Ora di Ottawa

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giovedì 14 ottobre 2021

Risultati positivi per i Relais di Charme di Tenute Folonari



  • Inaugurata Pietra del Cabreo Relais di Charme
  • Borgo del Cabreo oltre il 98% di occupazione, Pietra del Cabreo oltre l’85%
  • Clientela principalmente internazionale, ma anche indoor

Il 2021 è stato un anno positivo per l’ospitalità della Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute. A maggio è stato inaugurato il nuovo Relais di Charme Pietra del Cabreo che, come il Borgo del Cabreo, si trova a Greve in Chianti ed è frutto di una ristrutturazione mirata a valorizzare il territorio e il patrimonio locale.​

La Pietra del Cabreo ha aperto a pieno regime, con un’occupazione di oltre l’85% per tutta la stagione. L’Hotel Manager dei Relais del Cabreo, Michele Campigli, commenta: “È un grande successo che nasce anche dall’altissima stima dei nostri clienti che, apprezzando già il Borgo del Cabreo, hanno voluto provare questa nuova location, alcuni anche nell’arco della stessa vacanza. Questa estate ha permesso anche agli italiani di riscoprire le destinazioni più vicine, arricchendo il pubblico delle nostre strutture, negli scorsi anni principalmente orientate verso una clientela internazionale. Gli ospiti europei, soprattutto da Germania, Belgio, Svizzera e Austria sono rimasti la componente principale, ma abbiamo potuto comunque accogliere un 20% di italiani e qualche piccolo gruppo di americani, canadesi e israeliani. Un buon segno, che ci fa ben sperare per la prossima stagione per la quale le prenotazioni sono già aperte e fanno rilevare dati molto promettenti.”

Con 11 camere e suite, la piscina a sfioro e il grande parco con roseto, la Pietra del Cabreo si integra perfettamente nel panorama grazie a un mix elegante di culture che unisce materiali e arredi fatti a mano dai migliori artigiani fiorentini e molti oggetti provenienti da tutto il mondo.

L’offerta enogastronomica dei Relais di Charme è di altissimo livello, con i menù dello Chef Alessio Sedran al Ristorante della Pietra del Cabreo e le nuove Wine Experience alla Tenuta di Nozzole. Una qualità di accoglienza superiore in ogni aspetto e accompagnata come da tradizione, dalle persone: la famiglia Folonari, infatti, è sempre presente per accogliere e trasmettere i valori di questa terra.​

Ne è esempio anche la signature experience “Un racconto di vita e di vite” firmata da Giovanni Folonari che accoglie personalmente gli ospiti per accompagnarli in un percorso attraverso la storia della famiglia e dei suoi vini, fra la bottaia e la cantina storica, con una verticale di uno dei cru storici dell’Azienda.​






La Responsabile dell’Ospitalità dell’azienda, Francesca Folonari, racconta: “Insieme a mia madre​ abbiamo cercato di restituire la bellezza che appartiene a questi luoghi, sia nei Relais del Cabreo, sia nelle nostre case vacanza. Abbiamo infatti altre tre strutture che offriamo in esclusiva ai nostri ospiti, tutte in grado di regalare un’esperienza di Toscana unica.”

A Greve in Chianti sorgono la Villa di Nozzole, un’elegante villa rinascimentale che domina la vallata, con 9 camere doppie, piscina panoramica e giardino privati, sala da biliardo, cucina professionale, e la Casavecchia di Nozzole, un casale indipendente immerso nei vigneti con piscina e giardino privati che ospita fino a 10 persone. A Montalcino, la Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute propone la Dimora La Fuga, una casa colonica con piscina e giardino privati che può ospitare fino a sei persone. Quello che rende La Fuga unica è che l’abitazione si trova sopra alla cantina del Brunello e ha un’immensa terrazza con viste mozzafiato sulla Val d’Orcia.

Dal 2000, la famiglia Folonari porta avanti un importante progetto di rivalorizzazione del territorio e delle sue peculiarità, investendo sulle tenute, sull’ospitalità e sulla qualità dei prodotti enologici che comprendono l’intera gamma delle migliori denominazioni toscane.





Nicoletta Curradi





martedì 12 ottobre 2021

I mattoncini LEGO invadono Firenze

 La mostra I LOVE LEGO è un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati, per le famiglie e per i più piccoli, che  fino al 31 Gennaio 2022  potranno passare una giornata da protagonisti in un’atmosfera magica e divertente che ha come protagonista quei mattoncini “prodigiosi” che ogni anno fanno giocare oltre 100 milioni di persone. Le opere del Museo degli Innocenti dialogheranno con la mostra temporanea in una sintesi tra il mondo dei bambini, tra passato e contemporaneo in oltre 2mila metri quadrati di spazio espositivo.





I leggendari mattoncini, che hanno fatto parte dell’infanzia di ogni bambino, ma anche del divertimento di tanti adulti, ritornano nell’edizione 2021 della mostra I LOVE LEGO. A Firenze la mostra avrà sede nel Museo degli Innocenti, all’interno della secentenaria istituzione dell’Istituto degli Innocenti da sempre impegnata nell’accoglienza e nella difesa e promozione dei diritti di bambini e adolescenti.


Oltre 2mila metri quadrati di spazio espositivo dove le opere della collezione del Museo degli Innocenti, i cortili rinascimentali e la storica Terrazza del Verone dialogheranno in un continuum tra storia, presente e futuro con gli allestimenti e le riproduzioni colorate a firma LEGO e con le tante attività per grandi e piccoli che saranno proposte all’interno della manifestazione.


L’autore del Campanile e di Santo Croce è Luca Petraglia.


Non una semplice mostra, ma un percorso emozionale, che ci catapulterà nella nostra infanzia con I diorami: tante magiche riproduzioni di scenari, monumenti ed opere architettoniche.


In mostra saranno presenti opere personalizzate per l’edizione di Firenze, tra cui una enorme riproduzione del campanile di Giotto.


La mostra I LOVE LEGO è organizzata con la collaborazione del Museo degli Innocenti oltre agli sponsor tecnici:




Fino al 31 gennaio 2022 

Museo degli Innocenti, Piazza della SS. Annunziata 13,  Firenze

Info: www.ilovelegofirenze.it


Nicoletta Curradi









venerdì 10 settembre 2021

Progetto Arca Adriatica: un eductour fra Cervia e Cesenatico




Una dozzina di giornalisti specializzati in tematiche turistiche e corrispondenti di testate italiane e straniere (fra cui Radio Capodistria, l’Ora di Ottawa e l’Italoamericano) hanno preso parte ad un educational tour di tre giorni che si è sviluppato fra Cervia e Cesenatico nell’ambito del progetto europeo Arca Adriatica, di cui i due Comuni rivieraschi romagnoli sono partner.

 

Il progetto europeo – che appartiene all’Interreg Italia - Croazia - ha come obiettivo lo sviluppo di un prodotto turistico comune basato sul recupero, la conservazione e la valorizzazione del ricco patrimonio culturale legato al mare ed ai piccoli porti dell’Adriatico. In quest’ambito, il coinvolgimento della stampa di settore era una delle azioni previste: l’iniziativa condotta congiuntamente dai due Comuni ha avuto proprio l’obiettivo di illustrare ai giornalisti alcune eccellenze delle due città dal punto di vista del patrimonio legato al mare.

 

Nel corso della loro permanenza in Romagna, i giornalisti sono stati accompagnati dunque a visitare i centri storici delle due città e alcuni luoghi dove è maggiormente evidente la tradizione marinara adriatica, come il Museo della Marineria, il Porto Canale Leonardesco, la piazza delle Conserve e la Casa museo “Marino Moretti” a Cesenatico, e il Museo del Sale, la Torre San Michele e il nuovo ecomuseo sul porto canale di Cervia.

Una visita che è stata arricchita anche dalle testimonianza dirette di marinai e pescatori, una uscita in mare con le barche tradizionali, la partecipazione all’animatissima e curiosa asta del pesce che si svolge ogni giorno al Mercato Ittico di Cesenatico, e l’ospitalità presso alcuni locali della tradizione.

 

Nelle prossime settimane, le varie testate coinvolte produrranno articoli e servizi che avranno lo scopo di promuovere le due località all’interno della medesima azione che unisce diversi porti italiani e croati con un obiettivo comune.


Il progetto europeo “ARCA ADRIATICA: Protection, promotion and touristic valorisation of Adriatic maritime heritage”, rientra nell’Asse prioritario 3: ambiente e patrimonio culturale, del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia Croazia 2014-2020.

Nicoletta Curradi


sabato 7 agosto 2021

 



Guido Crepax. I mille volti di Valentina è la grande mostra dedicata ad uno dei più celebri e popolari maestri del fumetto d’autore che anima l’estate valdostana. La rassegna viene proposta dal Centro Saint-Bénin di Aosta fino a domenica 17 ottobre. Curata da Alberto Fiz in collaborazione con Archivio Crepax, è organizzata dalla struttura Attività espositive e promozione dell’identità culturale dell’Assessorato dei Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio della Regione autonoma Valle d’Aosta.​

Sono oltre 100 le opere in mostra nell’ambito di un allestimento spettacolare specificatamente studiato per il Centro Saint-Bénin dove lo spettatore può attraversare ambienti tematici in dialogo tra loro dov’è prevista la realizzazione di manichini, sagome tridimensionali e tappezzerie d’autore.

Insieme alle tavole originali più emblematiche, la rassegna, divisa in sette sezioni, offre l’occasione di analizzare la poliedrica indagine artistica di Guido Crepax presentando inediti documenti d’archivio, copertine di dischi, oggetti di design, abiti, paraventi, studi per la pubblicità, grandi giochi tridimensionali e molto altro.

Come appare evidente dal titolo, un ruolo di primo piano è affidato alla sua icona più celebre, Valentina, un personaggio della contemporaneità, in grado d’influenzare la storia della moda e del costume. Valentina appare attraverso una serie di opere che ne descrivono l’assoluta unicità nella storia del fumetto in quanto la sua immagine nasce dalla contaminazione tra mito (l’attrice Louise Brooks) e realtà (la moglie Luisa). La fusione di queste due anime ha consentito di sviluppare, nel tempo, una figura che riflette i differenti aspetti dell’universo femminile sopravvivendo, come le grandi star del cinema e della letteratura, al suo autore.​ La mostra propone un percorso coinvolgente e ricco di sorprese dove l’indagine di Crepax emerge nella sue differenti sfaccettature partendo da L’Uomo Invisibile, la prima storia disegnata da Crepax a soli dodici anni. Ma gli esordi dell’artista sono caratterizzati da una specifica attenzione nei confronti della Musica (il padre Gilberto Crepax era primo violoncellista alla Fenice di Venezia) e sin dal 1953 realizza oltre 300 copertine di dischi in parte presenti in mostra. Ma la musica è una costante del fumetto dove si fa riferimento al rock (non possono mancare i Beatles), così come al jazz con Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Anche i Giochi hanno una trattazione specifica in mostra: Crepax aveva la passione per la ricostruzione storica di eventi che si trasformano in straordinari percorsi tridimensionali dove compaiono, ad esempio, le battaglie piemontesi della Campagna d’Italia. Non mancano nemmeno i giochi della boxe o quelli che hanno come riferimento i viaggi di Marco Polo.

Di fondamentale importanza, poi, sono il Cinema e il Teatro a cui viene dedicata una specifica trattazione che comprende anche Fotografia e Televisione. Le sue storie, infatti, sono vere e proprie sequenze cinematografiche a fumetti con montaggi, inquadrature e primi piani. I riferimenti sono continui, da Eisenstein a Pabst, da Antonioni a Truffaut. Una sezione è, poi, dedicata a Arte e Letteratura, altre due tematiche fondamentali nell’opera a tuttotondo di Crepax. Nell’ambito dell’esposizione si documentano le vicende che hanno coinvolto grandi maestri quali Kandinsky o Moore (a entrambi è dedicata una storia, Il falso Kandinsky e La Sindrome di Moore), così come Manet (in mostra la citazione trasgressiva dell’Olympia) e Magritte. Il dialogo prevede anche la rivisitazione dei grandi classici della letteratura coinvolgendo, tra gli altri, Poe, Stevenson (di particolare significato sono le tavole tratte da Dottor Jekyill e Mister Hyde), Diderot e il Marchese De Sade. Un'altra sezione particolarmente innovativa è quella che riguarda Moda, Design e Pubblicità dove sono esposti abiti e oggetti ispirati dalla poetica di Crepax quali lampade,​ vetri, paraventi e piastrelle. Da Versace a Krizia, da Castiglioni a Eileen Gray, è continua la dialettica con i differenti aspetti della creatività contemporanea. Insieme a Valentina, la rassegna analizza anche le altre figure femminili (Valentina e le altre), da Bianca a Anita, che animano l’universo di Crepax caratterizzato, spesso, da una forte componente onirica.​

La mostra si conclude con un coup de théâtre: sull’altare della chiesa sconsacrata è prevista la ricostruzione dello studio di Crepax, Viaggiatore immobile, con il suo tavolo da lavoro e l’immancabile cassa del violoncello del padre che compare in molte immagini dei fumetti. Le pareti sono state ricoperte dalla tappezzeria creata per le storie a fumetti su cui appaiono ben sedici tavole originali in una sintesi visiva di grande efficacia.​ Nel medesimo ambiente viene, infine, collocato un video che consente di ripercorrere il percorso creativo del grande autore.​

La mostra è accompagnata da un prezioso volume in italiano e francese edito da Gli Ori con tutte le immagini della mostra e un apparato critico che prevede gli interventi di Antonio Crepax, Alberto Fiz e Daria Jorioz. La pubblicazione è arricchita da un’intervista di Alberto Fiz al regista Mario Martone che ha collaborato con Crepax nell’ambito del teatro, da un ricordo di Luisa Crepax, la moglie dell’artista recentemente scomparsa, oltre a un’intervista immaginaria a Valentina. Ampia è anche l’antologia critica con le testimonianze, tra gli altri, di Roland Barthes, Umberto Eco, Alain Robbe-Grillet, Giorgio Manganelli, Oreste Del Buono, Gillo Dorfles, Achille Bonito Oliva.


Nicoletta Curradi

martedì 20 luglio 2021

Opere di Chagall in mostra a Catanzaro

 



Fino al 29 agosto 2021 nel  Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, viene ospitata una mostra dedicata al grande artista russo Marc Chagall (1887-1985), al suo rapporto con la religione ebraica e alla sua personalissima maniera di rileggere, in chiave pittorica, il Messaggio Biblico.

A cura di Domenico Piraina, la mostra Chagall. La Bibbia vede esposte 170 opere grafiche di Marc Chagall ed è corredata da un ampio apparato didattico sui temi chagalliani e biblici, sull’ebraismo in Calabria e sulle influenze dell’arte ebraica sulla cultura contemporanea.  Saranno infatti esposte anche le opere dei due celebri artisti contemporanei Max Marra e Antonio Pujia, a completamento di un percorso ricco e del tutto inedito.

La mostra “Chagall. La Bibbia” è prodotta e organizzata dal Comune di Catanzaro e dall’Assessorato alla Cultura della Città di Catanzaro con Arthemisia, è realizzata grazie al contributo della Regione Calabria, con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro e con il fondamentale contributo della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, grazie a cui tutte le scuole della Provincia di Catanzaro potranno usufruire dell’ingresso gratuito alla mostra.
Il catalogo della mostra è di Editore Rubbettino.

Attraverso le serie della Bibbia, in bianco e nero e a colori, e La storia dell’Esodo, la mostra Chagall. La Bibbia si propone di evidenziare quel “segreto” che l’artista ha voluto trasmettere, cercando di mettere in luce le motivazioni profonde delle sue scelte, il suo approccio al “Libro”, di illustrare come la Bibbia per lui sia soprattutto una storia di uomini, una vicenda di patriarchi e di profeti, di re e di regine, di spose, di pastori: Noè, Abramo, Giacobbe, Isacco, Rebecca, Rachele, Giuseppe, Mosè, Aronne.
Un percorso espositivo che narra i fatti biblici come una speciale galleria di figure. Lo stesso Chagall, nel raccontare ad altri il suo progetto “biblico” usava dire che Vollard gli aveva commissionato di fare i “profeti”. Per Chagall, infatti, la Bibbia non è la storia della Creazione ma delle creature.

Ad arricchire la mostra e a chiusura del percorso espositivo un prezioso nucleo di opere realizzato dall’artista contemporaneo Max Marra, una serie denominata Il ghetto densa di drammatici rimandi all’immane tragedia del popolo ebreo, alle persecuzioni razziali nazifasciste e alla Shoah; a seguire anche Pirgos, ceramiche parlanti, un’installazione appositamente creata dall’artista Antonio Pujia Veneziano per la Giudecca di Bova: 7 vasi in ceramica decorata con gli antichi e sacri simboli ebraici della Menorah, della Stella di David o dello Shofar a omaggiare l’antica presenza della comunità ebraica nell’area grecanica calabrese; per ultimo una ristampa anastatica del 2006 dell’unico, antico e raro incunabolo conosciuto con il titolo Commentarius in Pentateuchum di Rashi (Rabbi Salomon ben Isaac), tomo edito con caratteri ebraici mobili (senza vocali) a Reggio Calabria il 18 febbraio1475 (l’originale è conservato presso la Biblioteca Palatina di Parma).

Contributo che restituisce in mostra il sapore di antiche memorie è quello della musica colta e popolare di Francesca Prestìa che, con tre brani, riattualizza le tradizioni musicali calabresi e promuove le conoscenze di antiche lingue che ancora oggi si parlano in alcuni contesti calabresi come il grecanico, l’arbëreshe e l’occitano-guardiolo.

Chagall. La Bibbia a Catanzaro è un connubio che nasce sotto il segno della storia e della cultura, dal momento che la mostra consente anche di promuovere la conoscenza dell’antica presenza di comunità ebraiche in Calabria, con l’obbiettivo di far riscoprire un patrimonio culturale, materiale e immateriale, di primaria importanza nel definire l’identità della Calabria stessa.
Un patrimonio culturale la cui conoscenza non è ancora sufficientemente diffusa nonostante, negli ultimi anni, si sia assistito a un progressivo arricchimento di studi e di ricerche, archivistiche e archeologiche, che meritano indiscutibilmente di essere valorizzate.

La mostra rappresenta un’occasione eccezionale per gettare uno sguardo sui rapporti che hanno unito nei secoli la Calabria al popolo di Abramo. Una storia antichissima che ha lasciato tracce indelebili non solo nel patrimonio orale ma anche nelle fonti, nell’archeologia, nella conformazione urbanistica di molte città calabresi. Un passato, quello della Calabria Judaica, che continua a intrecciarsi continuamente con il presente, nel profondo desiderio di ritessere i fili di una narrazione segnata da momenti di pacifica convivenza interreligiosa e periodi di soprusi e di violenze. Trame e orditi di una eredità storica consolidata che torna oggi a essere al centro dell’attenzione nei processi di ridefinizione identitaria sperimentati in diversi centri della Calabria, dove la memoria ebraica diventa sempre più strumento di valorizzazione integrata, di crescita culturale e sviluppo delle risorse endogene dei territori.

Marc Chagall, (Vítebsk, Russia, 1887 - Saint-Paul-de-Vence, Francia, 1985) dalla vita quasi centenaria, segnata da tutti i grandi eventi storici della prima metà del XX secolo, nasce da famiglia ebraica nel quartiere di Vitebsk, in Russia, ma raggiunge la perfezione plastica a Parigi, dove viene riconosciuto dai più grandi poeti e artisti surrealisti come uno di loro.
Nel 1914 torna in Russia per rivedere Bella, la sua ragazza, il suo grande amore, la sua musa. Sebbene la sua intenzione fosse quella di ritornare a Parigi dopo una breve permanenza, lo scoppio della prima guerra mondiale, prima, e la rivoluzione bolscevica, in seguito, lo costringono a rimanere nel suo paese fino al 1922 dove lavora per la Rivoluzione, fondando un’Accademia d’Arte e dipinge per un periodo per il Teatro ebraico di Mosca.
Torna presto a Parigi, dove la sua fama di pittore e illustratore ha inizio. Durante la seconda guerra mondiale, si rifugia negli Stati Uniti, dove si trasferisce dal 1941 al 1948, per evitare di essere deportato dai nazisti. Nel 1944 Bella muore inaspettatamente e Chagall smette di dipingere per qualche tempo. Nel 1948 torna in Francia, questa volta a Nizza e Saint-Paul-de-Vence, dove muore nel 1985.

La visita alla mostra è stata inserita nella quarta edizione di Undiscovered Italy Tour, organizzato da Daniela Corti 

Nicoletta Curradi

venerdì 2 luglio 2021

The Pitti trade shows have restarted for Italian fashion




“We have made about ten thousand people work in total safety this week - says Raffaello Napoleone, CEO of Pitti Immagine - and this is the first great result that I want to highlight. The Pitti trade shows were the first among the major international fashion events to reopen. We have been a forerunner and a model. Stazione Leopolda for Pitti Filati, then Fortezza da Basso for Pitti Uomo and Pitti Bimbo, were the physical spaces and at the same time the symbolic places of a restart of fashion. Generally I do not indulge in sentimentality, but if there was a special figure for the days of the fair that end today, it is the combination of desire, need, pleasure to return to confront each other in person, to exchange ideas and comments, even to share the difficulties experienced in the recent past and which are still with us, together with the reaffirmation of an intact love for work through the presentation of the new collections. The data on buyers' participation should be read in this context, where quality, motivation and concentration were the elements most emphasized by the exhibitors themselves”.



While Pitti Filati - from 28 to 30 June - recorded the presence of over 1,700 buyers and professionals (France, Germany and USA among the greatest performances), Pitti Uomo and Pitti Bimbo in the Fortezza (from 30 June to 2 July), a few hours after closing, have already exceeded 6,000 visitors (of which more than 4,000 are buyers), with an overall foreign buyer percentage of just under 30%.

With some surprises. In addition to European countries (Germany, France, Switzerland, Spain, Austria, Holland, Belgium, Russia, Poland, Greece and Portugal in the lead), buyers arrived from the United States (driven by large department stores such as Bergdorf Goodman and Neiman Marcus), from Canada and Turkey, and also the European representatives of the main department stores and retail groups in China, Hong Kong, Japan and Korea, countries from which it is not yet possible to travel. A limited but extraordinarily significant attendance. The presence of media was also significant: over 700 journalists attended the fairs, of which about 300 from abroad.

Nicoletta Curradi





Borsalino presenta la sua nuova collezione di soft accessories in occasione di Pitti Uomo 100

 Si è appena conclusa l'edizione 100 di Pitti Uomo e si respira aria di ripartenza 




Sicilia, Giappone e Sud America sono le tre tappe di un Grand Tour immaginifico alla ricerca dell’autenticita'.

All'origine della leggendaria storia di Borsalino c’è un viaggio: quello intrapreso dal fondatore Giuseppe Borsalino che, giovanissimo, lasciò l'Italia a bordo di una nave diretta in Francia. Non conosceva Parigi e non parlava francese, ma era spinto da un’energia travolgente: l’immaginazione. È proprio l'immaginazione, momento fondativo del viaggio e condizione trascendentale dell’esperienza, a ispirare la ricerca stilistica del Creative Curator Borsalino Giacomo Santucci, che per la Primavera-Estate 2022 ci propone un’audace fuga dalla realtà: un visionario Grand Tour in tre tappe - Sicilia, Giappone e Sud America - che si apre volentieri a erudite divagazioni sulla contemporaneità e sulla storia dell’arte. Ogni tappa del viaggio è una sorpresa, perché il mondo è sempre un altrove, una scoperta di noi stessi attraverso gli altri.

Da monologo interiore il Grand Tour diventa così dialogo, scambio di idee e creazione di segni proiettando la collezione Primavera-Estate 2022 nello spazio dell’inaspettato. La purezza delle forme Borsalino incontra appunti di viaggio, ricordi e souvenir: Sicilia, Sud America e Giappone si sovrappongono e si fondono in un universo multicolore in costante dialogo fra passato e presente, arte e artigianato, essenzialità e incanto.

La prima tappa del viaggio ci catapulta in Sicilia, l'isola più grande del Mediterraneo, terra di contaminazioni e crogiolo di culture. Qui, nuovi lati e aspetti dei classici Borsalino vengono rivelati, dando vita a stimolanti suggestioni. Tra le proposte irrinunciabili, il Toledo in Treccia Paglia decorato con piume di marabù, la Cloche in rafia a fantasia floreale realizzata all’uncinetto e i Panama Quito e Crochet con le lettere B-o-r-s-a-l-i-n-o che si rincorrono, ricamate a mano, attorno alla cupola. Non mancano le proposte arrotolabili, ideali per i globetrotter contemporanei.
Eccoci quindi in Giappone con il suo intrinseco dualismo: radici che affondano nella tradizione e sguardo costantemente rivolto al futuro. Il savoir faire Borsalino, elemento cardine dell'identità della Maison, omaggia due elementi tipici della tradizione del Sol Levante come l’obi e l’origami rendendoli protagonisti di alcune, iconiche, proposte estive. Nel solco di questi intramontabili codici culturali, ecco il Giappone ipermoderno dall’estetica punk, raccontato attraverso bucket decorati con pendenti e spille e proposte in denim con grafiche manga.

Destinazione finale del Grand Tour è il Sud America, laddove nascono paglia, canapa e rafia, materiali naturali che sono il simbolo delle collezioni estive della Casa di Alessandria. Qui, spinti da un'irrefrenabile voglia di libertà, i modelli d’archivio Borsalino si sovrappongono agli stilemi locali -fiocchi peruviani e tessuti multicolor andini - diventando l'emblema di mondi e discorsi estetici che si incontrano.

Ciò che permane dopo questo lungo viaggio, ricordo dopo ricordo, suggestione dopo suggestione, è l’idea del cappello come manifesto di espressione individuale, capace di tirare fuori il meglio di ognuno di noi. La collezione Borsalino Primavera-Estate 2022 pone l’accento sulla personalità di chi la indossa, aprendo così la via a una nuova pluralità.

Sotto la direzione artistica del Creative Curator Giacomo Santucci, Borsalino sta costruendo una nuova idea di bellezza che porterà nel futuro un'icona di eleganza e stile con più di 160 anni di storia. Traducendo il Dna Borsalino in canoni estetici contemporanei, Giacomo Santucci mira a restituire ai cappelli della Casa di Alessandria il loro supremo valore di simbolo culturale, codice comunicativo, segno di appartenenza e sintesi di stile.




In occasione dell’edizione numero 100 di Pitti Uomo a Firenze, Borsalino ha svelato in anteprima gli highlights della nuova collezione di soft accessories dedicati alla Primavera-Estate 2022. Gli accessori sono realizzati in collaborazione con l'azienda italiana Isa Spa.

La collezione di soft accessories Borsalino Primavera-Estate 2022 comprende sciarpe e scialli leggerissimi, cravatte, pochette, twilly, hair-tie e hair-band realizzati in cotone e seta, fibre tessili naturali. Protagonista è l’iconico carattere calligrafico Borsalino, simbolo della maison introdotto per la prima volta nel 1907, che diventa pattern e si sovrappone a suggestioni Arts and Crafts in un'esplosione di colori e fantasie inaspettate. Reinterpretando i codici stilistici della Casa di Alessandria, il Creative Curator Borsalino Giacomo Santucci ha disegnato una collezione eclettica dedicata a un pubblico vasto ed eterogeneo: eleganza, funzionalità e libertà di espressione si intrecciano e si fondono in un mix sorprendentemente contemporaneo.

Realizzata in collaborazione con Isa Spa, la collezione di soft accessories Borsalino Primavera-Estate 2022 verrà distribuita nei punti vendita monomarca Borsalino e in una selezione di boutique e department stores internazionali, oltre che sul sito ufficiale www.borsalino.com.

Nicoletta Curradi