Ora di Ottawa

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martedì 11 gennaio 2022

Rinascente e Pitti Immagine di nuovo insieme in occasione di Pitti Uomo 101





Nell' edizione 101 di Pitti Uomo si inaugura un nuovo capitolo della collaborazione ormai fissa tra Rinascente e Pitti Immagine, con un focus dedicato a S|Style sustainable style, il progetto espositivo con protagonista la creatività etica e inclusiva di brand internazionali che, fin dal suo esordio, ha attratto l'attenzione di stampa e top buyer internazionali. Le due realtà tornano a dialogare tra loro con uno scambio di vedute che unisce la Fortezza da Basso e lo Store Rinascente nel cuore di Firenze.



Le creazioni dei 10 brand di S|Style sono protagoniste nelle vetrine dello store per tutta la settimana del salone, e le collezioni SS22 di una selezione di questi - Figure Decorative, Junk, Umoja, Waste Yarn Project – sono acquistabili in una speciale area pop up al 2° piano dello store appena rinnovato.


 


Le vetrine e il 2° piano dello store, area Casatorre, ospitano anche mostra fotografica con una selezione di foto scattate in esclusiva da Mattia Guolo, uno dei nuovi talenti della fotografia di moda italiana, con alcuni dei look chiave degli stilisti. Un viaggio esperienziale e visuale, che indaga e mette in risalto lo stile green e cutting-edge, mentre le vetrine che si affacciano su Piazza della Repubblica, si concentrano su una “reflection” della fiera, ovvero un rimando al tema della manifestazione – Pitti Reflections - che incarna la volontà di interrogarsi, di andare alla ricerca di ciò che ancora non è stato svelato; nonché all’area espositiva S|Style in Fortezza, i cui arredi eco-friendly sono presenti anche in forma di installazione per l’area vendita dei designer.


 


Rinascente da sempre si impegna nel sostenere l’entertainment culturale cittadino e, in questa occasione, sceglie di raccontare alcuni dei più interessanti brand emergenti di menswear sostenibile sulla scena globale. Oggi Rinascente è una realtà omnicanale e un editore che permette ai brand e alle persone di esprimersi, una vera e propria HOUSE OF BRANDS che, grazie ai progetti e ai valori coltivati e proposti diventa anche e soprattutto una HOUSE OF VALUES. Testimoni e attori di questa doppia anima sono i nostri Stores, le esperienze, le persone e i Brand. “Ancora una volta Rinascente è presente sul territorio cittadino con progetti concreti.” afferma Giulia Pizzato, Buying&Merchandising Director di Rinascente, “Siamo onorati di proseguire la collaborazione con Pitti Uomo e di portare nelle nostre vetrine e nei nostri spazi di vendita una selezione del meglio delle creatività espressa da una nuova generazione di giovani talenta attenti al sostenibile, in completa coerenza con alcuni dei nostri pilastri della House of Values, ovvero Creatività, Ricerca e Diversità. Grazie a questo progetto offriamo ai nostri clienti un’esperienza della moda e dell’artigianalità unica, fuori dai consueti luoghi per gli addetti ai lavori.”


 


A proposito di S|Style

Il progetto S|Style - sustainable style, giunto alla sua quarta edizione, è nato nel 2020 in piena pandemia per colmare un’esigenza culturale, sociale e di mercato del parlare, far scoprire e raccontare un nuovo moda di concepire collezioni e stagionalità: rispettando l’ambiente e guardando al futuro. Da una parte con questo progetto, Pitti Uomo mira a sovvertire completamente il concetto, secondo il quale la moda responsabile faccia rima con moda senza stile, e dall’altra propone ai buyer e agli operatori di settore, la possibilità di visionare abbigliamento e accessori con requisiti produttivi a basso impatto, con tessuti certificati, recuperati, riciclati e ibridi sperimentali. La selezione dei brand che partecipano si fonda su criteri di responsabilità sociale e ambientale, che sono alla base del Dna di ognuno dei brand partecipanti, ma il focus rimangono la creatività e il design. Lo scouting è internazionale, ed è frutto d’indagine attenta tramite le fashion week internazionali, i premi, gli atenei di moda più prestigiosi e perfino Instagram. Fin dalla prima edizione, Sustainable Style è stato un hub che ha ospitato talenti del calibro di Connor McKnight, Y/Project, Phipps, Federico Cina, S.S.Daley, Uniforme e Vitelli, tutti nomi diventati di riferimento, con all’attivo premi, traguardi e collaborazioni di prestigio. Anche il “linguaggio” del progetto è cutting-edge ed irreverente, vuole comunicare in maniera positiva e non coercitiva, mettendo in piedi un dialogo contemporaneo con il pubblico grazie all’uso dei social e della tecnologia.


 


Per questa edizione, in Fortezza, in un’area speciale al Padiglione Medici, Giorgia Cantarini, fashion journalist e curatrice del progetto, presenta una nuova selezione di 10 brand, frutto di uno scouting tra le realtà giovani e i designer più cutting-edge che creano e producono seguendo criteri di responsabilità. Uno scouting dalla forte impronta internazionale e inclusiva, con una presenza significativa di designer donne alla guida di label maschili, che virano anche sul genderless. "A questa edizione la selezione si è concentrata sul processo creativo che guidi designer nell'approccio responsabile – dice la curatrice Giorgia Cantarini – che si riassume in 3 R: riciclare, riutilizzare, reinventare. Riciclare ciò che si ha, Riutilizzarlo nelle collezioni, Reinventare i capi o gli accessori creativamente. Partire da quello che esiste, gli invenduti, le passate collezioni, gli scarti tessili e i materiali pronti a essere smaltiti. Il design del futuro è anche questo: non solo creare, ma reimmaginare.”



S|Style è uno dei progetti realizzati grazie alla collaborazione di Pitti Immagine con UniCredit, incentrata sui temi della sostenibilità e innovazione. I nomi dei 10 brand protagonisti al Padiglione Medici in Fortezza sono:



Curious Grid - brand di upcycling specializzato in rework di tessuti, che mixa radici indiane e stile europeo.

Figure Decorative - porta gli zoccoli artigianali toscani fatti di pelle e materiali deadstock agli hypebeast appassionati di street.


Junk - realizza occhiali in Econyl con plastiche raccolte negli oceani.

Ksenia Schnaider - smonta e rimonta patchwork di felpe, cardigan e denim per il look est-europeo tanto amato dalle sorelle Hadid.

Maxime - reinventa il completo classico in mille modi con tessuti di fine serie.

N Palmer - pezzi rigenerati e tessuti vintage per un’esplosione di stampe e colori verso i confini del genderless, con impronta tailoring, creati da un designer che si è formato da Ralph Lauren e Coach.

Philip Huang - preserva le tradizioni thailandesi del Tye and dye tingendo i suoi capi urban con tinture naturali e non chimiche.


Provincia - la designer Serena Novello punta sull’agender con completi tra formale e workwear, con costruzioni couture affinate da esperienze negli atelier di Schiaparelli e Margiela.


Umoja - sneakers minimal e materiali certificati organici, per vibe dalle radici africane e destinazione contemporanea.

Waste Yarn Project - il patchwork della maglia realizzato con filati e maglie di recupero, frutto di anni di esperienza in Maison come Burberry e Pringle of Scotland.


Nicoletta Currradi


Levi e Ragghianti. Un’amicizia fra pittura, politica e letteratura , una nuova mostra a Lucca

 



Nel quarantennale della Fondazione Centro Studi Raggiunti, è stata allestita la mostra «Levi e Ragghianti. Un’amicizia fra pittura, politica e letteratura», aperta fino al 20 marzo 2022, in collaborazione con la Fondazione Carlo Levi di Roma, a cura di Paolo Bolpagni, Daniela Fonti e Antonella Lavorgna  L'esposizione esplora il legame tra lo storico e critico d’arte e il pittore, scrittore e uomo politico autore di Cristo si è fermato a Eboli, concepito proprio a Firenze, dove Levi si rifugia durante l’occupazione nazista in casa di Anna Maria Ichino.


Non è solo la militanza politica, nelle file del Partito d’Azione, ad accomunarli, ma anche il dibattito sull’arte contemporanea e la sensibilità per il patrimonio  artistico italiano che si concretizza nell’intervento, con l’architetto Michelucci, per evitare l’abbattimento della Torre di Parte Guelfa a Ponte Vecchio.


L’interesse di Ragghianti per Levi inizia negli anni ’30, ed è sua la presentazione della personale alla Galleria dello Zodiaco di Roma nel 1946 nonché la prima storicizzazione nel 1948 nel catalogo dell’opera leviana, fino all’antologica allestita a Firenze dopo la morte dell’artista («Carlo Levi si ferma a Firenze», 1977).


In mostra circa 80 dipinti di Levi, disegni, lettere e documenti dall’archivio Ragghianti dal ’43 al ’71, fotografie inedite e filmati. Il comune interesse per il cinema (Levi lavora come sceneggiatore e scenografo per alcuni film e disegna il manifesto di «Accattone» di Pasolini), è ricordato dai ritratti di Silvana Mangano, Anna Magnani (1954), Franco Citti e Pasolini stesso, oltre a quelli di Ragghianti e di loro comuni amici, Eugenio Montale e Carlo Emilio Gadda, o di cui avevano entrambi stima come Italo Calvino e Frank Lloyd Wright. 


Nicoletta Currradi

giovedì 6 gennaio 2022

Rodo a Pitti Uomo 101

 Special Edition Rodo - Luxury Unisex 

Rodo, in occasione di Pitti Uomo 101, presenta: 

Tracolla/Secchiello modello sellier, dalle preziose lavorazioni artigianali, é l’accessorio per eccellenza desiderabile sia dall’uomo che dalla donna.Viene proposto in Vitello Camel e Cioccolato e in Vitello Cocco Nero Lucido.

Slipper foderata e rifinita in pelliccia ecologica con suola in carrarmato.Realizzata nei colori Camel e Cioccolato, con le varianti Nero, Mattone, Foresta e Vinaccia. Confortevole e calda “pantofola” totalmente realizzata in pelliccia ecologica realizzata nei colori Nero e Vinaccia ma disponibile anche in un caldo Taupe.




Rodo, marchio storico di accessori di lusso fondato nel 1956 da Romualdo Dori, è l’emblema di stile e creatività contemporanea per la raffinatezza dei dettagli e il design ricercato che uniti all’artigianalità del manufatto, erndono le collezioni RODO dei must-have, molto amati anche dalle celebrities internazionali. Infatti Rodo è particolarmente conosciuto per le sue famose clutch da sera e per il midollino intrecciato a mano… vero lusso del fatto in Italia.

Nicoletta Currradi


lunedì 3 gennaio 2022

Doria 1905 torna a Pitti Immagine Uomo

  Hai mai osservato la brughiera, Isabella? È tormentata dai venti, dalle tempeste, dai ghiacci dell’inverno, eppure l’erica resiste, rimane attaccata alla sua terra sempre e comunque, non la tradisce mai, non l’abbandona per rifiorire in posti più tranquilli. Emily Brontë.




 

Il tema del Viaggio è ormai connaturato nell’anima di Doria. Un’anima che ogni stagione evolve, mantenendo sempre intatta la sua profonda identità, il suo spirito nomade.

Il leit-motiv, che attraversa tutte le collezioni, in questa stagione risiede nell’essenza stessa del concept: un viaggio alla riscoperta delle origini del marchio attraverso il proprio patrimonio.

 



Re-fashion è trascrizione dell’Heritage, che si traduce in un percorso di rivisitazione del prodotto, una “re-hatfashion” appunto, attraverso uno studio attento dei dettagli che lo rendono riconoscibile ed unico. 

Il classico gros grain è stato personalizzato riprendendo i colori iconici, Cioccolato e Zafferano, arricchendosi di una riga a contrasto che sottolinea e illumina l’incapatura (la circonferenza interna) e replica, con un gioco di colore, quella che era la coulisse anticamente cucita in cima al marocchino dei cappelli. 

L’obiettivo è la rivisitazione dei capi iconici, delle misure e delle proporzioni di ogni prodotto, nelle lavorazioni artigianali ancora più raffinate, nei dettagli degli accessori metallici “griffati”.

Doria torna alle sue origini nella scelta dei materiali che fin dall’inizio ha prediletto semplici, puliti e in toni di colori e trame che riprendono la natura. Re-Hatfashion significa anche sguardo molto attento ai materiali, eco compatibili con filati naturali e assolutamente Made in Italy.

Alta la performance dei materiali più tecnici, che possiedono specifiche peculiari oltre a certificati "oeko-tex".

Caratteristica della collezione sono l'insieme di fili e disegnature, che replicano i colori della natura salentina: verdi brughiera, bauxite, tempesta, caffè, castagna, olivo, malvasia, Negroamaro, liquerizia, blu notte, nero saracen.




Crudi e caldi shetland riprendono i colori naturali delle coste, delle erbe, della macchia mediterranea, dell’acqua. I feltri mélange hanno una mano morbidissima, cotoni smerigliati, crepon dall’aspetto mat, rasi satinati accesi, a tratti contraddistinti da colori forti, ma di tono mai artefatto. 

Le coppole si annodano come foulard, i cappelli si arrotolano e le ali danzano, le cloche e i bucket si piegano morbidi.

E’ la Natura ovunque, nella semplicità dei cappelli, nella naturalezza dei materiali, nella ricerca di lavorazioni sempre più attente alla sostenibilità.


Un tuffo nel passato si cela anche negli inaspettati cappelli impermeabili “Raindrops”, che rubano lo stile alla bomber jacket degli anni ’80. Morbidi, voluminosi e protettivi, in un caldo color verde mare rubato alle acque delle coste. Il materiale è stato scelto appositamente perché, oltre che protettivo, è testato ad alta resistenza di abrasione.

Anche la Toodoria, con il suo ormai confermato spirito gipsy-country, strizza l’occhio alla naturalezza e semplicità di questa collezione per le linee, i colori e i materiali totalmente eco-friendly: lana, tessuti certificati Oeko-tex assolutamente innocui e liberi da sostanze nocive per la salute, cotoni naturali e tinture atossiche sui feltri.

Un ritorno alle origini che Doria sceglie di rafforzare scattando la campagna insieme allo staff del suo rilancio avvenuto nel 2013, Flavio & Frank photographers. Alla fotografia è stata affiancata una video-story affidata a Gabriele Surdo, in un’intensa immersione nella natura, senza artifici, senza l’ausilio di luci, filtri.  Un vero ritorno al naturale in ogni suo aspetto e declinazione. Un progetto sham-free dove il green non si rivela soltanto nella moltitudine di sfumature delle palette di colore, ma che si ritrova nello spirito nomade che permea l’intera collezione Doria.


DORIA 1905

PITTI IMMAGINE UOMO 101

PADIGLIONE CENTRALE - SALONE M P. INFERIORE  Stand30


Nicoletta Currradi


mercoledì 15 dicembre 2021

Palazzo Medici Riccardi omaggia Benozzo Gozzoli con una mostra





Palazzo Medici Riccardi ospita, dal 16 dicembre 2021 al 10 marzo 2022, la mostra “Benozzo Gozzoli e la Cappella dei Magi”, dedicata al maestro del Rinascimento e al suo rapporto con Firenze. La mostra, promossa da Città Metropolitana di Firenze, organizzata da MUS.E e curata di Serena Nocentini e Valentina Zucchi, è intimamente legata con la storia di Palazzo Medici Riccardi, che proprio al suo interno custodisce la meravigliosa Cappella dei Magi, uno dei più alti capolavori di Benozzo di Lese, più noto come Benozzo Gozzoli, il quale la affrescò, su commissione medicea, alla fine degli anni Cinquanta del Quattrocento.

 

Rivolgendo un'attenzione particolare all'esecuzione della Cappella, l'esposizione getta luce sull'artista e sui suoi legami con la famiglia Medici e con la città di Firenze, dove il pittore muove i suoi primi passi e con cui manterrà sempre una relazione speciale. Nell'intreccio fra opere originali e creazioni multimediali, il pubblico sarà accompagnato a scoprire la vita e l'opera di un grande maestro del Rinascimento italiano, per essere poi invitato ad approfondirne le testimonianze pittoriche in città e nell'intero territorio toscano.

 

Da una serie di dichiarazioni rese al Catasto fiorentino, in cui il giovane è menzionato indicandone l’età, possiamo collocare la nascita di Benozzo Gozzoli tra il 1420 e il 1421, nell’alveo di una famiglia originaria del piviere di Settimo, quindi del contado fiorentino, ma stabilitasi a Firenze: il nonno di Benozzo risulta abitare in Oltrarno, presso Santa Maria del Carmine. E se i primi passi del giovane si muovono al fianco del padre, di professione “farsettaio” - grazie a cui sviluppa una particolare sensibilità visiva e tattile nei confronti delle stoffe e dei tessuti decorati - sappiamo che ben presto è avviato alla pittura. Il primo documento in cui si firma “pictor”, pittore, è il contratto che nel 1444 lo impegna per tre anni come aiuto del Ghiberti nell'esecuzione della porta est del battistero fiorentino. Ma aveva già efficacemente lavorato al fianco del Beato Angelico: si suppone con fondamento che fosse suo aiuto durante i lavori (1438-1443) nel convento di San Marco a Firenze.

 




Prende avvio così la “lunga vita operosa” dell’artista, che nella sua intensa e prolifica attività, in gran parte del Centro Italia, si dichiarerà sempre “pittore fiorentino”. Già qualche anno dopo risulta impegnato a Roma in Vaticano e a Orvieto, di nuovo con Beato Angelico, per poi stabilirsi in Umbria, rendendosi protagonista di numerose opere e commissioni (basti ricordare il ciclo affrescato per la chiesa di San Francesco a Montefalco), a Viterbo, nuovamente a Roma in occasione delle celebrazioni per la nomina di papa Pio II nell’ottobre 1458. Il ritorno a Firenze si ha sicuramente nel 1459, quando intraprende la prestigiosa opera della Cappella dei Magi in Palazzo Medici e risponde ad altre importanti committenze; in questo periodo abita con la famiglia in via del Cocomero (attuale via Ricasoli) e qui probabilmente tiene anche la sua bottega. Riconosciuto e apprezzato, dopo un quinquennio fiorentino, si sposta nel 1464 a San Gimignano, per il ciclo della chiesa di Sant’Agostino e ulteriori lavori pubblici e privati nella zona, mentre dal 1468 ottiene il rilevantissimo incarico di eseguire in fresco le Storie dell’Antico Testamento sulla parete settentrionale del Campo Santo di Pisa. Qua resta per molti anni, ormai circondato di grande notorietà e attivo in altri numerosi interventi del territorio. Un nuovo rientro a Firenze si ha nel 1495, in pieno clima savonaroliano, morendo infine a Pistoia il 4 ottobre 1497.

 

L’esposizione permetterà in primo luogo di approfondire il rapporto dell’artista con Firenze, un rapporto strettissimo, che durò nel tempo e che Gozzoli volle esplicitare sin dalla sua firma, che a volte sarà “Magister Benotius florentinus”, altre “benozius florentinus” o semplicemente “pictor de Florentia”.

 

Sarà poi evidenziato il suo legame con i Medici: l’avvicinamento alla famiglia si ha probabilmente già in età giovanile, quando il pittore segue il lavoro di Beato Angelico nel convento di San Marco a Firenze, trovando poi la sua più compiuta manifestazione proprio nella Cappella dei Magi. Si tratta di un rapporto saldo che accompagna l’artista per tutta la sua lunga carriera, tanto che Benozzo non esiterà a definirsi, in una lettera rivolta a Lorenzo Medici del 1467, «vostro e della vostra chasa».

 

Massimo rilievo sarà dato alla Cappella dei Magi, meraviglioso e prezioso sacello sapientemente affrescato da Benozzo nel 1459 con il Viaggio dei Magi e il Giardino del Paradiso, convergenti nell’Adorazione del Bambino Gesù di Filippo Lippi sull’altare, ove risaltano tanto la sua maestria nella tecnica pittorica murale quanto la finezza esecutiva nel rendere i paesaggi, i personaggi, i dettagli, intrecciando storia sacra, atmosfera fiabesca e attualità contemporanea.

 




L’esposizione promuove inoltre le connessioni con il territorio fiorentino e toscano, evidenziando i luoghi della città e del territorio nei quali Gozzoli ha operato e in cui sussistono sue testimonianze artistiche, allargando lo sguardo fino a San Gimignano, Castelfiorentino e Pisa e stimolando la visita dei “luoghi gozzoliani" in città e in Toscana. Il progetto vede la preziosa collaborazione del Museo di San Marco di Firenze, del Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino, dei Musei Civici di San Gimignano e dell’Arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino.

 

Ogni sala dell’esposizione indagherà uno di questi aspetti e in ogni ambiente, intorno alle opere scelte, saranno elaborati apparati visivi e multimediali marcatamente narrativi, in grado di valorizzare al meglio la presenza degli originali esposti e nello stesso tempo di sviluppare i temi portanti dell’esposizione in forma innovativa e scenografica. Le opere d’arte saranno così i fulcri intorno a cui ruoterà la narrazione, completata da ulteriori elementi materiali e immateriali, intrecciando opportunamente testo antico e linguaggio contemporaneo.

 

L’allestimento museografico, firmato da Luigi Cupellini, offrirà il massimo risalto ai dipinti e ai disegni concessi in prestito da prestigiose istituzioni museali nazionali e internazionali, intrecciandovi ulteriori elementi che permetteranno di integrare la narrazione e di espanderne il racconto. Fra i dipinti in mostra si ricordano la giovanile Madonna del Baldacchino con angeli (National Gallery, London), il Matrimonio mistico di Santa Caterina, Pietà con san Giovanni Evangelista e Maria Maddalena, Sant'Antonio Abate e Sant'Egidio (Museo di San Marco, Firenze), il Pilastrino con San Bartolomeo, San Giovanni Battista, San Giacomo Maggiore, cui fa da controcanto il Pilastrino speculare attribuito a Domenico di Michelino (Galleria dell’Accademia, Firenze) e la Pala della Sapienza Nuova (Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia) e la Madonna dell’umiltà fra sant’Andrea e san Prospero e due angeli (Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino, esposta nel Museo Civico di San Gimignano).

 

A questi si affianca una rosa di disegni dell’artista e della sua bottega riconducibili agli anni fiorentini o correlati all’iconografia della Cappella, in prestito dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia, dal Musée du Louvre di Parigi, che consentiranno di approfondire l’attività grafica dell’artista e la sua capacità nella resa della figura umana e di inserti naturalistici, che nella Cappella dei Magi trova perfetto compimento. Fra questi, non possiamo non citare il meraviglioso Etude d'un cerf, la tête baissée et tournée vers la gauche in prestito dal Louvre insieme al Portrait d'homme avec béret.

 

Ancora, un’evidenza specifica sarà offerta alle testimonianze documentarie che esplicitano il rapporto di vicinanza dell’artista con la famiglia Medici, attestato dalle lettere custodite presso l’Archivio di Stato di Firenze: celebri sono gli scambi epistolari che intercorrono fra il nostro pittore, Piero de’ Medici e Roberto Martelli nel caldo luglio del 1459 sui serafini e i cherubini appena dipinti in Cappella, che al committente non erano inizialmente sembrati “a proposito”.

 

Infine, grazie alla collaborazione con la Biblioteca Medicea Laurenziana, sarà esposto il codice che testimonia la presenza dell'antica iscrizione un tempo presente presso la cappella, vera e propria “chiave di accesso” per la comprensione dell’intero programma iconografico dell’ambiente, preceduto da un commento esplicativo: «I doni dei Re, le preghiere degli spiriti superni, la mente della Vergine sono le cose sacre dell’altare. Tieni lontano, o folla profana, il piede».

 

A complemento delle opere e dei documenti originali, il percorso espositivo sarà corredato da una serie di supporti filmici d’autore, a cura di Art Media Studio: essi permetteranno al grande pubblico di approfondire ulteriori aspetti del percorso biografico e artistico del pittore e di apprezzarne la qualità stilistica in forma scenografica e coinvolgente. Fra questi, nella meravigliosa sala angolare inizialmente conformata a loggia e trasformata in ambiente interno già nel Cinquecento, sarà proposta una vera e propria installazione multimediale immersiva, interamente dedicata alla Cappella dei Magi, nella quale i visitatori si troveranno guidati nell’esplorazione delle diverse tematiche e degli straordinari dettagli secondo una regia narrativa di forte impatto, in grado di coniugare rigore scientifico e linguaggio contemporaneo e in assoluta complementarietà con la visita vera e propria della Cappella.

 

Per tutto il periodo dell’esposizione è previsto inoltre un ricco calendario di visite, di approfondimenti tematici, di conferenze, di attività e di laboratori rivolti alle diverse tipologie di pubblico, che vedranno nella festa dell’Epifania, fortemente connessa con l’iconografia della Cappella, un momento di particolare rilievo. Fra questi si segnala sin d'ora l'atelier d'arte di doratura per le scuole e per le famiglie, che consentirà di sperimentare in prima persona i processi e le potenzialità della tecnica, ispirandosi ai meravigliosi angeli della Cappella dei Magi. 

Per i soci Unicoop Firenze saranno a disposizione visite guidate esclusive - tutte le domeniche alle 10.00 - e sarà sempre fruibile l’agevolazione 2x1 per l’ingresso.

 

L'esposizione sarà corredata dalla pubblicazione di un volume, edito da Sillabe, che. permetterà a tutti gli appassionati di approfondire i molteplici aspetti storici, artistici e culturali connessi all'esposizione, grazie a una serie di contributi di grandi studiosi italiani e internazionali, come Cristina Acidini, Laura Llewellyn, Diane Cole Ahl, Alice Vignoli, Stefania Bertini, oltre le due curatrici della mostra.

 

"La Cappella dei Magi - dichiara Letizia Perini, Consigliera delegata alla cultura della Città Metropolitana di Firenze - è un gioiello incastonato tra le mura nobili di Palazzo Medici Riccardi. Onorare la memoria di Benozzo Gozzoli che vi ha celebrato, anche simbolicamente, la grandezza dei Medici nel contesto del Concilio di Firenze, è ripercorrere un itinerario di bellezza e di storia di cui siamo custodi e promotori"

 


"Prosegue la felice stagione espositiva di Palazzo Medici Riccardi - aggiunge Matteo Spanò, presidente dell’associazione MUS.E -  con una mostra che si pone come complemento prezioso alla storia del palazzo stesso e che permette di valorizzare la figura di un grande pittore del Rinascimento fiorentino. Presentiamo quindi al pubblico un percorso narrativo di grande suggestione, che attraversa la vita e l'opera di Benozzo Gozzoli ricostruendone il contesto storico e artistico ed evidenziandone la cifra stilistica per convergere verso uno dei suoi capolavori, la Cappella dei Magi. Ci auguriamo che questa mostra sia per i cittadini fiorentini e toscani e per i visitatori italiani e stranieri un'occasione per vivere un momento piacevole e ristoratore, nutrito dall'arte, in questo difficile periodo."

 


“Quale miglior luogo per celebrare il seicentenario della presunta nascita di Benozzo Gozzoli?  - dicono in chiusura le curatrici della mostra Valentina Zucchi e Serena Nocentini. - Palazzo Medici conserva uno dei capolavori del Rinascimento, la Cappella dei Magi, commissionata dalla prestigiosa famiglia Medici che, con quest’opera, ha legato per sempre il suo nome a Firenze e nella quale si fondono anche le abilità di Benozzo: la cura per ogni minimo dettaglio, dai preziosi gioielli ai ricchi damaschi, dalle bardature dei cavalli agli alberi carichi di frutta, dai prati fioriti al variopinto piumaggio degli uccelli. Una piccola ma significativa esposizione accompagnerà i nostri ospiti in questo mondo fiabesco e decorativo, caratteristico dell’artista, che ha reso la sua pittura ricca di particolare fascino. Le opere reali presenti dialogheranno con i linguaggi multimediali, invitando lo spettatore a scoprire particolari di intensa e poetica realtà. Riconoscere che la tecnologia è uno strumento prezioso per il nostro vivere e non un obiettivo, significa dare ancora una volta centralità alla persona, come in fondo avvenne proprio nel Rinascimento, quando il nostro Benozzo dipinse la Cappella dei Magi di questo palazzo.”

 

 

Firenze

Palazzo Medici Riccardi


Via Camillo Cavour 3

16 dicembre 2021 – 10 marzo 2022


 


Orari

tutti i giorni h.9.00-19.00, mercoledì chiuso

Ultimo ingresso alle h. 18.00

 

Biglietti

Il biglietto è comprensivo della visita al museo.


Intero € 10,00


Ridotto € 6,00


 


Riduzioni: 18-25 anni; studenti universitari

Ingresso gratuito: 0-17 anni; guide turistiche abilitate; giornalisti accreditati; disabili e loro accompagnatori; gruppi di studenti e rispettivi insegnanti; membri ICOM, ICOMOS e ICCROM.

Per tutti i soci Unicoop Firenze è attiva la riduzione 2x1, che consente di accedere alla mostra e all’intero palazzo in due persone con il costo di un solo biglietto. L’agevolazione è attiva anche per le visite guidate e per le attività.

 


Informazioni e prenotazioni


Tel. + 39 055 2760552



www.palazzomediciriccardi.it


Fabrizio Del Bimbo

sabato 4 dicembre 2021

A Firenze e Milano le nuove mostre di Tornabuoni Arte

 




Per la nuova stagione la Tornabuoni Arte mostra le novità e le sue proposte di opere d’arte, classiche e contemporanee, raccolte in due mostre, a Firenze nella sede di Lungarno Cellini 3,  e a Milano, in Via Fatebenefratelli 36. Completa le due iniziative un volume, il numero 34 di  “Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta 2022”, comprendente la raccolta  selezionata e improntata ad un alto livello qualitativo grazie alla passione e all'esperienza di Roberto Casamonti, ideatore e fondatore di questa realtà artistica e culturale di livello internazionale.

A Firenze, l’esposizione si compone di circa cinquanta capolavori suddivisi in varie aree tematiche. Al piano terra si trova la maggior parte di opere di grandi del secolo scorso. Alberto Burri, Jannis Kounellis, Alighiero Boetti, Emilio Vedova, Lucio Fontana, in modo particolare con una tela, “Concetto spaziale, Attese”, 1965-66, dove quattro tagli sono impressi sulla tela rossa. Uno splendido Arnaldo Pomodoro, Piero Dorazio, Alberto Biasi, Emilio Isgrò, Maurizio Cattelan. Infine Wassily Kandinsky, Joan Mirò, il fondatore dell’Op art, Victor Vaserely. Tutte opere di grande valore.




Al primo piano prosegue la mostra “Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta 2022”, con la sezione dedicata ai grandi maestri dell’arte figurativa italiana della prima metà del Novecento, o grandi classici come Giovanni Fattori, tra questi possiamo ammirare Plinio Nomellini, Massimo Campigli e Giorgio de Chirico con “Piazza d’Italia”, del 1951, la pittura metafisica dove le architetture di uno spazio urbano sono immerse in un'atmosfera carica di lirismo.

Grazie alla sua lungimiranza, Roberto Casamonti è riuscito a creare un' importante rete di gallerie in Italia e all’estero a cui si aggiungono due nuove sedi. Una, per l’arte antica, sarà allestita negli stessi locali, in via Tornabuoni 5, dove la brillante carriera di Tornabuoni Arte ha avuto inizio. L’altra galleria vedrà la luce nei primi mesi del 2022 a Roma con opere di arte moderna.

Da giovedì 16 dicembre, un’ulteriore selezione di circa trenta lavori pubblicati nel volume Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta 2022 saranno in mostra nella sede di Milano.

Le due mostre saranno visitabili sino al 26 novembre 2022.

Info:

Tornabuoni Arte

Lungarno Benvenuto Cellini, 3 – 50125 Firenze

info@tornabuoniarte.it / www.tornabuoniart.com / +39 055 68 12 697

Via Fatebenefratelli 34/36 – 20121Milano

milano@tornabuoniarte.it /  www.tornabuoniart.com  / + 39 02 65 54 841


Nicoletta Currradi

Fabrizio Del Bimbo

 

Le nuove mostre di Tornabuoni Arte

 





Per a nuova stagione la Tornabuoni Arte mostra le novità e le sue proposte di opere d’arte, classiche e contemporanee, raccolte in due mostre, a Firenze nella sede del Lungarno Cellini 3,  e a Milano, in Via Fatebenefratelli 36. Completa le due iniziative un volume, il numero 34 di  “Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta 2022”, comprendente la raccolta accuratamente selezionata e improntata ad un alto livello qualitativo grazie alla cernita, e alle eccezionali doti, di Roberto Casamonti, ideatore e fondatore di questa realtà artistica e culturale riconosciuta a livello internazionale.

A Firenze, l’esposizione si compone di circa cinquanta capolavori suddivisi in varie aree tematiche. Al piano terra si trova la maggior parte di opere di grandi del secolo scorso. Alberto Burri, Jannis Kounellis, Alighiero Boetti, Emilio Vedova, Lucio Fontana, in modo particolare con una tela, “Concetto spaziale, Attese”, 1965-66, dove quattro tagli sono impressi sulla tela rossa. E ancora uno splendido Arnaldo Pomodoro, Piero Dorazio, Alberto Biasi, Emilio Isgrò, Maurizio Cattelan. Infine Wassily Kandinsky, Joan Mirò, il fondatore dell’Op art, Victor Vaserely. Tutte opere di una forte intensità e di grande valore.

A primo piano prosegue la mostra “Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta 2022”, con la sezione dedicata ai grandi maestri dell’arte figurativa italiana della prima metà del Novecento, o grandi classici come Giovanni Fattori, tra questi possiamo ammirare Plinio Nomellini, Massimo Campigli e Giorgio de Chirico con “Piazza d’Italia”, del 1951, la pittura metafisica dove le architetture di uno spazio urbano sono immerse in una inusuale atmosfera carica di lirismo.

Grazie alla sua lungimiranza, Roberto Casamonti è riuscito a creare una importante rete di gallerie in Italia e all’estero a cui si aggiungono due nuove sedi. Una, per l’arte antica, sarà allestita negli stessi locali, in via Tornabuoni 5, dove la brillante carriera di Tornabuoni Arte ha avuto inizio. L’altra galleria vedrà la luce nei primi mesi del 2022 a Roma con opere di arte moderna.

Da giovedì 16 dicembre, un’ulteriore selezione di circa trenta lavori pubblicati nel volume Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta 2022 saranno in mostra nella sede di Milano.

Le due mostre saranno visitabili sino al 26 novembre 2022.

Info:

Tornabuoni Arte

Lungarno Benvenuto Cellini, 3 – 50125 Firenze

info@tornabuoniarte.it / www.tornabuoniart.com / +39 055 68 12 697

Via Fatebenefratelli 34/36 – 20121Milano

milano@tornabuoniarte.it /  www.tornabuoniart.com  / + 39 02 65 54 841

 

Nicoletta Currradi

Fabrizio Del Bimbo