapest. L’espressione, i movimenti vivaci del Piccolo guardano ai “moti” di Leonardo, ma con la compostezza che caratterizza lo stile di Luini. Il dipinto del 1520 si può collegare a soggetti analoghi, come la Madonna con il bambino della Wallace Collection di Londra.

 

COLLOQUI DI SGUARDI E GESTI

Sempre legata al classicismo la tavola Sant’Antonio da Padova, dipinta attorno al 1538, rappresenta un tassello importante nel percorso artistico di Gaudenzio Ferrari (1475 - 1546), poiché faceva parte della pala realizzata dall’artista per la chiesa di Santa Chiara a Milano, struttura delle Clarisse le cui religiose provenivano dalle famiglie più prestigiose di Milano, poi inglobata nell’edificio del Monte di Pietà. La pala, collocata sull’altare maggiore, nel punto di maggior prestigio, rappresentava la Madonna con il Bambino, affiancata da Santa Chiara e Sant’Antonio da Padova e sormontata da due angioletti reggi corona. L’insieme viene smembrato e dal 1782 è soggetto a diversi passaggi di mano, ricostruiti per la rassegna monografica dedicata all'artista nel 2018 a Varallo, Vercelli e Milano. Oggetto di una rivalutazione critica negli ultimi decenni, il primo dipinto della fase milanese di Gaudenzio testimonia i legami stretti con i Francescani Osservanti. Che dagli esordi hanno favorito i rapporti di Ferrari con gli ambienti artistici milanesi del tardo Quattrocento, e con i suoi nomi di punta, quali Bramante e Leonardo. A queste suggestioni l’artista ne ha aggiunte altre, guardando a Perugino e Raffaello, per arrivare a una fusione armonica dei suoi modelli in un linguaggio con figure legate da un fluire ritmico e connotate da una resa naturalistica delle espressioni e degli affetti. Anche il Sant’Antonio da Padova, da ascrivere alla fase matura dell’artista, è caratterizzato dal classico attributo del giglio che indica purezza e da sguardo e gesti trattenuti, posti in risalto dal tessuto rosso che fa da sfondo alla pala.

 

I SEGRETI DI CANALETTO

Un impianto prospettico rigoroso contraddistingue anche l’opera che pone in primo piano Palazzo Pesaro, edificio barocco che si apre sul Canal Grande e viene restituito da Canaletto (1697 - 1768), al secolo Giovanni Antonio Canal, con una luce enfatizzata che proviene da nord est e accarezza le altre strutture nel cuore di Venezia. E con la fusione di architettura e natura che connota il percorso del vedutista, sempre alla ricerca di un’attenta resa atmosferica. Il dipinto Il Canal Grande Verso Sud-Est, Dal Palazzo Pesaro Al Fondaco Dei Tedeschi, Venezia, finora inedito, segna un’importante new entry nel catalogo di Canaletto, con firma per esteso, accompagnata dalla data, con la quale forse il pittore intende differenziarsi dal lavoro del nipote Bernardo Bellotto. La tela del 1744 è connotata da un impianto prospettico rigoroso, dalla cura dei particolari e da una luce rosata, caratteristiche della maturità di Canaletto. Ma riprende gli schizzi realizzati attorno al 1730 con la camera ottica, per far fronte alle numerose commissioni di vedute. Il dipinto proposto a Biaf 2026, ha il cielo solcato all’orizzonte da nuvole lunghe e strette, mentre nella parte più in alto ci sono morbidi cumuli bianchi. Le figure, rese con tocchi fluidi, sono accurate, dalle teste piccole ai nasi a pallina, come nelle tele delle Collezioni Reali britanniche. Canaletto in questo dipinto rappresenta Palazzo Pesaro con una centralità che ricorre di rado nella sua pittura.

Il restauro recente ha messo in luce alcuni dettagli tecnici abituali in Canaletto, come la preparazione di colore diversificato, bruno rossastro sotto la pittura del cielo, aranciato sotto quella delle case e dell’acqua. Il dipinto ha subito nel passato almeno due restauri invasivi, le cui tracce sono state eliminate per procedere a una rispettosa ricostruzione della pellicola pittorica.

 

MATTEO SALAMON OLD MASTERS

Matteo Salamon ha aperto la sua galleria alla fine degli anni '90, orientandosi verso la pittura italiana, con un'attenzione specifica alle opere toscane del XIV e XV secolo e al Vedutismo veneziano del XVIII secolo; inoltre, ha portato avanti con entusiasmo la tradizione familiare di competenza nel disegno italiano dal XV al XVIII secolo.

Negli ultimi trent'anni, la Galleria Salamon è diventata un punto di riferimento a livello internazionale per collezionisti e studiosi. Matteo collabora con i più importanti restauratori italiani in ambito pittorico e con gli storici dell'arte, incaricati di studiare le opere e di ricostruirne la provenienza con la massima precisione e accuratezza. 

A tal proposito, Matteo predilige acquisire dipinti da collezioni private, avvalendosi della consolidata familiarità della sua famiglia con alcuni dei più importanti collezionisti europei. Infine, la galleria è molto attenta ai rapporti personali. 

 

Nicoletta Curradi 


giovedì 2 luglio 2026

Indaco e Rhum, il viaggio di Velier durante Pitti Uomo tra identità nazionali e tradizioni agricole



Moda, storia dei Caraibi e spirits si sono incontrati a Firenze in occasione di Pitti Uomo 110  La masterclass guidata da Angelo Canessa e Kathiana Saincy ha raccontato il legame che unisce la coltivazione dell'indigo, la pianta da cui si ricava l’indaco, e della canna da zucchero nelle Antille francesi e ad Haiti, due produzioni che hanno contribuito a costruire l'identità culturale di questi territori e che ancora oggi rivivono attraverso l'alta moda e il rhum artigianale.  

In occasione dell'ultima edizione di Pitti Uomo, Velier ha dato vita a Firenze a un incontro che ha saputo andare oltre la semplice degustazione, trasformandosi in un racconto corale di territori, cultura e identità. La masterclass dedicata alle Antille francesi e ad Haiti ha messo al centro due materie prime che per secoli hanno segnato la storia economica, sociale e culturale dei Caraibi: l'indigo e la canna da zucchero. Due risorse diverse, ma accomunate da un percorso fatto di terra, lavoro, commerci e tradizioni, che ancora oggi continuano a caratterizzare il paesaggio e vivere attraverso due espressioni d'eccellenza: la moda e il rhum. Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio sono stati Angelo Canessa, Spirits Specialist per Velier, e Kathiana Saincy, stilista haitiana che attraverso il proprio lavoro riscopre e valorizza le origini del suo Paese. Nel corso della masterclass Canessa ha guidato la degustazione di cinque distillati distribuiti in Italia da Velier, utilizzandoli come punto di arrivo di un racconto dedicato alla canna da zucchero, ai terroir delle Antille e alle diverse interpretazioni che questa materia prima assume nelle produzioni artigianali dei Caraibi. Il percorso degustativo si è aperto con Rhum Rhum, progetto che vede Velier a fianco di Gianni Vittorio Capovilla, grande creatore di distillati di frutta sia in Veneto che a Marie-Galante, in Guadalupa, realizza da anni un eccezionale rhum da puro succo di canna in alambicco discontinuo. Con Neisson Godinot si è esplorato il lavoro della distilleria della Martinica sulle singole parcelle di canna da zucchero, dimostrando che il terroir nel rhum è una variabile fondamentale, esattamente come nel mondo enoico. Infine la misconosciuta ricchezza della cultura haitiana del rum, che qui prende il nome di Clairin. In degustazione Michel Sajous e Providence Dunder & Syrup, prodotto alla Distillerie du Port au Prince.       

  Il racconto dei rum si è intrecciato con la testimonianza di Kathiana Saincy. Arrivata in Italia dopo il terremoto che ha colpito Haiti nel 2010, la designer ha costruito il proprio percorso creativo prima a Trento e poi a Milano, sviluppando una ricerca stilistica che guarda costantemente alle proprie radici. Al centro del suo lavoro c'è proprio l'indigo, la pianta da cui si ricava il celebre pigmento blu naturale, una coltivazione che per secoli ha rappresentato una delle principali ricchezze di Haiti e delle Antille, influenzandone la storia, l'economia e la tradizione manifatturiera. L'incontro ha così mostrato come indigo e canna da zucchero condividano un destino comune. Entrambe sono colture che hanno modellato il paesaggio e la società caraibica, dando origine a saperi tramandati nel tempo e a produzioni che ancora oggi custodiscono un forte valore identitario. Se da una nasce il colore che continua a ispirare il mondo della moda, dall'altra prende vita il rhum, espressione liquida dello stesso patrimonio agricolo e culturale. 

A fare da cornice all'iniziativa è stato l'Hotel Indigo Firenze, una scelta naturale per un appuntamento che ha posto al centro il concetto stesso di identità territoriale e di racconto dei luoghi. La serata si è conclusa con il guest shift del bartender Elis Carriero di Casa Azzoguidi, che ha proposto una selezione di twist sul Daiquiri, affiancata da due ulteriori interpretazioni del cocktail presentate anche dal cocktail bar Binomio, chiudendo il percorso con una lettura contemporanea di uno dei drink più rappresentativi della cultura caraibica.   La giornata evento ha restituito una prospettiva inedita sulle produzioni delle Antille francesi ed ex francesi, mostrando come la valorizzazione di una materia prima possa dare vita a forme di eccellenza solo apparentemente lontane. Se nell'alta moda la qualità nasce dalla selezione dei materiali, dalla cura del dettaglio e da un sapere artigianale che trasforma il tessuto in un pezzo unico, allo stesso modo alcune delle più prestigiose distillerie delle Antille fanno della lavorazione della canna da zucchero, del rispetto dei tempi della natura e della maestria produttiva il cuore della propria identità. Due espressioni diverse, unite dalla stessa cultura del fare, in cui tradizione, manualità e ricerca continuano a rappresentare il vero valore aggiunto.   


Nicoletta Curradi

giovedì 25 giugno 2026

Pitti Bimbo 103 torna alla Fortezza da Basso

 


È tornato l’appuntamento con la moda junior e il family lifestyle. Il 24 e 25 giugno, la Fortezza da Basso ha aperto  le porte a Pitti Immagine Bimbo 103. Sotto il segno del tema “The Pitti Pool” e guidata dall’orsetto Splashy, nato dalla creatività di Amedeo Piccione, la manifestazione ha presentato le novità della primavera/estate 2027, trasformandosi in una vera piazza d3i incontro per la moda bambino.


Il cuore dell’evento si è confermato il piano attico del Padiglione Centrale, con una selezione di oltre 100 marchi dall’alta presenza estera. Le proposte spazieranno dai tessuti tecnologici al beachwear, fino a design, giocattoli e arredi. Tra le aree di ricerca spiccano il consolidamento di The New Edit, dedicato all’avanguardia contemporanea e alla sostenibilità, e la partnership con la piattaforma amburghese The Family Circle.


Non mancano le novità nei format commerciali. Quest’anno debutta The Cabina, spazio esclusivo per orientare stampa e compratori verso i marchi emergenti dal forte impatto estetico. Per velocizzare i contatti nasce inoltre un originale sistema di presentazioni rapide in cui gli operatori, muniti di un “passaporto dei marchi”, potranno collezionare i timbri dei vari incontri svolti.


L’edizione 103 ha celebrato anche importanti anniversari. In Fortezza si sono festeggiati  i 15 anni di iDO (Miniconf) e il decimo compleanno di Sticky Lemon. Traguardi significativi anche per l’editoria: Style Piccoli  ha celebrato i suoi 18 anni con una mostra dedicata, affiancata dall’esposizione fotografica “Enfant – Soleil” di Marie Claire Enfants e dal racconto dello stile di strada firmato da MilK Magazine.


A fare da sfondo a questa ricca due giorni sono stati, infine, i momenti di sfilata collettiva in passerella e i numerosi appuntamenti di incontro, pensati per supportare concretamente il mercato e favorire lo scambio di idee

L'azienda TNTRM, brand tedesco focalizzato sulla moda per ragazze dagli 8 ai 16 anni, è presente a Pitti Bimbo 103 alla Fortezza da Basso. 


Il brand propone capi sofisticati ma non "da grandi". Si focalizza sull'uso di tessuti organici, costruzione artigianale di alta qualità e offre uno stile cool e senza tempo.

Il brand ha partecipato allo speciale aperitivo "The Becoming Hour" che si è tenuto presso Piazza Pirouette.


Nicoletta Curradii

sabato 13 giugno 2026

Pitti Uomo 110: THE PLACE Firenze e The Place of Wonders presentano la capsule sleepwear realizzata in collaborazione con Flora Lastraioli

 



Pitti Uomo 110: THE PLACE Firenze e The Place of Wonders presentano la capsule sleepwear realizzata in collaborazione con Flora Lastraioli


In occasione della 110°edizione della più importante fiera e piattaforma internazionale di moda e lifestyle maschile, il boutique hotel tra i più esclusivi di Firenze e la fondazione della Famiglia Babini presentano la nuova linea esclusiva dedicata alla dimensione privata, realizzata in collaborazione con lo storico laboratorio di lingerie.


In programma dal 16 al 19 giugno 2026 con la sua 110° edizione, Pitti Immagine Uomo si conferma il più significativo evento dedicato alla moda e al lifestyle maschile, nonché l’occasione per celebrare  l’artigianalità fiorentina e, in generale, la creatività italiana, che in questi settori trova una delle loro forme espressive più autentiche.


Una capsule esclusiva dedicata all’eleganza anche nella dimensione privata


Per l’occasione THE PLACE Firenze – l’esclusivo boutique hotel affacciato su Piazza Santa Maria Novella, parte della collezione The Hospitality Experience e de The Leading Hotels of the World – presenterà  un progetto che intreccia ospitalità, manifattura artigianale e cultura del vivere contemporaneo attraverso una proposta di sleepwear uomo e donna, realizzata insieme Flora Lastraioli.


La lingerie tra moda e ospitalità: due espressioni di eleganza all’italiana


Più che una collezione moda, il progetto rappresenta un’estensione dell’esperienza di ospitalità firmata THE PLACE: un linguaggio che supera lo spazio dell’hotel per trasformarsi in rituale quotidiano, in una forma di lusso autentico da vivere nella propria dimensione più intima e personale. La capsule è infatti frutto di una collaborazione promossa da e The Place of Wonders, la fondazione della Famiglia Babini, dedicata a supportare e promuovere la tradizione secolare dell’artigianato e creatività italiani, patrocinando progetti di salvaguardia delle meraviglie artistiche e culturali nei territori di riferimento attraverso iniziative che favoriscono l’incontro tra tradizione, creatività contemporanea e valorizzazione del know-how locale.


Un dialogo tra eccellenze del Made in Italy


Per THE PLACE, la scelta di affiancarsi a Flora Lastraioli, uno dei “Wonders” sostenuti dalla Fondazione, nasce dal desiderio di instaurare un dialogo con una manifattura che custodisce il patrimonio fiorentino attraverso tecniche che uniscono memoria storica, sensibilità estetica e cura sartoriale. Un savoir-faire che emerge in ogni dettaglio del progetto, concepito come un racconto senza tempo, raffinato ed essenziale.


L’ispirazione dai principi estetici del Rinascimento


Nel concreto, la capsule si compone di un pigiama uomo, un pigiama donna e bermuda coordinati,  realizzati in popeline di cotone organico e sviluppati per riflettere l’eleganza discreta e l’identità sofisticata dell’hotel. Fondamentale a questo scopo è il pattern grafico ispirato direttamente alla brand identity della struttura, sviluppato a partire dallo studio dei disegni di Leon Battista Alberti, e in particolare il riferimento ai principi di proporzione, solidità, funzionalità, bellezza, rigore formale e sensibilità decorativa espressi nel suo De Re Aedificatoria e applicati anche alla facciata di Santa Maria Novella. 


Un processo creativo che trasforma una linea sleepwear in parte di un’esperienza


Questa indagine condotta sul linguaggio architettonico e tipografico rinascimentali, è stato tradotto da Flora Lastraioli in un processo creativo che ha dato vita a un dialogo armonico tra design tessile e interior aesthetic, trasformando il prodotto in un’estensione naturale dell’esperienza The Place, che con i suoi elementi strutturali e dettagli ornamentali curati e organizzati in una trama contemporanea essenziale e modulare, è capace di celebra l’anima più autentica di Firenze attraverso un’esperienza sartoriale e un design intimo, trasformandosi in un rifugio urbano raffinato, concepito come “una casa lontano da casa”, dove l’ospitalità si esprime con discrezione ed eleganza, senza rinunciare al calore italiano, al savoir faire toscano e al profondo senso di appartenenza di chi vive e tramanda l’orgoglio della Città del Giglio.


Raffinatezza senza tempo da indossare


Per il modello uomo è stato sviluppato un pigiama dal taglio sartoriale classico, rifinito con rever realizzati nel tessuto stampato personalizzato, dettaglio che conferisce carattere e riconoscibilità al capo mantenendo un’eleganza senza tempo. Lo stesso approccio stilistico è stato reinterpretato nella proposta femminile, con una silhouette raffinata e contemporanea che reinterpreta la tradizione del nightwear attraverso linee essenziali e dettagli coordinati nel medesimo pattern esclusivo.


In entrambi i casi la palette cromatica, declinata nei toni del verde chiaro e del verde profondo, è stata studiata per evocare una continuità con l’atmosfera elegante dell’hotel, e i capi uniscono comfort, eleganza rilassata e attenzione ai dettagli anche per il momento più privato del quotidiano, trasformando lo sleepwear nel simbolo di una nuova idea di slow luxury, dove estetica e artigianalità convivono in modo naturale.


Nicoletta Curradi 

giovedì 28 maggio 2026

Duetorrihotels ottiene la certificazione GSTC per tutti i suoi 5 stelle

 




Dal Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna al Due Torri Hotel di Verona, dall’Hotel Bernini Palace di Firenze all’Hotel Bristol Palace di Genova: tutte le strutture 5 stelle del Gruppo Duetorrihotels hanno ottenuto la certificazione del Global Sustainable Tourism Council (GSTC), tra i principali standard internazionali per il turismo sostenibile. 


“Siamo impegnati da anni – sottolinea Franco Vanetti DG del Gruppo - verso un modello di ospitalità sostenibile, autentica e responsabile. Una grande soddisfazione aver raggiunto questo traguardo trasversalemente, su tutte le nostre strutture del segmento lusso”.


In Italia sono attualmente 215 le strutture ricettive certificate GSTC.


Il Gruppo Duetorrihotels annuncia con orgoglio che tutti e quattro i suoi hotel 5 stelle hanno ottenuto la certificazione GSTC – Global Sustainable Tourism Council, il più autorevole standard internazionale dedicato al turismo sostenibile, rilasciata da Vireo, organismo indipendente accreditato.


Un riconoscimento che conferma una visione dell’ospitalità fondata sulla gestione responsabile delle risorse, sul rispetto dell’ambiente e dei territori e sulla volontà di offrire esperienze che uniscono eleganza, autenticità e consapevolezza.


Il percorso che ha portato alla certificazione ha coinvolto il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, il Due Torri Hotel di Verona, l’Hotel Bernini Palace di Firenze e l’Hotel Bristol Palace di Genova: quattro dimore iconiche dell’ospitalità italiana, custodite all’interno di altrettanti palazzi storici e profondamente legate all’identità culturale delle città che le ospitano.


“Operiamo all’interno di luoghi straordinari, custodi di storia, cultura e identità italiane: per questo crediamo che l’ospitalità di lusso oggi debba necessariamente evolvere verso modelli sempre più consapevoli e sostenibili” spiega il Direttore generale del Gruppo Franco Vanetti. “L’ottenimento della certificazione GSTC per tutti i nostri hotel luxury rappresenta per Duetorrihotels un risultato di grande valore e, allo stesso tempo, una responsabilità verso il futuro.


Questo riconoscimento internazionale conferma il lavoro svolto quotidianamente dalle nostre squadre nel coniugare eccellenza dell’accoglienza, rispetto dell’ambiente, attenzione alle persone e valorizzazione dei territori”.


Negli ultimi anni il Gruppo ha infatti avviato un articolato percorso di miglioramento continuo introducendo pratiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale delle sue attività e alla valorizzazione delle comunità locali. 


Tra le iniziative sviluppate figurano la progressiva eliminazione della plastica monouso, l’utilizzo di materiali naturali e riciclabili, il monitoraggio dei consumi energetici e idrici, la riduzione delle emissioni, una gestione oculata della raccolta differenziata e la promozione di una mobilità più sostenibile. 


Grande attenzione viene inoltre dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e gastronomico dei territori, attraverso collaborazioni con fornitori locali, progetti culturali ed esperienze autentiche pensate per gli ospiti. La sostenibilità viene così interpretata non soltanto come tutela ambientale, ma come un modello di sviluppo capace di generare valore condiviso per collaboratori, comunità e destinazioni. 


L’ottenimento della certificazione GSTC rappresenta dunque una tappa fondamentale di un percorso destinato a evolversi nel tempo, con obiettivi sempre più ambiziosi in termini di efficientamento energetico, utilizzo di energie rinnovabili, formazione e riduzione degli impatti ambientali. 


“La sostenibilità, per noi – prosegue Vanetti - non è un traguardo raggiunto ma un percorso continuo di miglioramento, innovazione e crescita condivisa. Vogliamo continuare a offrire ai nostri ospiti un servizio esclusivo, contribuendo allo stesso tempo alla tutela del patrimonio culturale e ambientale delle città che ci ospitano”.


In un mercato dove il lusso evolve verso esperienze sempre più consapevoli, Duetorrihotels sceglie di trasformare la sostenibilità in parte integrante della propria idea di eccellenza.

Nicoletta Curradi 

mercoledì 27 maggio 2026

I 70 anni dell'Accademia Cappiello in mostra a Firenze

Dal 28 maggio al 30 giugno 2026, l’Accademia Cappiello celebra il proprio anniversario trasformando i suoi spazi in un museo vivo: opere rare, documenti e manifesti di Leonetto Cappiello dialogano con oltre cento lavori dell’Accademia, tra progetti degli studenti, materiali d’archivio e video.



L'Accademia Cappiello di Firenze, parte del polo formativo Hdemy Group, celebra i suoi settant’anni con “Essere Cappiello. Immagine, memoria e formazione del visivo”, una mostra dedicata alla storia dell’Accademia, all’eredità di Leonetto Cappiello (1875–1942), e alla continuità della formazione visiva tra passato e presente.

Aperta al pubblico dal 28 maggio al 30 giugno 2026, la mostra è promossa da Hdemy Group e realizzata con la partecipazione di LCICA – Leonetto Cappiello International Centre for Arts e di Galleria d’Arte Athena, e con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Livorno e ADI Toscana.

Curata da Eleonora Sassoli e Simone Nannipieri, in collaborazione con l’Associazione Leonetto Cappiello e la Galleria d’Arte Athena di Livorno. “Essere Cappiello” supera la dimensione puramente celebrativa per configurarsi come un percorso culturale e un’occasione di confronto sui linguaggi della comunicazione visiva contemporanea.

«Con “Essere Cappiello” non celebriamo soltanto una storia di valore artistico e culturale, ma ne riaffermiamo l’attualità attraverso un percorso che continua a parlare al presente. Il progetto rappresenta inoltre un’importante occasione per consolidare la presenza culturale dell’Accademia a Firenze, città in cui la tradizione artistica continua a confrontarsi e dialogare con i linguaggi del contemporaneo», dichiara Nicola Pighi, Fondatore e Presidente di Hdemy Group.

Al centro della mostra una selezione di oltre cento lavori dell’Accademia a cura di Stefano Mingaia, e video-sequenze curate da di Rossana Loperfido. Progetti innovativi, documenti d’Archivio e video che dialogano con alcune opere e manifesti d’epoca di Leonetto Cappiello, da cui l’istituzione fiorentina prende il nome. Un artista che ha saputo anticipare molti dei temi ancora centrali nella comunicazione visiva contemporanea: l’immediatezza del segno, la riconoscibilità dell’immagine, il rapporto tra arte, pubblicità e costruzione simbolica del brand. 

Fondata nel 1956 da Gastone Canessa, pittore, pubblicista e fondatore, l’Accademia nasce a Firenze con l’obiettivo di formare professionisti della comunicazione visiva attraverso un approccio concreto, laboratoriale e orientato al progetto. In settant’anni di attività, la scuola ha attraversato trasformazioni culturali, tecnologiche e professionali, mantenendo un’identità profondamente legata all’immagine, alla sperimentazione e al fare creativo.

La mostra non si presenta come una semplice retrospettiva. Gli spazi dell’Accademia diventano un museo vivo, in cui opere rare, documenti inediti, manifesti d’epoca e memorabilia di Leonetto Cappiello dialogano con i lavori storici e recenti degli studenti. Il progetto mette in relazione la nascita dell’immagine moderna con la ricerca contemporanea dei nuovi progettisti, raccontando l’Accademia come un luogo in cui la memoria non viene soltanto conservata, ma continuamente rimessa in movimento.


Il percorso espositivo

Al piano terreno, pannelli dedicati alla storia della scuola raccontano la nascita dell’Accademia, l’evoluzione dei corsi e il ruolo di figure, artisti e professionisti che hanno contribuito alla sua identità. In un’aula oscurata, proiezioni continue restituiscono l’atmosfera delle lezioni e delle presentazioni didattiche degli anni Ottanta e Novanta, attraverso immagini di progetti elaborati dagli allievi di grafica e comunicazione e oggi conservati negli archivi storici dell’Accademia.

Al primo piano, il percorso entra nel vivo del dialogo con Leonetto Cappiello e si articola in quattro sezioni: La genesi e il segno creativo, dedicata alla fase formativa e satirica dell’artista; Il mito e la forza dell’icona, in cui emerge la potenza dell’immagine-idea; Il Branding e l’identità di marca, dedicata alla costruzione dell’identità commerciale moderna; La memoria e la fortuna critica, che restituisce la consacrazione di Cappiello nella storia dell’arte, della grafica e della comunicazione visiva.


Tra i materiali esposti figurano opere e documenti provenienti dalla Collezione Nannipieri Bernardeschi, tra cui il biglietto da visita autografo di Leonetto Cappiello, l’autoritratto, le litografie per L’Assiette au Beurre, la litografia Le Corset Le Furet, la scatola originale del Thermogène, manifesti, riviste, cataloghi storici e testimonianze della fortuna critica dell’artista.

Accanto alle opere del Maestro, la mostra valorizza il lavoro dell’Accademia attraverso oltre cento contenuti tra progetti degli studenti, documenti d’archivio e video, restituendo la continuità tra la ricerca visiva di Cappiello e la formazione delle nuove generazioni creative. In questa prospettiva, i lavori degli allievi di Exhibition Design sul tema del Mito di Dante, realizzati in occasione del settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri e presentati durante la Milano Design Week 2021, dialogano con la sezione dedicata al mito e all’icona. I progetti contemporanei di Graphic Design e Communication trovano spazio nell’aula dedicata al branding, mentre la videosequenza Segno e Disegno raccoglie esperienze recenti sviluppate nell’ambito del corso di Interior Design.

«Essere Cappiello celebra i settant’anni dell’Accademia e racconta la scuola come luogo vivo di dialogo tra memoria storica e creatività contemporanea. L’eredità di Leonetto Cappiello continua ancora oggi a ispirare nuove generazioni di progettisti e comunicatori: per questo abbiamo voluto costruire un percorso in cui opere originali, materiali d’archivio e lavori degli studenti convivono dentro le aule in cui ogni giorno si forma il futuro della comunicazione visiva», dichiara Stefano Mingaia, Direttore Didattico dell’Accademia Cappiello.

La mostra si inserisce anche nel percorso avviato con l’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024. Il gruppo, fondato e presieduto da Nicola Pighi, riunisce realtà formative dedicate al design, alla comunicazione e alle professioni creative, tra cui NAD – Nuova Accademia del Design, presente tra Verona e Milano, e Accademia Cappiello, storicamente radicata a Firenze.

In questa visione, il valore delle singole accademie nasce anche dal rapporto con i territori in cui operano: Firenze, con la sua tradizione artistica, visiva e artigianale; Verona, città legata alla cultura del progetto e dell’impresa; Milano, centro nazionale e internazionale del design, della moda e della comunicazione. Hdemy Group lavora così alla costruzione di un polo formativo capace di tenere insieme identità locali, qualità didattica e dialogo con le professioni creative.

«L’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024 nasce dalla volontà di valorizzare una scuola storica, tra le prime realtà private italiane dedicate alla formazione nell’ambito delle arti visive, della comunicazione e del design. Cappiello appartiene profondamente a Firenze e alla sua cultura dell’immagine, così come NAD – Nuova Accademia del Design sviluppa il proprio percorso tra Verona e Milano, territori centrali per il design, l’impresa e la progettazione contemporanea. Il nostro obiettivo è costruire un polo formativo capace di unire radicamento territoriale, qualità didattica e apertura alle professioni creative del futuro”, spiega Nicola Pighi.

Info' www.accademia-cappiello.it

Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

Doria Terrae SS27 a Pitti Uomo 110




                    


Lo spirito Doria nasce dal legame viscerale con il Salento più autentico, sospeso tra Mare e Terra. È l’espressione di un profondo senso di appartenenza a un territorio da7 0

i colori vibranti, dagli aromi mediterranei, dagli elementi architettonici senza tempo e da quel mood rilassato che pervade lo stile di vita lento. 


Doria incarna lo spirito della sua Terra attraverso quattro elementi: Terra, Luce, Natura, Acqua.


TERRA: Doria sviluppa la propria ricerca cromatica ispirandosi ai colori che esprimono l’essenza del territorio e delle sue radici: i toni slavati e vissuti delle pitture murali a calce, dei capi da lavoro consumati dal tempo, delle lande e delle terre arse dal sole. È proprio dall'interpretazione della palette della Terra del Salento che nasce la grande novità di stagione: un trattamento inedito, frutto di ricerca e sperimentazione sui materiali, capace di donare ai cappelli le nuance autentiche di questi luoghi intrisi di memoria antica.  

Un intreccio di Panama bicolore, sfumato ad hoc, ricrea effetti di denim washed nei toni Summer Denim e Deep Kaki.  I lavaggi “garment washed” applicati ai baseball cap e legionari in tessuto conferiscono un aspetto street ma allo stesso tempo sartoriale, grazie al twill di cotone sabbiato nei colori Negroamaro Fizz, Caramel glaze, Avocado tonic, Indigo dream.

LUCE: attraverso questo elemento prende forma un’altra importante novità: accanto all’anima vintage della collezione, una micro-capsule lussuosa reinterpreta gli iconici modelli Doria in una veste total white, dedicata al mondo della cerimonia. 

Panama raffinati color tufo, cinte in nuance e dettagli oro chiaro danno vita a creazioni essenziali e preziose, dedicate a momenti unici e raffinati.


NATURA: Le paglie grezze intrecciate o lavorate a crochet, declinate nelle loro nuance naturali originali, si accendono tramite a cinte dall’aspetto vissuto. 

Panama leggeri e sofisticati, in colori polverosi o bianchi lucenti, contrastano con le cinte dai toni intensi e decisi.

In tutti i sensi è un viaggio che consiste nel ritorno alle origini, ed è proprio tramite i sensi che deve essere vissuto: nella tattilità degli intrecci e delle trame, nella celebrazione di quel gusto «vacanze d’antan» che da sempre illumina lo spirito della Maison.

I colori ricchi e freschi celebrano le tonalità della Terra: Terracotta, Torba, Orzo, Caffè Leccese, Limoncello, Sale, Cioccolato, Caramello, Adriatico, Ionio e Aqua si intrecciano in tessuti leggeri, naturali e materici. 


AQUA: l’acqua è l’elemento che ispira la collezione “Raindrops”. Leggeri, destrutturati e completamente tascabili, questi cappelli quasi impalpabili, realizzati in tessuto waterproof e riciclato, si accendono questa stagione di nuovi colori: Cioccolato e Smokey Pink. Il primo rappresenta un iconico colore Doria, il secondo celebra la linea dell’orizzonte di Finisterre al tramonto. Accanto, l’ormai timeless linea Safari in cotone impermeabile color Tufo, omaggio alla pietra leccese, pensata per esploratori d’antan.


Uno spirito che celebra l’anima bohemien di Doria insieme ai suoi valori più profondi: artigianalità, alta sartoria e savoir-faire tramandato negli anni, di cui la terra d’origine del brand è intrisa.

Tutte le forme iconiche di Doria , Drop, Fedora, Gauchos e Western, si intrecciano in una collezione che strizza l’occhio agli anni d’oro del cinema italiano, in un viaggio retrò ispirato agli anni ’50 e ’60.

Una collezione raccontata nella meravigliosa cornice della Masseria Partemio, luogo capace di racchiudere raffinatezza e autenticità, tradizione ed innovazione, in perfetta sintonia con il concept del Brand.

Un viaggio raccontato attraverso le immagini profonde e glamour di Mauro Lorenzo.



Nicoletta Curradi